El m’ha guardà in di oecc
Poe el m’ha da un culp
in su un ginoecc
Te se san cume un pess
Te se svelt cume un ratt
Stà atent quand te ve foera
Perché ghe in gir i gatt
Lassa giò un bigliet de mila
Che mi voeri cumprà una Balila
El m’ha guardà in di oecc
Poe el m’ha da un culp
in su un ginoecc
Te se san cume un curall
Te se viscur cume un gall
Stà atent a girà per Milan
Che ghè inturna i ciapacan
Una Balila mi voeri cumprà
Mola giò un deca e va pùr a cà
El m’ha guardà in di oecc
Poe el m’ha da un culp
in su un ginoecc
Te se san cume un sciatt
Te se pess cume un ratt
Stà atent a vegnì denter
Perché el dutur l’è matt
Lassa pùr giò una bèla Balila
E ten de cùnt i biglièt de mila
Franco Valsecchi
mercoledì, gennaio 02, 2013
Poesia: Quand serum fiulot
Che belèsa quand serum fiulot
in Via Cantoni al nùmer vot
l’era una cà de quei de ringhera
giugavum la bala matina e sera
Ciamavum foera la mama
vusavum in mes a la strada
per dig de bùtà giò
el pan e marmelada
Al Punt del la Ghisulfa
su e giò cui carelot
o in gir per la Buvisa
a fa un pu de casot
Induve saran andà
tùti chi bei pinela
che cureven in mes al prà
de la nostra vita bèla ?
L’era dùra quand serum fiulot
in Via Cantoni al nùmer vot
l’era un presèpi de bravi cristian
che tiraven avanti in mès ai malan
I sciuri savevum che gheren
però i avevum mai vist
la gent che ghera inturna
l’era fada de pover crist
La cà l’è brùsada tùta
sota i bumbardament
sem restà lì ammò tùti
ma pròpi sensa nìent
El cùnt curent, mia mama,
ghe l’aveva in del prestinè
nùm andavum a tò el pan
lù el marcava giò i danè
L’è stà un sògn quand serum fiulot
in Via Cantoni al nùmer vot
anca se ghera poc o nìent
gavevum el ben di noster gent
L’era una primavera
serum fiulot giucund
cuntent e sudisfà
de vès vegnù al mund
Serum cuntent perché
gavevum una cà
induve ghera denter
la Mama cunt el Papà
Franco Valsecchi
in Via Cantoni al nùmer vot
l’era una cà de quei de ringhera
giugavum la bala matina e sera
Ciamavum foera la mama
vusavum in mes a la strada
per dig de bùtà giò
el pan e marmelada
Al Punt del la Ghisulfa
su e giò cui carelot
o in gir per la Buvisa
a fa un pu de casot
Induve saran andà
tùti chi bei pinela
che cureven in mes al prà
de la nostra vita bèla ?
L’era dùra quand serum fiulot
in Via Cantoni al nùmer vot
l’era un presèpi de bravi cristian
che tiraven avanti in mès ai malan
I sciuri savevum che gheren
però i avevum mai vist
la gent che ghera inturna
l’era fada de pover crist
La cà l’è brùsada tùta
sota i bumbardament
sem restà lì ammò tùti
ma pròpi sensa nìent
El cùnt curent, mia mama,
ghe l’aveva in del prestinè
nùm andavum a tò el pan
lù el marcava giò i danè
L’è stà un sògn quand serum fiulot
in Via Cantoni al nùmer vot
anca se ghera poc o nìent
gavevum el ben di noster gent
L’era una primavera
serum fiulot giucund
cuntent e sudisfà
de vès vegnù al mund
Serum cuntent perché
gavevum una cà
induve ghera denter
la Mama cunt el Papà
Franco Valsecchi
giovedì, novembre 15, 2012
I: Calcio e storia.
Comincio dal Napoli
E’ ormai da due anni che mi auguro la vittoria del Napoli.
Per ovvie ragioni, tra le quali c’è quella che
Il Napoli è forte !!!!
E’ una squadra che mi piace e poi bisogna anche uscire dal solito trio.
Lascio Lucio libero di credermi.
L’uomo della Provvidenza.
Non serve fino a che non si arriva ad un certo limite di stronzzaggine.
Dopo di che diventa necessario.
Cominciamo dal Duce.
La storia vuole che nel 1922 i sindacalisti democratici della CGIL abbiano provocato l’occupazione delle fabbriche in Italia, a modello di quanto aveva fatto 5 anni prima.Lenin in Russia.
Era il sogno della “dittatura del proletariato”
In quel momento l’Italia si è bloccata.
Il governo si è dimesso.
Nessun politico accettava più il ruolo di Presidente del Consiglio che il Rè inutilmente offriva.
Vittorio Emanuele era alla disperazione
Alla fine, per ragioni di affetto, Salandra accettò l’incarico.
Edoardo Agnelli, titolare della FIAT, chiese a Salandra di far sgomberare la sua fabbrica.
Salandra rispose: posso farla bombardare
Era una situazione bloccata. Fascisti e Comunisti si menavano. I Fascisti picchiavano di più.
I fascisti fecero la Marcia su Roma. Andarono a campeggiare intorno alla città aspettando Mussolini.
Quest’ultimo era disponibile a presentarsi solo se lo chiamava il Rè.
Passarono diversi giorni e alla fine il Rè lo chiamò.
Quando si presentò in Parlamento Mussolini venne eletto all’unanimità, escluso il voto di Togliatti.
E’ tutto registrato nei documenti del Parlamento italiano.
Il resto è la storia del fascismo raccontata dagli antifascisti.
Se la luna mi sorregge vado avanti prossimamente.
Franciscofranco
viaggiare nella nebbia
L’Italia ha viaggiato alla cieca per più di sessanta anni dopo la guerra.
I primi due o tre anni, dopo il 1945, sono andati bene.
De Gasperi ha potuto governare garantito dall’esercito USA che faceva la guardia ai tifosi di Stalin.
Dopo è iniziato il balletto della democrazia italiana.
Un governo ogni sei mesi.
Ma il mondo esterno era lontano e camminava adagio.
Quando il mondo ha cominciato a correre e noi dovevamo entrare nell’Europa dell’Euro, si è dovuto chiamare a comandare uno esterno alla politica.
Era il direttore della Banca d’Italia Azeglio Ciampi (1993-1994)
La prima cosa che ha fatto Ciampi: bloccare per un anno la restituzione dei soldi investiti dagli italiani in Buoni del Tesoro.
Ciampi, come Monti, non lo aveva eletto nessuno, ma era credibile in Europa e siamo stati quindi ammessi nella nuova moneta.
E’ stata la prima cilecca pubblica della nostra democrazia. Un estraneo al comando.
Adesso è toccato a Monti, un altro estraneo alla politica, prendere il posto dei politici eletti.
Si dovevano prendere decisioni invise agli elettori. Gli eletti vogliono troppo bene agli elettori.
Con i politici al comando saremmo andati nel baratro spinti dai “gangsters” della finanza mondiale.
Un baratro di debiti costruito prima e dopo Ciampi dai nostri eletti.
Adesso il problema diventa: Cosa faremo dopo Monti?
Non si profila niente, ma proprio niente, di allettante.
Una speranza, che io condivido più che mai: che possa continuare Monti.
Ma sento ripetere da tutti: per continuare deve candidarsi.
Cioè deve scegliere un partito, e quindi stare al gioco di uno contro tutti gli altri.
E allora ??? Gli facciamo fare la fine di tutti ???
Ma come avranno fatto i francesi a scegliere Holland e avergli dato il posto garantito per cinque anni ?
Come avranno fatto ??? E’ un bel mistero
Noi continueremo a viaggiare alla cieca.
Franciscofranco
venerdì, dicembre 31, 2010
Ricordi tardivi
Adesso viene detto pubblicamente che ci sono stati gli orrori delle foibe.
Il governo Croato allora s’incazza.
Era semplicemente dal 1945 che tutti sapevano dei fattacci relativi alle foibe.
Lo potevi chiedere a qualunque analfabeta, di città o addirittura di campagna.
Nessuno ne parlava pubblicamente salvo quelli del MSI (Movimento Sociale Italiano) (Lo spiego per i troppo giovani, beati loro).
Quelli del MSI potevano parlare, tanto non avevano niente da perdere.
Erano comunque in castigo, esclusi dal sistema, ghettizzati.
Potevano parlare. A vuoto, ben s’intende.
Come quando hanno votato, unici in parlamento, contro la chiusura dei casini, la famosa legge Merlin.
Chiusura proposta da una vecchia laida senatrice socialista del PSI, appunto la senatrice Merlin.
Questa qui, anni dopo, disse in pubblico che “se avesse saputo come finiva col cacchio che l’avrebbe proposta”
Grazie signora per il senno di poi !!!
Prerogativa del suo DNA politico.
Lei, democraticamente, si è presa il diritto di decidere della vita sessuale dei ragazzi (ed oltre) di allora.
Lei, in menopausa, cosi vecchia e repellente !!!
E tutti i “parrucconi” del Senato e della camera sull’ ATTENTI a dire di SI.
Tanto loro avevano le “riserve di caccia” esclusive.
Magari da pagare con le spese di rappresentanza parlamentare.
Meno i fascisti del MSI. Loro hanno votato “NO”
Per forza, era una legge democratica, voluta dagli utenti, quindi fuori dalla filosofia fascista.
Sono andato fuori tema senza volerlo
Mi scusino i miei fedeli e appassionati lettori.
Tornando alle “foibe”, in Italia, a livello ufficiale, per cinquant’anni è stato un argomento tabù.
Fastidioso, inopportuno in Italia parlar male della Jugoslavia.
La Jugoslavia del Maresciallo Tito faceva parte del futuro paradiso sociale marxista/leninista.
Il fatto la dice lunga su mezzo secolo di egemonia culturale marxista in Italia
Il tabù è stato ora esorcizzato per merito di cinque anni di governo di destra.
Adesso è diventato “storia” e volenti o nolenti si può e si deve parlarne.
Giorgio Napoletano, con stile inappuntabile ne ha parlato, denunciando la vergogna del silenzio,
e adesso i croati s’incazzano.
Facciano pure. Per mezzo secolo si sono indignati invano i familiari delle vittime.
Piuttosto, a quando la giornata per ricordare i ventimila morti in Italia del dopo 25 aprile 1945 ?
Giustizia storica vorrebbe che venissero iscritti su lapidi di marmo anche i loro nomi.
Moltissimi di loro sono identificabili semplicemente leggendo i libri di Giampaolo Pansa ed il libro di Bruno Vespa “Vincitori e vinti “
Voglio dire che nomi, luoghi e circostanze sono scritti in chiaro nei libri menzionati, quindi facili da mettere in lista.
E sono ancora in vita familiari, parenti e conoscenti in grado di testimoniare.
Poi ci sarà anche una grande quantità di ignoti.
Tantissimi sono stati ammazzati semplicemente per antipatia.
Perché portavano una divisa o lavoravano inquadrati in organizzazioni del partito o semplicemente tifavano contro.
Un episodio che ho letto, e che per la sua brutalità mi ha particolarmente ferito, è quello di un sacerdote.
Trovatosi in presenza di una fucilazione sommaria, lui, considerò doveroso il benedire i corpi che giacevano a terra.
Una sventagliata di mitra stese anche lui.
Sarebbe doveroso ricordare degnamente anche questi morti, e soprattutto risarcire moralmente in qualche modo i familiari, senza peraltro pretendere la dedica di vie o piazze come fatto per quelli che stavano dalla parte “giusta”.
A quando tutto questo ?
A quando una giornata della memoria per loro, visto che il 25 aprile è egemonizzato dalla sinistra ?
Si dovrà penso aspettare come minimo l’avvento di un altro governo di destra e contestualmente di un Presidente della Repubblica degno di Giorgio Napoletano.
Vostro fedele
Franciscofranco
Il governo Croato allora s’incazza.
Era semplicemente dal 1945 che tutti sapevano dei fattacci relativi alle foibe.
Lo potevi chiedere a qualunque analfabeta, di città o addirittura di campagna.
Nessuno ne parlava pubblicamente salvo quelli del MSI (Movimento Sociale Italiano) (Lo spiego per i troppo giovani, beati loro).
Quelli del MSI potevano parlare, tanto non avevano niente da perdere.
Erano comunque in castigo, esclusi dal sistema, ghettizzati.
Potevano parlare. A vuoto, ben s’intende.
Come quando hanno votato, unici in parlamento, contro la chiusura dei casini, la famosa legge Merlin.
Chiusura proposta da una vecchia laida senatrice socialista del PSI, appunto la senatrice Merlin.
Questa qui, anni dopo, disse in pubblico che “se avesse saputo come finiva col cacchio che l’avrebbe proposta”
Grazie signora per il senno di poi !!!
Prerogativa del suo DNA politico.
Lei, democraticamente, si è presa il diritto di decidere della vita sessuale dei ragazzi (ed oltre) di allora.
Lei, in menopausa, cosi vecchia e repellente !!!
E tutti i “parrucconi” del Senato e della camera sull’ ATTENTI a dire di SI.
Tanto loro avevano le “riserve di caccia” esclusive.
Magari da pagare con le spese di rappresentanza parlamentare.
Meno i fascisti del MSI. Loro hanno votato “NO”
Per forza, era una legge democratica, voluta dagli utenti, quindi fuori dalla filosofia fascista.
Sono andato fuori tema senza volerlo
Mi scusino i miei fedeli e appassionati lettori.
Tornando alle “foibe”, in Italia, a livello ufficiale, per cinquant’anni è stato un argomento tabù.
Fastidioso, inopportuno in Italia parlar male della Jugoslavia.
La Jugoslavia del Maresciallo Tito faceva parte del futuro paradiso sociale marxista/leninista.
Il fatto la dice lunga su mezzo secolo di egemonia culturale marxista in Italia
Il tabù è stato ora esorcizzato per merito di cinque anni di governo di destra.
Adesso è diventato “storia” e volenti o nolenti si può e si deve parlarne.
Giorgio Napoletano, con stile inappuntabile ne ha parlato, denunciando la vergogna del silenzio,
e adesso i croati s’incazzano.
Facciano pure. Per mezzo secolo si sono indignati invano i familiari delle vittime.
Piuttosto, a quando la giornata per ricordare i ventimila morti in Italia del dopo 25 aprile 1945 ?
Giustizia storica vorrebbe che venissero iscritti su lapidi di marmo anche i loro nomi.
Moltissimi di loro sono identificabili semplicemente leggendo i libri di Giampaolo Pansa ed il libro di Bruno Vespa “Vincitori e vinti “
Voglio dire che nomi, luoghi e circostanze sono scritti in chiaro nei libri menzionati, quindi facili da mettere in lista.
E sono ancora in vita familiari, parenti e conoscenti in grado di testimoniare.
Poi ci sarà anche una grande quantità di ignoti.
Tantissimi sono stati ammazzati semplicemente per antipatia.
Perché portavano una divisa o lavoravano inquadrati in organizzazioni del partito o semplicemente tifavano contro.
Un episodio che ho letto, e che per la sua brutalità mi ha particolarmente ferito, è quello di un sacerdote.
Trovatosi in presenza di una fucilazione sommaria, lui, considerò doveroso il benedire i corpi che giacevano a terra.
Una sventagliata di mitra stese anche lui.
Sarebbe doveroso ricordare degnamente anche questi morti, e soprattutto risarcire moralmente in qualche modo i familiari, senza peraltro pretendere la dedica di vie o piazze come fatto per quelli che stavano dalla parte “giusta”.
A quando tutto questo ?
A quando una giornata della memoria per loro, visto che il 25 aprile è egemonizzato dalla sinistra ?
Si dovrà penso aspettare come minimo l’avvento di un altro governo di destra e contestualmente di un Presidente della Repubblica degno di Giorgio Napoletano.
Vostro fedele
Franciscofranco
domenica, novembre 21, 2010
Confusione e smemoratezza
E’ un periodo in cui dovrei fare dell’altro, ma ho aperto …gli strilli e devo almeno chiuderli.
Premetto che è quasi inutile perché è un dialogo tra sordi.
Sorvolo sui Puttanieri e Kulattoni. Ognuno si schieri dove vuole. Sono discorsi da fare a tavola.
I potenti della terra (ricchi o governanti) in ogni epoca hanno avuto il privilegio di mangiar bene e di stare bene a letto. P oppure K che fossero. Questo non ha influenzato la storia
Per rispondere sui “massimi sistemi” devo dire che io il presidenzialismo lo apprezzo da molto tempo. Non lo tiro fuori per parlar bene di Berlusconi. Lo tiro fuori perché è un momento in cui il confronto tra la nostra costituzione e quella USA è stridente. Mi riesce più facile dimostrarlo.
Aggiungo in proposito e sottolineo che anche lo sfasamento in USA tra le elezioni presidenziali e quelle del Parlamento è significativo della volontà di tenere le due cose separate. Se uno riflette prende atto che farle insieme vuol dire avvantaggiare il presidente, perché in quel momento chi lo vota quasi automaticamente vota anche il suo partito, nella scheda del parlamento. Però le conseguenze dello sfasamento non impedisce di governare. Impedirà eventualmente di fare le riforme volute dal presidente. Punto e basta. Il sistema americano garantisce solidità e continuità senza, consegnare il paese in mano al presidente.
L’espressione di Daniele (un abbraccio !!!)
“questo povero nostro paese da più di 10 anni è bloccato”
è uno slogan.
Dico la mia sul “Paese bloccato”
L’Italia (con la Costituzione attuale) ha potuto avere governi Lunghi solo con Berlusconi, per merito di due cose
Prima cosa - l’inadeguatezza incolpevole dei politici precedenti , impossibilitati/incapaci a governare un Paese in mano al Parlamento. Vale a dire far funzionare un governo assembleare.
Seconda cosa – La capacità unica, straordinaria del Berlusca a creare e governare una coalizione, in questo ambiente costituzionale,. Queste sue capacità sono state apprezzate grazie lo scoglionamento di gran parete degli italiani per quanto vissuto in precedenza. Io sono parte dello scoglionamento.
Questa unicità di Berlusconi fa si che i suoi antagonisti (sbirri compresi) lo vogliano eliminare.
Tornando sul “paese bloccato” io ho visto l’Italia bloccata:
dalla falce-e-martello,
dalle BR,
dai sessantottini di Mario Capanna,
dalla distruzione del sistema pensionistico,
dalla Cassa Del Mezzogiorno,
dalla industrie dell’ IRI (piu-della-metà-dell’Italia) pseudosovietiche,
dalla impossibilità di pianificazione a lungo termine,
dalla densità di popolazione e dall’argilla dell’Appennino lungo tutto lo “stivale” .
altro non visto o dimenticato
Se c’è adesso un “blocco reale dell’Italia” è quello del debito pubblico ereditato dal panorama di cui sopra. Debito che impedisce di fare gran parte delle cose necessarie.
Saluto con affetto tutti gli amici
Franciscofranco
Confusione e smemoratezza
Quando si comincia a perder tempo ……
Nella mia email agli amici, qui sotto riprodotta ho dimenticato (rinco da anagrafe) una cosa importante, esauriente e qualificante su quanto detto.
Ho fatto il quadro dei “blocchi” vissuti dall’ Italia dalla democrazia in poi. E della eredità di debiti avuta in lascito.
C’è un fatto storico che chiude il discorso mio, lo completa e non può essere ignorato.
Nella primavera 1993 l’Italia era in attesa del passaporto per entrare nella zona monetaria “euro”.
I nostri “grandi soci” europei non ci volevano.
Si trattava di diventare soci in “affari” e loro non volevano prendersi un socio bancarottiero, cioè l’Italia.
Per convincerli, il nostro sistema politico ha dovuto ritirarsi. Fare un passo indietro e consegnare tutto in mano ad Azeglio Ciampi, che non era un politico. Era il direttore della Banca d’Italia.
Questo attesta la qualità del nostro sistema politico costruito sulla Costituzione attuale
I nostri soci, avute le garanzie del Cassiere, ci hanno scetticamente accettati
Quanto sopra, a mio sommesso modo di vedere, accredita la validità del giudizio sul quadro di eventi che ho tracciato.
E’ così che siamo entrati in Europa-zona-euro
Non ci fossimo riusciti potevamo metterci alla testa dei Paesi Balcanici, con una falce e martello sul cappello, e fare la raccolta differenziata della carta-moneta straccia.
Questi eventi dovrebbero entrare nella storia ed essere studiati alla scuola dell’obbligo.
Ma la storia viene raccontata quando i protagonisti sono passati. Quando non serve più alla vita del presente. Oggi avrebbe un peso sulla politica.
Sarebbe quanto mai utile ma non si fa. Neanche in televisione.
Franciscofranco
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