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Visualizzazione dei post da novembre 18, 2007

Carlo Casalegno 2

Caro Franco,
Il 1977 l’ ho passato, quasi sempre in Africa. … E non era a Ouagadougou che potevo ricevere queste notizie dall’Italia. Quindi, fino ad oggi, non ricordo di aver sentito parlare di questo assassinio politico. ………..


Giulio Pedretti è stato con me un neo-assunto alla Face Standard nell’ottobre 1956.
Dopo alcuni anni abbiamo preso strade diverse ma non ci siamo persi di vista.

Devo ringraziare Giulio per gli “assist” (termine calcistico) che ogni tanto mi fa, dandomi cosi l’occasione di andare in goal ….
…..scusate !!! volevo dire l’occasione di pontificare su cose molto più grandi di me.

Nel rispondergli mi viene voglia di descrivere la genesi delle Brigate Rosse, serpe che il Partito Comunista si è allevata, inconsapevolmente e incoscientemente, in seno, e che poi ha dovuto combattere.

Se avessero avuto il sopravvento le BR sarebbe stata una tragedia per l’Italia.
Emarginati da tutta l’Europa saremmo forse diventati alleati della Jugoslavia o dell’Albania, lavav…

Carlo Casalegno

Domenica scorsa sul Sole24Ore c’era una pagina intera (pag.36) dedicata a rievocare Carlo Casalegno, ex direttore del quotidiano La Stampa, assassinato dalle Brigate Rosse il 16 Novembre 1977.
Trentennale del suo assassinio.
Sarà casuale ma non ho sentito niente in TV

Mi ha impressionato leggere l’articolo. Ha risvegliato in me la chiara immagine del tempo e le sensazioni di allora.
Pur ricordando io l’atmosfera di quegli anni mi rendo conto come il tempo abbia sfuocato, annebbiato tutto. Tutto nell’oblio.
Un uomo di grande coraggio, che si è sacrificato, immolato, per il diritto a raccontare e commentare gli avvenimenti.
Totalmente dimenticato dai contemporanei.

Oggi la televisione ci mostra un delitto quasi tutti i giorni.
Ma sono delitti indipendenti, slegati l’uno dall’altro.
Creano giustamente una percezione di insicurezza ma diversa da allora.

La sensazione in quegli anni era di una progressiva impotenza di fronte a qualcosa che ci stava avvolgendo e ci avrebbe sopraffatti.
R…

Molto peggio

Ieri,
per via della presentazione TG1-RAI
sulla storia dei 498 nuovi beati spagnoli martiri della Chiesa, me la sono presa con Petruccioli.
Purtroppo ho dato troppa importanza a Petruccioli.
Nossignore. Lui è uno dei tanti. La cosa è molto più vasta, più pesante.
E’ una vera e propria grande alleanza di guerra alla Chiesa Cattolica.
Ostracismo alla Chiesa.

Questa mattina (lunedì) ho prestato attenzione al TG1 delle 8,00 per vedere il trattamento dell’avvenimento.
Zero.
Sono poi uscito ed ho acquistato il Corriere della Sera.
In prima pagina ancora zero.
Ho allora sfogliato il giornale: le pagine 14 e 15 sono dedicate all’avvenimento.
La veste editoriale del Corriere prevede che in prima pagina ci siano gli “incipit” dei maggiori argomenti
seguiti dal “continua a pagina nn”.
Ce ne sono otto di incipit stamattina ma per i cinquecento nuovi beati niente.
Degli otto, cito quello più emblematico per importanza: I trent’anni del marchio Autogrill

Due articoli sulla beatificazione occup…

Eredità scomoda

Oggi a Roma verranno beatificati circa 500 (cinquecento) religiosi ammazzati dai comunisti e dagli anarchici (i repubblicani) spagnoli durante la guerra civile del 1936, vinta dal Generalissimo Franciscofranco.

Le cifre che io conosco, lette anni or sono sul Bollettino Salesiano, riguardano gli ammazzamenti di alcune migliaia di religiosi.
Non so in quale modo gli attuali 500 siano stati selezionati.
C’è spazio e tempo per beatificare anche tutti gli altri, oggi mancanti.

Invece il tempo per mandare a cagare il “comandante” della RAI, Petruccioli, è ampiamente scaduto.

Eccheccincastra Petruccioli con i martiri spagnoli ?
C’incastra con lo stile RAI attuale

Oggi il TG1 (non sto parlando del TG3, bollettino della sinistra) ci ha informati che i 500 nuovi beati sono stati ammazzati dagli oppositori di Franciscofranco.
Chiaro no? Gli oppositori.
E’ in bel titolo, neutrale, non qualificato di destra o sinistra. Non offende nessuno.
Chiamare la gente con il suo nome proprio, cioè comunist…

Gli uomini-topo ed il proletariato

Osteria dei moschetti
Parapunzi-punzi-pun
In Italia siamo stretti
Parapunzi-punzi-pun
Stenderemo lo stivale
Fino all’Africa Orientale
Daghela ben biondina
Daghela ben biondà

Era una canzoncina di moda presso i “Balilla” alla fine degli anni 30
Presuntuosa e supponente ma fino ad un certo punto.
L’Africa, quasi tutta, era in mano a francesi e inglesi
Questi quà indignati per le nostre pretese hanno estratto il cartellino rosso.
Sanzioni economiche all’Italia !!!
E siamo diventati amici di Hitler.

Porca miseria sono andato fuori tema !!!
Volevo dire che a quel tempo eravamo quaranta milioni ma “eravamo stretti” (ed era vero)
Adesso siamo sessanta milioni ma aspettiamo l’arrivo di 200mila lavoratori stranieri (lo dicono i ministri)
La nostra industria ne ha bisogno.
I nostri governanti (per ragioni umanitarie) offrono loro anche la ricongiunzione familiare
Potenzialmente sono quindi un milione.

Sicuramente l’Italia costruirà per loro una nuova metropoli da un milione di abitanti.
Per ade…

Rivoluzione scentifica del terzo millennio

S’è mai vista una cosa penosa come le attuali trattative sulle modifiche al sistema pensionistico.
Adesso quelli che non hanno il cervello marxista sono in crisi.
Si, siamo frustrati, soffriamo di un complesso d’inferiorità (ci sono dentro anch’io)
perché non arriviano a capire la nuova matematica sindacale di Seigennaio Epif detto Il Befano

Siamo di fronte ad una rivoluzione scientifica pari a quella proposta da Albert Einstein agli inizi del novecento.
Nessuno lo capiva, tant’è che gli hanno dato il Nobel con 25 anni di ritardo, ma senza capire cosa aveva fatto.

Il Befano viaggia nel futuro della scienza e noi poveri mediocri uomini di destra siamo intellettualmente emarginati.

Il conflitto matematico consiste in questo:
Il sistema pensionistico attuale è in equilibrio e consente di pagare una pensione dell’80% per cento rispetto all’ultimo stipendio.anche se la gente oggi va in pensione a 58 anni

Invece fra vent’anni pur andando presumibilmente in pensione a 65 anni, (o anche a 67…

Sparare sulla Croce Rossa

Sparare sulla Croce Rossa
E’ angoscioso dover parlar male di questo Governo.
La sensazione è quella di sparare sulla Croce Rossa.
Uno che vuol bene alla gente, anche se è cattivo, cioè di destra, non ce la fa.

Oggi ho trovato una scappatoia.
Invece di criticare il Governo me la prendo con i cosiddetti sindacalisti.


I partiti facciano un passo indietro
Qualche giorno fa ho sentito Seigennaio Epifani ammonire i partiti “a fare un passo indietro” sulla questione dello “scalone pensionistico di Maroni”
(quello di Margaret Tatcher.allora cos’era ? La parete Nord del Cervino ?)

Si, secondo Seigennaio la questione non è di competenza dei partiti: è invece appannaggio esclusivo dei sindacati.

Devono comandare i sindacati
Allora qui mi appello alla sacra Costituzione, anche se non è nelle mie usanze.

Chi deve governare l’Italia ?
La devono governare quelli che sono stati votati dagli italiani oppure gli iscritti al sindacato ?

In più, siccome i pensionati sono a carico dello Stato, ed il bilan…

Italia paralitica

La riforma delle pensioni è stata varata da Lamberto Dini nel 1995 per eliminare le pensioni di anzianità e mandare tutti in pensione non prima del compimento dei 60 anni di età.
Diluita nel tempo, doveva arrivare a conclusione dopo 18 anni, nel 2013.
Concepita, in questo modo annacquato, dalla sinistra, per “non far male ai lavoratori”.
Un po’ di anni prima, in Inghilterra, la Prima Ministra Margaret Tatcher ha fatto la stessa cosa
Ma in un periodo di tempo un po’ più breve: 24(ventiquattro) ore.

L’ultimo governo Berlusconi ha parzialmente accelerato il processo di riforma per farlo concludere nel 2008.
Con cinque anni di anticipo rispetto a quanto previsto da Dini.
Il governo attuale, sulla questione, litiga con se stesso.
I ministri con la falce e martello sul cappello, continuano a “difendere i lavoratori” e frenano.
L’Europa però, dice, ripete ossessivamente che bisogna accelerare.
Lo sta dicendo da vent’anni.
Lo dice nei giorni dispari e lascia liberi i giorni pari per le ri…

Ribadire il concetto

Ho detto varie volte che, secondo me, per l’Africa era molto meglio il colonialismo europeo rispetto alla situazione attuale.

Durante il colonialismo erano i popoli più emancipati che andavano in casa di quelli più arretrati.

E’ chiaro che ci andavano per i loro interessi ma intanto contribuivano a far fare un salto culturale alle popolazioni locali. Col tempo avrebbero fatto nascere anche l’industria.

Basti pensare a tutto quello che invece è successo in Africa dopo l’uscita (forzata) degli europei per capire quanto peggio è stato.
Massacri di ogni genere, dovuti a guerre tribali, guerre etniche, rivoluzioni pseudo-democratiche, carestie, epidemie, ecc, ecc.
Ora assistiamo all’esodo verso l’Europa dovuto a disperazione. Al tentativo estremo, disperato, di fuga per sopravvivenza.
Alla desertificazione umana dell’Africa, se non interviene un’altra colonizzazione (che è probabilmente in arrivo).

La storia del Sudafrica può essere l’esempio più chiaro per dimostrare quello che sostengo …