venerdì, maggio 23, 2008

Matti in gabbia

Questa è l’ora dei miracoli.
L’Italia è in gabbia.
Il ministro Basaglia li ha fatti uscire, i matti, e li ha riconsegnati alla mamma.
Adesso voglio vedere come farà a far uscire l’italia, che, non s’è desta, nonostante l’elmo di Scipio, di cui s’è cinta la testa.
Tutti i santi giorni i Tg fanno una tiritera di piagnistei sul come sono ridotti gli italiani.
Nessuno di loro che voglia prospettare qualche via d’uscita.
Nei proclami elettorali nessuno ha voglia di dire che non c’è via d’uscita.
D'altronde il pessimismo non attira voti da nessuna parte.
Eppoi, se fai come Basso-lino, il quale dice con me o senza di me è lo stesso
voglio vedere chi ti vota.
C’è qualcuno adesso che può di fare il miracolo di far uscire l’Italia da questa situazione ?
I buoi sono scappati. Inutile chiudere la stalla.
La gabbia in cui è chiusa l’Italia è stata costruita con ostinazione dai marxisti di casa nostra,
che hanno indottrinato per troppi decenni il cervello di troppa gente (anche dei preti) alla loro folle ideologia.
Sarebbe grottesco premiarli adesso perché hanno tolto la lettera “esse” dal simbolo del grande partito.
Per parlare di storia si deve ricordare che noi siamo stati il Paese più comunista d’Europa
per troppo tempo.
A metà degli anni settanta il Partito Comunista Italiano ha raggiunto il 36% dei voti.
Nelle altre grandi nazioni europee la Spagna e la Francia hanno avuto circa il 10% di “pepponi”.
In Germania ed Inghilterra il partito comunista non è mai esistito.
Molta brava gente dirà :
Ma se hanno sempre governato i democristiani !!!
Adesso la colpa la danno a noi poveri proletari ???
Commento legittimo ma ingenuo.
La Democrazia Cristiana, dopo De Gasperi, è passata in mano alla corrente di sinistra, per compiacere ai sentimenti della gente, che vedeva nel sol dell’avvenire la promessa del futuro.
Per controbattere la concorrenza falce&martello che prometteva l’uguaglianza e la felicità per tutti, che conquistava voti a tambur battente, l’unico modo sembrava quello di concedere l’impossibile.
Cioè di fare debiti.
I gerarchi della DC da quel momento (da Fanfani in poi) sono sempre stati della corrente di sinistra.
L’ultimo di essi, Ciriaco De Mita, è riuscito ora a rientrare in politica nel PD, coerentemente con la sua storia precedente.
Il colosso IRI dell’industria statale, più di metà dell’industria italiana, entità di stile sovietico, buco nero del bilancio statale, è stato costruito e gestito da loro, i gerarchi della sinistra DC.
E’ servito a mantenere milioni di posti di lavoro inesistenti e a mandare in vacca il bilancio dello Stato.
L’hanno liquidato negli anni 90 per disperazione ma ci hanno dovuto lasciare l’eredità del buco di bilancio, o meglio, della voragine di bilancio.
Le finte pensioni di invalidità del sud stessa storia.
Storia emblematica.
Ricordo che al tempo, De Mita, contestato sulla questione, disse:
embè, le benzioni al sudde zono l’egguivalende della gassa indegrazzione degli oberai del norde !!!
Poi, finalmente, il botto finale, il fuoco d’artificio della grande festa delle cicale italiote, il miracolo italiano delle pensioni per i cinquantenni !!!
Vale a dire le pensioni di anzianità, invenzione sindacal-confindustrial-democristian-comunista !!!
Ecco raggiunta finalmente l’eguaglianza (nella povertà) insieme alla felicità per tutti !!!
Venti milioni di pensionati !!!
Molti dei quali con i pannoloni pieni di merda che nessuno pulisce più perché gli infermieri vogliono lo stipendio in palanche e non in “bond-parmalat”
L’Italia non ha mai vissuto un momento così magico !!!
Ma il governo uscente ultimo passato, (ma non promosso) nel suo splendido biennio, ha pensato bene di mettere una pezza all’ingiustzia sociale iniqua dello Scalone Maroni, che in modo becero, con due anni di anticipo, mandava in pensione tutti a sessant’anni, termine a suo tempo stabilito dal fondatore, il Duce.
Con un grande gesto di solidarietà sociale il gobierno Prrr… ha eliminato lo Scalone Maroni
Alla modica spesa di 10 (dieci) miliardi di euro.
Cosa vuoi che siano dieci miliardi di euro ???!!!!
Sono ventimila miliardi di italian-lirette che nessuno vuole più !!!
Ci vogliono 1,2 miliardi di euro solamente per costruire la nuova linea Metro n°5 di Milano,
12 km, 19 stazioni, da Sesto SG a San Siro, via stazione Garibaldi, ci vogliono, come ho detto, 1,2 miliardi di euro consegna nel 2012 dopo Cristo (fra 4 anni)
Con 10 miliardi se ne potevano fare altre otto, al massimo, ma non di più nèèè !!!!
Macchecazneffai di aldre oddo linee metropolittaneammilano ????
Maèccosibbello andareinmacchina !!!!
Cheppoi vediangheilpannoramainmacchina !!!!
Eppoi senneancheilPeggoraroScannio, tuttoeccologgico haddettonniende, vuoldirecchevvabbenecossi !!!!
Accosasservono tuttestemmetroppoliputtaneammilano ????
Mammamiabbella èunammania !!!
E’ppeggiodelpondesullostrettodiMessina !!!!
Con affetto
Franciscofranco

























































Alitalia

Faccio un po’ il leghista.
Ogni tanto serve.
La radio, negli anni trenta, ha cominciato a trasmettere da Torino
Poi l’ha portata a Trastevere il Duce, quando ha visto che piaceva alla gente
Il cinema (sia pure muto) hanno cominciato a farlo alla Bovisa (La Milano-Film si chiamava)
L’ha portata a Cinecittà il Duce, per le stesse ragioni
L’aviazione civile è iniziata nel varesotto (circa Malpensa).
L’hanno portata a Fiumicino i “democratici” per adeguare democraticamente il centro del potere.
La televisione di Stato ha iniziato le trasmissioni a Milano
L’hanno portata, negli anni cinquanta, a viadelvaffanculo a Roma, sempre i “democratici”
Era in corso Sempione, dove hanno lasciato i Bollettini Meteo della Padania, oltre a Meneghino e Cecca per celebrare il Sabato Grasso del Carnevale Ambrosiano.
C’è voluto un Cavaliere dell’Italia incazzata per aprire una TV di frodo a Cologno Monzese.
Avessero potuto portavano ai Castelli Romani anche la pianura padana.
Mi vengono in mente queste cose per colpa di Alitalia.
Alitalia è il simbolo del centralismo politico romano.
Non per colpa dei romani, cheqquando-non-son-stronzi, son pure simpatici.
No. E’ un’altra storia.
Sono i politici che sono fatti così, democratici o meno che siano. E’ antropologia del potere.
Le cose importanti le vogliono vedere vicine. Si sentono meglio a vederle dalla finestra.
Ci mettono dentro i loro omarini e li tengono d’occhio.
Tengono al guinzaglio i loro bravi ometti, a comandare gli altri.
Per gli altri vale il motto: Credere, Obbedire e Combattere.
Alitalia l’hanno piazzata a Fiumicino ed è inamovibile.
Anche se gli aerei sono fatti per muoversi, ci sono le officine di manutenzione degli aerei.
Queste è più difficile spostarle.
Ed ancora più difficile (nella nostra penisola) è spostare i dipendenti specialmente se i dipendenti sono romani-de-roma e se li hanno raccomandati i santi di Montecitorio e Palazzo Madama.
Sono autentiche “vacche sacre”
La nostra classe politica ha creato Fiumicino negli anni cinquanta con il concetto che dovesse essere il centro unico dell’aviazione civile italiana.
Unico aeroporto con la pista adeguata ai Jumbo.
Il fatto che l’industria fosse in Val Padana era un dettaglio senza importanza.
Flop clamoroso e peccaminoso.
Ci sono voluti più di trenta anni per adeguare Malpensa alla situazione del nord Italia..
Impossibile però schiodare Alitalia da Fiumicino.
A decidere sono i sindacati dei piloti e delle hostess
Adesso siamo al disastro.
Però quelli che parlano in pubblico, sindacalisti, politici, giornalisti e speaker TV non parlano del
disastro del sistema di trasporto aereo italiano e dei problemi che crea alla Nazione.
No !!!! Non è quello il problema !!!
Parlano dei posti di lavoro a rischio per i dipendenti Alitalia e Sea (Malpensa)
Vale a dire: il sistema aeroportuale è stato creato per dare lavoro ad alcune migliaia di persone, non per trasportare milioni di passeggeri italiani e stranieri.
Se manca questo servizio, i turisti vadano pure altrove.
Non parliamo poi dei manager delle aziende uomini d’affari, (cioè i datori di lavoro di milioni di persone).
Questi qui, ricchi come sono, si arrangeranno, che diamine !!!
In Italia, c’era una volta l’IRI, con cento o mille volte più dipendenti di Alitalia
L’hanno venduta, forse svenduta, gonfiando il ricco parco pensionati che abbiamo.
Le aziende IRI in mano ai privati sono rifiorite a nuova vita. Fanno affari d’oro.
Per l’Alitalia, azienda della stessa parrocchia, tutto ciò non vale.
Come si spiega ????
Si spiega che i valorosi piloti comandano loro.
Li hanno portati vicino al Palazzo e si sono imparentati bene.
Buona Pasqua a tutti gli amici !!!
Franciscofranco


















































domenica, febbraio 24, 2008

Carte rimescolate

Non si capisce più niente.
I nostri politici hanno fatto su un polverone che fa perdere l’orientamento.
Il quadro che avevamo davanti è tutto rimescolato.
Ma non bisogna confondersi: è solo fumo. Dentro al fumo è tutto come prima.
I pescatori di voti hanno cambiato la scenografia per scopi strategici.
Il problema di base è che il sistema in uso, voglio dire il quadro costituzionale attuale, non funziona, e, da sempre, ha funzionato male.
Inutile cincischiare attorno alla legge elettorale. Non è che con quella precedente si andasse meglio.
Glièttutto da rifare, diceva Gino Bartali, quando non vinceva. Adesso dovrebbero dirlo gli italiani.
Quello che manca da noi è un “eroe nazionale” al quale affidare il compito di riscrivere la Costituzione.
Manca l’eroe nazionale
I francesi hanno avuto il Generale De Gaulle, che scappato in Inghilterra dopo l’arrivo dei tedeschi a Parigi, ha potuto ripresentarsi ai francesi 4 anni dopo come vincitore. Negli anni in cui era alla corte di Rè Giorgio lo facevano parlare a Radio Londra, e lui teneva al caldo l’orgoglio dei francesi.
Poi gli americani sono arrivati con i carri armati a Parigi. Allora lui, avvisato in tempo, è arrivato subito in aereo dall’Inghilterra e i carristi yankee lo hanno lasciato sfilare in testa al corteo sotto l’Arco di trionfo, al suono della Marsigliese.
Questo ha rincuorato maledettamente i francesi, che si sono subito sentiti vincitori della guerra.
Non sembra ma vuol dire molto.
Siamo orfani
Da noi niente “eroi nazionali”. Rè Vittorio Emanuele, terzo e ultimo, è scappato a Brindisi l’8 settembre del 1943 e gli Americani quando lo hanno visto lo hanno obbligato a dichiarare guerra alla Germania.
Lui poveretto, così piccolo e vecchio com’era, prima ha brontolato un po’ e poi ha detto “si” sottovoce.
Si vergognava maledettamente.
Ma i generali a stelle e strisce lo hanno sentito ugualmente e ne hanno tenuto conto.
Infatti il suo gesto è servito a far liberare gloriosamente Milano e Torino dai partigiani,
ma solamente il giorno dopo la partenza dei tedeschi, ed il giorno prima che arrivassero gli americani.
Sincronismo perfetto.
Polverone strategico
Tornando adesso a noi, c’è un polverone che sembrerebbe una rivoluzione, e invece è tutto come prima.
E’ un polverone Costituzionale. Ogni botte da il vino che ha.
I giochi li ha aperti il Walterone belloccio, e non poteva farne a meno con la situazione che si è ritrovato.
Una volta andata a remengo la grande alleanza antiberlusconiana del Prufesur, il ripresentarsi con gli stessi simboli e arnesi, cioè falci e martelli arrugginiti, rose, crisantemi e bandiere rosse, sarebbe stato un suicidio politico.
A sinistra cambia tutto
Allora il Walterone ha scaricato tutti i mostriciattoli e ha detto : vado da solo.
Certo; dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
E’ partito verso il centro a caccia dei voti che mancano. Cosa doveva fare ??? Ha fatto bene.
Non poteva mica tirarsi dietro quella compagnia li.
I proletari, rimasti soli, hanno buttato a mare tutte le figurine del marxismo-leninismo
e sono andati al riparo di un poetico arcobaleno.
Poi si sono messi timidamente a parlar male del Walterone. Bisogna pur pensare al domani.
Nessuno ha più neanche il coraggio di sparare sulla patetica Crocerossa proletaria.
La destra contrattacca
Il Berlusca, vista la situazione, ha pensato di andare in contropiede ed ha tirato Fini dentro la sua squadra.
Al Gianfranco conviene perché si assicura la successione quando Berlusca si ritirerà dal teatrino..
Bossi viaggia da solo ma senza parlar male del Cavaliere. L’amicizia è dichiarata.
Casini invece che sogna da tempo di spigolare tutti i voti ex DC dispersi nei vari partiti,
si è staccato dal tandem Berlusca-Fini e spigola da solo. Ma al mulino a macinare non ci andrà da solo.
E dopo cosa faranno le squadre???
Ma tutti questi naviganti solitari cosa possono fare da soli ??? Niente. Un bel niente e basta.
Tutte le manovre di cui sopra hanno lo scopo di rastrellare voti ovunque, ma specialmente al centro che è il luogo del voto più flessibile.
Rastrellare e spigolare dovunque senza pero disperdere i voti di quelli che non si schiodano dagli affetti giovanili.
Ad elezioni fatte si riuniranno ancora tutti presso i due capi carismatici Walterone e Silvio.
E bisogna dire che è meglio cosi, altrimenti dove si va a sbattere ???
Come si vede non cambia niente.
Bisogna solo aspettare che il polverone si depositi. Tutti torneranno nelle squadre di appartenenza.
La marcia degli zoppi
Ognuno faccia il tifo per chi gli pare.
Purtroppo però è sempre più evidente che l’Italia perde colpi in Europa e nel mondo.
Zoppica sempre più penosamente con in groppa il suo Everest di debito pubblico ed i suoi venti milioni di pensionati.
Besos y mucho carino
Da Franciscofranco






















































mercoledì, gennaio 02, 2008

Confusione

In questi giorni possiamo toccare con mano quanto sia sgangherato il nostro sistema politico.
Negli USA viene eletto un parlamento (Camera+Senato) fuori controllo del Presidente Obama.
Ci saranno discussioni accanite di ogni genere ma il Presidente resta dov’è, con i suoi Ministri.
Il Presidente dovrà fare i conti con il parlamento, per le innovazioni. Il resto è ordinaria amministrazione sulla base delle leggi esistenti.
Le elezioni anticipate non esistono in USA. Neanche quando hanno ammazzato il presidente.
Il potere legislativo (parlamento) ed il potere esecutivo (presidente) sono separati.
Amministrare (cioè governare) è una cosa, legiferare (cioè cambiare le leggi) è un’altra.
Ognuno dei due poteri è indipendente dall’altro.
In Italia abbiamo un sistema intrecciato: il governo è nelle mani del parlamento. Se un blocco politico vince ma poi si rompe si possono fare due cose:
- costruire in parlamento un altro blocco, anche più fragile del precedente,
- oppure fare nuove elezioni.
Questo meccanismo è stato “la fabbrica dei governi” per tanti anni in Italia.
La programmazione di governo a lungo termine non ha mai potuto esistere. I risultati si sono visti.
Uno fa un programma o una cosa, se fa in tempo. Il nuovo che arriva ferma tutto e ne fa un’altra.
E’ un gioco che può piacere ai partecipanti perché lascia a tutti la speranza di poter presto entrare nella prossima coalizione e avere le mani in pasta. Non dovrebbe piacere ai cittadini.
Se questi hanno conservato la lucidità, nonostante i bagni ideologici a cui sono stati sottoposti.
I semplici cittadini dovrebbero tentare di cambiare il sistema
La nostra Costituzione è stata “santificata” dagli addetti ai lavori per interesse.
Nessuno di loro la mette più in discussione.
Nessuno vuole un governo “corazzato” per quattro o cinque anni. Non è divertente.
Questi qui si accapigliano intorno alla “legge elettorale” come se fosse questa a poter cambiare le cose. La legge elettorale lascia il tempo che trova. Il gioco rimane sempre quello
E’ la Costituzione da cambiare.
C’è qualche speranza che succeda ?
Un tempo era Fini che sosteneva il “presidenzialismo”. La sinistra lo tacciava di fascismo.
Saluti affettuosi a tutti.
Franciscofranco
























Universi costituenti il mondo attuale

A mio uso e consumo ho tentato di fare una classificazione degli universi costituenti il mondo attuale.
Non pretendo che questa schematizzazione sia una verità scientifica; è solamente una visione personale, condivisibile o meno, del mondo attuale. Ci sono inoltre zone di confine tra gli universi ed alcune nazioni non posizionabili nella mia mappa.
La mappa è finalizzata a dimostrazioni successive.
Con l'ausilio di questo schema, tento di dare una mia spiegazione ai conflitti terroristici attuali.
Esistono approssimativamente trè universi:
- L'universo Lavoro
- L'universo Parassita
- L'universo Miseria
L'Universo Lavoro
Fondato dall'Europa attraverso la scienza e l'industria, è costituito oggi da Europa (Russia inclusa), dai figli dell'Europa, USA, Canada, Australia e dagli Stati Asiatici che si sono accodati: Giappone, Cina, India, Corea del Sud, ed altri minori.
In cinquecento anni l'Universo Lavoro ha trasformato il mondo dal Medioevo all'attuale.
L'Universo Parassita
Costituito dagli Stati petroliferi del Medio Oriente che ricevono dall'Universo Lavoro un beneficio economico assolutamente straordinario e unico nella storia umana: I PETRODOLLARI.
Beneficio di cui godono da più di cinquant'anni, senza averne alcun merito, se non quello di avere il petrolio sotto i loro piedi.
Pur facendo parte del mondo ricco, l'Universo Parassita non è entrato a far parte dell'Universo Lavoro.
Questo fatto è in stridente contrasto con il caso di altre Nazioni assolutamente prive di ricchezze naturali come Giappone e Corea del Sud, che sono invece entrate a pieno titolo nell'Universo Lavoro.
L'Universo Miseria
Sono gli Stati Africani e parte degli Stati sudamericani rimasti al palo.
Sono nazioni ferme.
Il lavoro industriale non riesce a decollare in queste nazioni.
Esiste ormai un divario culturale incolmabile, una voragine, tra queste aree e l'Universo Lavoro.
Lo sviluppo dovrebbe iniziare dall'agricoltura industrializzata che potrebbe produrre merci esportabili nel mondo ricco.
Questo non succede per colpa del mondo ricco che difende la sua agricoltura con egoistiche tasse d'importazione.
Il mondo ricco si limita a fare la carità all'Universo Miseria.
Il colonialismo poteva essere lo strumento per trainare questi popoli verso il mondo industriale.
Per colpa della seconda guerra mondiale il colonialismo è durato troppo poco per poter esercitare una tale influenza da colmare il divario culturale.
Forse potrà essere la Cina in futuro a penetrare e cambiare l'Universo Miseria
Conflitti terroristici attuali
L'Universo Parassita. costituito in gran parte dai Paesi Islamici, ha iniziato da tempo una guerra all'Universo Lavoro, colpevole non di essere ricco, ma bensì di detenere il potere e di plasmare il mondo a sua immagine e somiglianza.
L'inizio di questa guerra può essere fatto cincidere pressapoco con l'avvento al potere di Komeini in Iran, che ha segnato l'inizio di una serie di attacchi terroristici, in particolare a linee aeree, ed è continuata poi con il tentativo di Saddam di occupare il Kuwait. Poi è arrivato l'attacco alle Torri Gemelle (il secondo) e tutti gli altri. Ora abbiamo la sfida del leader iraniano Amadinajed, che minaccia apertamente la distruzione di Israele ed annuncia al mondo il possesso della tecnologia nucleare.
Questa guerra di nuovo genere è fomentata da due fattori:
Fattore culturale.
L'Islam non sopporta che il mondo venga plasmato ad immagine e somiglianza dell'Occidente. Tutte le altre parti del mondo lo hanno accettato, in particolare l'Asia, dove gli antichi costumi sopravvivono solamente a titolo folcloristico.
L'Islam è refrattario all'Occidente.
Fattore potere economico e commercialeL'Islam petrolifero, cioè quello che io chiamo l'Universo Parassita, ha coscienza di avere raggiunto un potere paragonabile a quello dell'Occidente, sia per i capitali accumulati in cinquant'anni di vendita del petrolio, sia per la posizione strategica in cui si trova potendo manovrare i rubinetti del petrolio.
Daltronde, pur essendo ricco quanto l'Occidente, l'Islam petrolifero non è riuscito ancora ad industrializzarsi.
Terminato il petrolio non ci sarà futuro per queste nazioni.
L'unica speranza per loro è di rovesciare l'attuale equilibrio di potere, presidiato attualmente dagli USA, ed impadronirsi politicamente del''Universo Lavoro
Si tratta per loro di agire ora o mai più.
La fine di questo monopolio del petrolio si stà profilando all'orizzonte.
Secondo la British Petroleum ci sono riserve petrolifere per altri 40 anni.
Stanno inoltre sorgendo altre potenze mondiali, le tigri asiatiche Cina e India, ancora più ostiche da battere che non l'Occidente.
Qualcuno potrebbe obiettare che l'Arabia Saudita stà con l'Occidente.
Si, però è stata fortemente sospettata da parte USA, in occasione dell' invasione irachena del Kuwait, di essere segretamente d'accordo con Saddam.
La sua amicizia con l'Occidente è ambigua. In cambio il suo potere economico formidabile.
Conclusioni
L'attuale guerra terroristica non è tra i ricchi ed i poveri del mondo.
E' tra un potere esistente ed un potere emergente.
Noi siamo economicamente e culturalmente il potere esistente.
Convinciamoci che dobbiamo tifare per il mantenimento di questo equilibrio.
E' la sopravvivenza di tutto quello che siamo e che abbiamo.

















































domenica, dicembre 02, 2007

Neoplasia urbanistica Lombarda

Abbiamo scoperto un nuovo problema
Adesso abbiamo un problema: è stato scoperto che Milano è brutta !!!
E chi se l’aspettava ?!.
L’ho sempre sentito dire dai milanesi di nuova nomina, quelli provenienti da altre regioni, che, sputando nel piatto dove stavano mangiando, hanno sempre detto peste e corna di Milano.
A mi me girava i ball però sorvolavo.
Adesso lo dice anche il ragasso della via Gluck l’Adriano nazionale.
Adrianoilcelentano è bravo, bravissimo, mi piace troppo, ed ha una grande fama.
Però quando i suoi sono venuti a Milano penso avessero una grande fame.
Dove si va a mangiare ?
Ma possibile che per mangiare bisogna andare in un posto brutto ?!
Pare che sia così.
Le fabbriche si fanno nei posti di pianura (niente panorami) dove c’è tanta acqua, ma sotto terra, da tirare su con la pompa (niente barche, gondole, pescatori ecc.).
E le fabbriche non le fanno con le statue e le fontane nei giardini, ma con capannoni affumicati e lugubri altissimi camini.
Non ci sono scaloni di marmo, colonne e capitelli
E neanche terrazze giardini pensili e menestrelli ma tanto fumo, tanta ruggine e tanta ferraglia.
E non ci abitano principi e baroni, che, beati noi e loro, vivon fuori dai coglioni.
E le fabbriche non le hanno mai progettate i grandi architetti o le prosperose architette.
Gli architetti progettano città dove c’è il Rè, con la Regina con i fanti di cuori, quadri, fiori, picche, cavallo e pulina
Il Rè che non c’è
Il Rè non c’è mai stato a Milano.
E’ venuto solo una volta Napoleone ad autoincoronarsi, ed è bastata la sua visita per far terminare il Duomo, che lo stavano facendo da 600 anni, e far costruire l’Arena, ben sapendo che dopo l’avrebbe usata la Grande Inter.
Poi è venuto Vittorio Emanuele II, primo Rè d’Italia, e allora gli hanno fatto la Galleria, la Statua in Piazza del Duomo piena di piccioni (che la decorano con pitture a spruzzo) e l’Arco della Pace, per celebrare il risultato di una guerra.
Lui, Rè Vittorio, è partito subito dopo per andare dalla Rosina, prosperosa e monarchica campagnola piemontese.
E’ stato li che è nato lo slogan fate l’amore e non la guerra.
Torino, capitale
Parlando appunto del Piemonte, adesso mi viene in mente che li c’è Torino.
Torino prima non c’era. Dopo ci sono andati i Savoia, quelli dei savoiardi.
I Savoia hanno fatto progettare, nel 1700 dall’architetto Filippo Juvara la città di Torino, con una serie di Palazzi e Basiliche.
Visto che il progetto era bello allora hanno fatto costruire Torino, ma non a casaccio, con le strade larghe e dritte.
Una planimetria a reticolo perfetta.
La mia storia è semplificata, arrotondata, imbellettata e mascherata.
Io la racconto come la conosco.
Torino è un posto che ha molto culo rispetto a Milano.
Nel senso che c’è tutto: la capitale di un regno, con l’industria e il panorama.
E’ un caso unico.
C’è il fiume Po che divide la montagna dalla pianura.
In pianura c’è la grande città industriale e dall’altra parte del Po ci sono le colline.
Vai cercare un altro posto così se lo trovi.
La gallina dalle uova d’oro
Milano è stata partorita e basta. Nessun architetto l’ha progettata. E’ venuta fuori una ragnatela, un garbuglio.
L’hanno fatta prima di Roma Ladrona altrimenti senza la Gallina dalle Uova d’Oro come faceva Roma a mangiare ?
Adriano dice che è brutta
L’Adriano molleggiato dice che Milano è brutta per colpa dalla Moratti e del Formigone
Quarant’anni fa si lamentava che in via Gluck non c’era più l’erba, e poi che era cresciuto un albero di trenta piani.
Adesso non vuole i grattacieli della nuova zona Garibaldi-Repubblica.
Cosa vuole, le case popolari del Giambellino o i giardini pensili di Babilonia ?
All’Adriano io gli devo raccontare un po’ di cose, qui nel seguito.
Ci voleva poco per essere belli
Di bruttezze ce ne sono esageratamente a Milano, e ancora di più nei Comuni limitrofi.
Bruttezze realizzate al 99% negli ultimi sessanta anni.
Se gli archi-tetti facessero il loro mestiere, cioè le case con gli archi e con i tetti invece di darsi al cubismo architettonico, allora sarebbe diverso.
Sarebbe bastato fare tutte le case con il tetto ed i balconi, in luogo dei parallelepipedi con dei vuoti quadrati e scuri in funzione di finestra.
Bastava questo per ridurre del chissaquanto per cento tutta l’architettaturamentazione che fa schifo al cazzonetto dei rifiuti.
E poi, anche strade larghe a sufficienza per il traffico automobilistico.
Dopo il Duce non le ha fatte più nessuno.
Necessario e sufficiente per evitare quanto sopra, era una laurea nella Facoltà del Buon Senso.
Il peggio
Ma il peggio è ancora all’orizzonte e non sono i grattacieli.
Per questo devo dare consigli al mio amatissimo molleggiato.
Gli consiglio di ascoltarmi bene perché non sento nessuno che ne parli, e se perde questa occasione è fregato..
Forse dopo potrebbe scriverci una nuova canzone.
Gli consiglio di decollare da Linate con un areoplanino in un giorno di aria trasparente, e guardare verso la Brianza.
Si accorgerebbe che Milano, Città Regione è sulla strada per diventare Città del Messico, una bolgia umana.
Vale a dire una megalopoli i cui confini a sud sono quelli dei Comuni periferici addosso alla tangenziale,
mentre sui restanti tre lati, a est, a nord e a ovest i confini sono a Bergamo, Lecco, Como e Varese.
Nei pochi spazi non ancora cementificati della Brianza
l’edilizia sta tirando bene
come ha scritto con aria trionfalistica un redattore del Corriere in questi giorni.
Conclusione: la pianura pedemontana lombarda sta diventando una megalopoli, la cosiddetta Grande Milano, confinante a nord con i laghi e le montagne e a sud con le risaie ancora fertili e salve, per ora, dal catrame.
Pianificazione darwiniana
Questa opera sta crescendo senza alcuna pianificazione e senza commenti da parte degli ecologisti contemporanei.
Senza alcun progetto di un qualsiasi Filippo Juvara.
Cresce secondo mutazioni genetiche di concezione darwiniana ?
O, ancora peggio, spinta da mutazioni neoplasico-cancerogene ?
Quando la neoplasia avrà raggiunto il confine dei laghi e delle montagne anche Milano godrà di zone panoramiche.
Potrà essere consolatorio, se si vuole.
Osservo che a tutt’oggi, il sistema di trasporto pubblico è gravemente inadeguato semplicemente a soddisfare la città attuale, entro i confini comunali attuali.
Abbiamo adesso forse un terzo della rete Metropolitana necessaria.
Silenzio assoluto
Al momento esisterebbero forse ancora gli spazi in Brianza per adeguare la rete di trasporto in vista degli sviluppi futuri.
Silenzio assoluto. Non se ne parla proprio. Niente si muove.
Dopo 15 o 20 anni è iniziata la costruzione della Pedemontana.
Si tratta di un’autostrada est-ovest attraverso la Brianza per scaricare il traffico dalla tangenziale di Milano.
Questo è il suo limite.
La Brianza necessita ben altro.
Necessita un’integrazione totale nella rete ATM per lenire le sofferenze della neoplasia urbanistica del
futuro-presente-avanzante.
Adriano, salvaci tu.
Adriano Cementano, dai !!! Lascia perdere i grattacieli Garibaldi-Repubblica !!!
Organizza una gita in aereo su Milano.
E poi regalaci una canzone sulla Grande Milano del futuro.
Magari la gente si sveglia.


























































































venerdì, novembre 23, 2007

Carlo Casalegno 2

Caro Franco,
Il 1977 l’ ho passato, quasi sempre in Africa. … E non era a Ouagadougou che potevo ricevere queste notizie dall’Italia. Quindi, fino ad oggi, non ricordo di aver sentito parlare di questo assassinio politico. ………..


Giulio Pedretti è stato con me un neo-assunto alla Face Standard nell’ottobre 1956.
Dopo alcuni anni abbiamo preso strade diverse ma non ci siamo persi di vista.

Devo ringraziare Giulio per gli “assist” (termine calcistico) che ogni tanto mi fa, dandomi cosi l’occasione di andare in goal ….
…..scusate !!! volevo dire l’occasione di pontificare su cose molto più grandi di me.

Nel rispondergli mi viene voglia di descrivere la genesi delle Brigate Rosse, serpe che il Partito Comunista si è allevata, inconsapevolmente e incoscientemente, in seno, e che poi ha dovuto combattere.

Se avessero avuto il sopravvento le BR sarebbe stata una tragedia per l’Italia.
Emarginati da tutta l’Europa saremmo forse diventati alleati della Jugoslavia o dell’Albania, lavavetri intorno al mondo.

Tornando alle domande di Giulio.
Carlo Casalegno era semplicemente un uomo che non si piegava alla violenza, e nel contempo occupava una posizione di rilievo nel creare l’opinione pubblica, così come Indro Montanelli.
Uomini appartenenti a nessun partito, perciò molto credibili. Ostacoli da eliminare visti dalle BR

Le BR hanno ammazzato questo tipo di uomini perché sono i veri pilastri dello Stato.
Hanno fatto fuori giornalisti, magistrati, poliziotti, carabinieri, dirigenti industriali ecc.
Lo scopo era quello di intimidire gli appartenenti alle loro categorie. Di “persuadere” la strutture portanti della nazione ad accettare la nuova realtà

L’unico fuori da questo schema è stato Aldo Moro, che rappresentava formalmente il cuore della nazione ed ha fatto scandalo a livello internazionale.
Aldo Moro (onore alla persona) era sostituibile ed è stato sostituito.
In vista di una presa di potere, il far fuori tutta la classe politica e sostituirla non era un problema.
Anzi era un piacere.
Sostituire invece le classi dirigenti che ho menzionato era un affare tutt’altro che fattibile.
Diciamo pure che era, ed è, impossibile.

In quanto al silenzio stampa su Carlo Casalegno che io ho segnalato non posso dire quanto sia vero.
Occorrerebbe un servizio di “rassegna della stampa” di cui io non godo.