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domenica, gennaio 06, 2013

Italia-USA: 52 a 2

Nell’anno appena passato si sono verificate due situazioni similari, in Italia ed in America.
Disastro nel bilancio dello Stato.
In Italia un anno fa.
In USA un mese fa.
Differenza nel risultato delle battaglie politiche.
Risolto in USA: …in 2(due) settimane.
Risolto in Italia:….dopo un anno (?)
L’ITALIA
ha dovuto sostituire il governo. Chiamare Monti (procedure di emergenza) e rimescolare tutto.
La cosa è durata  un anno intero,  (e non basta ancora).
Negli USA
Scontri politici che hanno coinvolto Camera, Senato e Presidente Obama,
Dibattiti durati  2(due) settimane.
Risultato:
--Camera, Senato e Obama rimasti al loro posto (Nessuno ha il potere di mandare a casa gli altri). 
--Le decisioni necessarie sono state adottate.
 
STIMARE I DANNI DEL RITARDO ITALIANO
Qualcuno è capace di stimare i danni di questo mostruoso ritardo decisionale italiano ???
Ritardi cronici della nostra vita politica dovuti alle strutture farraginose.
Danni alla vita di milioni di cittadini
 
ULTERIORI COMMENTI
Italia
non sappiamo ancora se si risolverà  l’emergenza politica ed economica
con le prossime elezioni per rimetterci in regola con la nostra Costituzione
Quella del Giullare Benigni. La più bella del mondo
Siamo ancora al buio
Potrebbe capitare anche di dover rifare più volte le elezioni.
 
USA
Le elezioni si rifaranno al termine regolare dei quattro anni del mandato di Obama.
Anche se scoppia la Terza Guerra Mondiale Obama rimane Presidente
Anche se ammazzano Obama non si rifanno elezioni.  Prende le redini il Vicepresidente.
 
ALTRE CONSIDERAZIONI
Il frazionamento politico è insito nelle democrazie. Si moltiplicano i partiti ed è difficile governare.
Non siamo solo noi a soffrirne.
Il “presidenzialismo” (USA e Francia) riduce il frazionamento e lo costringe alla scelta finale di una persona: il Presidente.
 
RIFORME COSTITUZIONALI
Da noi si parla in modo vago di ”riforme costituzionali” riferite al “porcellum”. 
Spregiativo di qualcosa di fumoso che nessuno però vuole ammazzare, anche se conta poco.
Nessuno parla più di “presidenzialismo”
Il termine era venuto fuori negli anni novanta. (Berlusconi e Fini) Poi è sparito.
Non piace più ad alcuno.
Conflitto di interessi collettivo, insuperabile.
Fanciscofranco














































giovedì, novembre 15, 2012

I: Calcio e storia.

Comincio dal Napoli
E’ ormai da due anni che mi auguro la vittoria del Napoli.
Per ovvie ragioni, tra le quali c’è quella che
Il Napoli è forte !!!!
E’ una squadra che mi piace e poi bisogna anche uscire dal solito trio.
Lascio Lucio libero di credermi.

L’uomo della Provvidenza.
Non serve fino a che non si arriva ad un certo limite di stronzzaggine.
Dopo di che diventa necessario.

Cominciamo dal Duce.
La storia vuole che nel 1922 i sindacalisti democratici della CGIL abbiano provocato l’occupazione delle fabbriche in Italia, a modello di quanto aveva fatto 5 anni prima.Lenin in Russia.
Era il sogno della “dittatura del proletariato”

In quel momento l’Italia si è bloccata.
Il governo si è dimesso.
Nessun politico accettava più il ruolo di Presidente del Consiglio che il Rè inutilmente offriva.
Vittorio Emanuele era alla disperazione
Alla fine, per ragioni di affetto, Salandra accettò l’incarico.

Edoardo Agnelli, titolare della FIAT, chiese a Salandra di far sgomberare la sua fabbrica.
Salandra rispose:  posso farla bombardare

Era una situazione bloccata.  Fascisti e Comunisti si menavano. I Fascisti picchiavano di più.

I fascisti fecero la Marcia su Roma.  Andarono a campeggiare intorno alla città aspettando Mussolini.
Quest’ultimo era disponibile a presentarsi solo se lo chiamava il Rè.

Passarono diversi giorni e alla fine il Rè lo chiamò.
Quando si presentò in Parlamento Mussolini venne eletto all’unanimità, escluso il voto di Togliatti.
E’ tutto registrato nei documenti del Parlamento italiano.

Il resto è la storia del fascismo raccontata dagli antifascisti.
Se la luna mi sorregge vado avanti prossimamente.

Franciscofranco

viaggiare nella nebbia

L’Italia ha viaggiato alla cieca per più di sessanta anni dopo la guerra.
I primi due o tre anni, dopo il 1945, sono andati bene.
De Gasperi ha potuto governare garantito dall’esercito USA che faceva la guardia ai tifosi di Stalin.

Dopo è iniziato il balletto della democrazia italiana.
Un governo ogni sei mesi.

Ma il mondo esterno era lontano e camminava adagio.
Quando il mondo ha cominciato a correre e noi dovevamo entrare nell’Europa dell’Euro, si è dovuto chiamare a comandare uno esterno alla politica.  
Era il direttore della Banca d’Italia Azeglio Ciampi (1993-1994)

La prima cosa che ha fatto Ciampi: bloccare per un anno la restituzione dei soldi investiti dagli italiani in Buoni del Tesoro. 
Ciampi, come Monti, non lo aveva eletto nessuno, ma era credibile in Europa e siamo stati quindi ammessi nella nuova moneta.
E’ stata la prima cilecca pubblica della nostra democrazia.  Un estraneo al comando.

Adesso è toccato a Monti, un altro estraneo alla politica, prendere il posto dei politici eletti.  
Si dovevano prendere decisioni invise agli elettori.  Gli eletti vogliono troppo bene agli elettori.

Con i politici al comando saremmo andati nel baratro spinti dai “gangsters” della finanza mondiale.
Un baratro di debiti costruito prima e dopo Ciampi dai nostri eletti.

Adesso il problema diventa:  Cosa faremo dopo Monti?
Non si profila niente, ma proprio niente, di allettante.

Una speranza, che io condivido più che mai:  che possa continuare Monti.

Ma sento ripetere da tutti: per continuare deve candidarsi.  

Cioè deve scegliere un partito, e quindi stare al gioco di  uno contro tutti gli altri.
E allora ???  Gli facciamo fare la fine di tutti ???

Ma come avranno fatto i francesi a scegliere Holland e avergli dato il posto garantito per cinque anni ?
Come avranno fatto ???  E’ un bel mistero

Noi continueremo a viaggiare alla cieca.

Franciscofranco

venerdì, dicembre 31, 2010

Ricordi tardivi

Adesso viene detto pubblicamente che ci sono stati gli orrori delle foibe.
Il governo Croato allora s’incazza.
Era semplicemente dal 1945 che tutti sapevano dei fattacci relativi alle foibe.
Lo potevi chiedere a qualunque analfabeta, di città o addirittura di campagna.
Nessuno ne parlava pubblicamente salvo quelli del MSI (Movimento Sociale Italiano) (Lo spiego per i troppo giovani, beati loro).
Quelli del MSI potevano parlare, tanto non avevano niente da perdere.
Erano comunque in castigo, esclusi dal sistema, ghettizzati.
Potevano parlare. A vuoto, ben s’intende.
Come quando hanno votato, unici in parlamento, contro la chiusura dei casini, la famosa legge Merlin.
Chiusura proposta da una vecchia laida senatrice socialista del PSI, appunto la senatrice Merlin.
Questa qui, anni dopo, disse in pubblico che “se avesse saputo come finiva col cacchio che l’avrebbe proposta”
Grazie signora per il senno di poi !!!
Prerogativa del suo DNA politico.
Lei, democraticamente, si è presa il diritto di decidere della vita sessuale dei ragazzi (ed oltre) di allora.
Lei, in menopausa, cosi vecchia e repellente !!!
E tutti i “parrucconi” del Senato e della camera sull’ ATTENTI a dire di SI.
Tanto loro avevano le “riserve di caccia” esclusive.
Magari da pagare con le spese di rappresentanza parlamentare.
Meno i fascisti del MSI. Loro hanno votato “NO”
Per forza, era una legge democratica, voluta dagli utenti, quindi fuori dalla filosofia fascista.
Sono andato fuori tema senza volerlo
Mi scusino i miei fedeli e appassionati lettori.
Tornando alle “foibe”, in Italia, a livello ufficiale, per cinquant’anni è stato un argomento tabù.
Fastidioso, inopportuno in Italia parlar male della Jugoslavia.
La Jugoslavia del Maresciallo Tito faceva parte del futuro paradiso sociale marxista/leninista.
Il fatto la dice lunga su mezzo secolo di egemonia culturale marxista in Italia
Il tabù è stato ora esorcizzato per merito di cinque anni di governo di destra.
Adesso è diventato “storia” e volenti o nolenti si può e si deve parlarne.
Giorgio Napoletano, con stile inappuntabile ne ha parlato, denunciando la vergogna del silenzio,
e adesso i croati s’incazzano.
Facciano pure. Per mezzo secolo si sono indignati invano i familiari delle vittime.
Piuttosto, a quando la giornata per ricordare i ventimila morti in Italia del dopo 25 aprile 1945 ?
Giustizia storica vorrebbe che venissero iscritti su lapidi di marmo anche i loro nomi.
Moltissimi di loro sono identificabili semplicemente leggendo i libri di Giampaolo Pansa ed il libro di Bruno Vespa “Vincitori e vinti “
Voglio dire che nomi, luoghi e circostanze sono scritti in chiaro nei libri menzionati, quindi facili da mettere in lista.
E sono ancora in vita familiari, parenti e conoscenti in grado di testimoniare.
Poi ci sarà anche una grande quantità di ignoti.
Tantissimi sono stati ammazzati semplicemente per antipatia.
Perché portavano una divisa o lavoravano inquadrati in organizzazioni del partito o semplicemente tifavano contro.
Un episodio che ho letto, e che per la sua brutalità mi ha particolarmente ferito, è quello di un sacerdote.
Trovatosi in presenza di una fucilazione sommaria, lui, considerò doveroso il benedire i corpi che giacevano a terra.
Una sventagliata di mitra stese anche lui.
Sarebbe doveroso ricordare degnamente anche questi morti, e soprattutto risarcire moralmente in qualche modo i familiari, senza peraltro pretendere la dedica di vie o piazze come fatto per quelli che stavano dalla parte “giusta”.
A quando tutto questo ?
A quando una giornata della memoria per loro, visto che il 25 aprile è egemonizzato dalla sinistra ?
Si dovrà penso aspettare come minimo l’avvento di un altro governo di destra e contestualmente di un Presidente della Repubblica degno di Giorgio Napoletano.
Vostro fedele
Franciscofranco














































domenica, novembre 21, 2010

Confusione e smemoratezza


E’ un periodo in cui dovrei fare dell’altro, ma ho aperto …gli strilli e devo almeno chiuderli.
Premetto che è quasi inutile perché è un dialogo tra sordi.
Sorvolo sui Puttanieri e Kulattoni. Ognuno si schieri dove vuole. Sono discorsi da fare a tavola.
I potenti della terra (ricchi o governanti) in ogni epoca hanno avuto il privilegio di mangiar bene e di stare bene a letto. P oppure K che fossero. Questo non ha influenzato la storia
Per rispondere sui “massimi sistemi” devo dire che io il presidenzialismo lo apprezzo da molto tempo. Non lo tiro fuori per parlar bene di Berlusconi. Lo tiro fuori perché è un momento in cui il confronto tra la nostra costituzione e quella USA è stridente. Mi riesce più facile dimostrarlo.
Aggiungo in proposito e sottolineo che anche lo sfasamento in USA tra le elezioni presidenziali e quelle del Parlamento è significativo della volontà di tenere le due cose separate. Se uno riflette prende atto che farle insieme vuol dire avvantaggiare il presidente, perché in quel momento chi lo vota quasi automaticamente vota anche il suo partito, nella scheda del parlamento. Però le conseguenze dello sfasamento non impedisce di governare. Impedirà eventualmente di fare le riforme volute dal presidente. Punto e basta. Il sistema americano garantisce solidità e continuità senza, consegnare il paese in mano al presidente.
L’espressione di Daniele (un abbraccio !!!)
“questo povero nostro paese da più di 10 anni è bloccato”
è uno slogan.
Dico la mia sul “Paese bloccato”
L’Italia (con la Costituzione attuale) ha potuto avere governi Lunghi solo con Berlusconi, per merito di due cose
Prima cosa - l’inadeguatezza incolpevole dei politici precedenti , impossibilitati/incapaci a governare un Paese in mano al Parlamento. Vale a dire far funzionare un governo assembleare.
Seconda cosa – La capacità unica, straordinaria del Berlusca a creare e governare una coalizione, in questo ambiente costituzionale,. Queste sue capacità sono state apprezzate grazie lo scoglionamento di gran parete degli italiani per quanto vissuto in precedenza. Io sono parte dello scoglionamento.
Questa unicità di Berlusconi fa si che i suoi antagonisti (sbirri compresi) lo vogliano eliminare.
Tornando sul “paese bloccato” io ho visto l’Italia bloccata:
dalla falce-e-martello,
dalle BR,
dai sessantottini di Mario Capanna,
dalla distruzione del sistema pensionistico,
dalla Cassa Del Mezzogiorno,
dalla industrie dell’ IRI (piu-della-metà-dell’Italia) pseudosovietiche,
dalla impossibilità di pianificazione a lungo termine,
dalla densità di popolazione e dall’argilla dell’Appennino lungo tutto lo “stivale” .
altro non visto o dimenticato
Se c’è adesso un “blocco reale dell’Italia” è quello del debito pubblico ereditato dal panorama di cui sopra. Debito che impedisce di fare gran parte delle cose necessarie.
Saluto con affetto tutti gli amici
Franciscofranco

Confusione e smemoratezza


Quando si comincia a perder tempo ……
Nella mia email agli amici, qui sotto riprodotta ho dimenticato (rinco da anagrafe) una cosa importante, esauriente e qualificante su quanto detto.
Ho fatto il quadro dei “blocchi” vissuti dall’ Italia dalla democrazia in poi. E della eredità di debiti avuta in lascito.
C’è un fatto storico che chiude il discorso mio, lo completa e non può essere ignorato.
Nella primavera 1993 l’Italia era in attesa del passaporto per entrare nella zona monetaria “euro”.
I nostri “grandi soci” europei non ci volevano.
Si trattava di diventare soci in “affari” e loro non volevano prendersi un socio bancarottiero, cioè l’Italia.
Per convincerli, il nostro sistema politico ha dovuto ritirarsi. Fare un passo indietro e consegnare tutto in mano ad Azeglio Ciampi, che non era un politico. Era il direttore della Banca d’Italia.
Questo attesta la qualità del nostro sistema politico costruito sulla Costituzione attuale
I nostri soci, avute le garanzie del Cassiere, ci hanno scetticamente accettati
Quanto sopra, a mio sommesso modo di vedere, accredita la validità del giudizio sul quadro di eventi che ho tracciato.
E’ così che siamo entrati in Europa-zona-euro
Non ci fossimo riusciti potevamo metterci alla testa dei Paesi Balcanici, con una falce e martello sul cappello, e fare la raccolta differenziata della carta-moneta straccia.
Questi eventi dovrebbero entrare nella storia ed essere studiati alla scuola dell’obbligo.
Ma la storia viene raccontata quando i protagonisti sono passati. Quando non serve più alla vita del presente. Oggi avrebbe un peso sulla politica.
Sarebbe quanto mai utile ma non si fa. Neanche in televisione.
Franciscofranco

venerdì, febbraio 12, 2010

...se la ridevano bellamente...

TG3 di mezzogiorno
Oggi al TG3 di mezzogiorno ho ascoltato i commenti entusiastici sugli arresti per l’affare alla Maddalena e l’indagato Bertolaso. Non è che mi aspettassi qualcosa di meglio dal TG3.
C’è però una frase che mi ha colpito:

….quelli se la ridevano bellamente quando sentivano del terremoto all’Aquila, pensando agli affari che avrebbero fatto….

Riferisco la frase con una precisione del’ 80%. Il senso della frase è al 100%
Mi chiedo: questa è una notizia da Telegiornale oppure una frase da comizio elettorale ?

Capisco la soddisfazione di quelli di sinistra, che vedono colpito un ghiottissimo bersaglio: Bertolaso.
La frase può essere lecita per un giornaletto, non per un TG di Stato che dovrebbe mantenere un atteggiamento neutro.

Bertolaso
Bertolaso è, giustamente, il fiore all’occhiello di Berlusconi.
Quello che ha fatto è sotto gli occhi di tutti ed è semplicemente eccezionale.
Particolarmente per il contrasto rispetto a quello che i suoi antagonisti non hanno mai saputo fare.
Quello che è successo a Napoli più che per suo merito è stato per gravissima ingiustificabile insipienza dei suoi avversari.
Poi c’è stata l’Aquila e qui la partita era durissima. Lui ha vinto alla grande.
Questo successo di Bertolaso è una grave scottatura, umiliante per i suoi nemici politici.
Li posso anche capire; in democrazia il gioco è solo quello di conquistare il potere. Il bene comune passa in secondo piano

Il ragionier Zamberletti
Vado indietro di vari decenni per fare dei paragoni, e ricordo che il capo della Protezione Civile era un certo ragioner Zamberletti, i cui meriti erano stati quelli di aver portato voti alla DC.
L’usanza nella DC era quella. La gara era quella di offrire posti di lavoro, licenze, pensioni di invalidità, favori vari.
Poi nei casi di emergenza immagino che Zamberletti facesse da intermediario tra il Governo ed i capi dei pompieri.

Oggi
Oggi abbiamo un tale, Bertolaso, che se scoppiasse una guerra ed io fossi al potere, lo farei Comandante Supremo delle Forze Armate.
Come Armando Diaz nel 1917, dopo Caporetto.

Realismo
Non so che cosa abbiano scoperto i magistrati a carico di Bertolaso. Tutto può essere. Santi al governo non ce ne sono ed è meglio.
Qualche giorno fa ho sentito una frase detta da Sgarbi degna del suo genio: il politico più onesto è quello capace.
D’altronde io mi sono anche meravigliato della velocità di intervento all’Aquila. Sappiamo quanto sia vischiosa la burocrazia e quindi il muoversi a quella velocità mi ha stupito. Nel caso fossero state fatte cose arbitrarie in favore dei terremotati bisognerebbe chiedere a questi ultimi di esprimere un giudizio.

Il sistema giudiziario italiano
Il curriculum del sistema giudiziario italiano non è entusiasmante, anzi è penoso, e di conseguenza si presta a dubbi e scetticismi quando entra nel campo dei politici. La lentezza del sistema è esasperante, per non dire criminosa.
Quante piccole aziende, abbandonate dalla giustizia, abbiano dovuto chiudere per mancati pagamenti non è dato sapere ma devono essere una enormità. Sacrifici di una vita distrutti.
Nel suo insieme il sistema giudiziario italiano andrebbe processato per omissione di atti di ufficio.
La quantità di reati che sono visibili alla luce del sole e non sono mai stati inquisiti è stupefacente.
Tipo le case costruite sulle pendici del Vesuvio, ma è solo un piccolo esempio; ce ne sono altre miriadi.

Verso la fine degli anni 50 (se ricordo la data) c’è stato uno scandalo petroli. Enrico Mattei finanziava i partiti.
In pochi giorni il parlamento compatto ha promulgato la legge del finanziamento dei partiti. Ne Mattei ne l’AGIP sono stati inquisiti.

Non si era mai sentito parlare di aziende inquisite al di fuori di quelle che vanno in bancarotta, tipo Parmalat o Cirio.
Arrivata in scena Mediaset allora finalmente una è stata inquisita. Diverse volte.
Questo è il palmares ai miei occhi faziosi.

Adesso i PM sono diventati improvvisamente fulminei.
L’efficienza di Bertolaso ha provocato invidia nei PM; l’hanno voluto imitare.

Per quanto riguarda la mia esperienza, nell’area della grande industria e del commercio le regole di vita sono quelle di una giungla.
In Italia e all’Estero.
Le gare di assegnazione contratti, con gare di appalto a livello internazionale, sono giochi fallosissimi, con intermediari in loco detti consulenti.
La professionalità dei consulenti è quella di conoscere personalmente gli alti dirigenti delle Società appaltatrici.
Nessuno dei concorrenti denuncia mai un altro. Finirebbe fuori dal gioco una volta per tutte.

Dice: allora cosa dobbiamo fare ?
Far finta di niente ?
No. La discrezionalità della magistratura è il problema.
Come si può risolvere ?
Non lo so.

Ultime notizie della sera
Di Pietro propone:
Meddere la Brodezzione Civile alle dibendenze del Barlamendo !!!
Lui si che se ne intende !!!!
.
Muy buenas noches
Franciscofranco

venerdì, febbraio 05, 2010

Emilia rossa

Alla mattina buonora
Con il caffelatte e le pillole mie e di Renata la Pampurometra, non perdo mai il programma di Rai3 la storia siamo noi, condotto da Gianni Minoli. Seguo il 90% delle puntate.

Stamattina , mezzora fa, il tema era I’ Emilia rossa. Ma solo per un quarto d’ora. La trasmissione dura 45 minuti. Io ho mollato prima per mettermi al computer.
La mia memoria diventa sempre più labile e temo di non ricordare quello che ho visto e sentito.
.
Adesso racconto solo un paio di cosette.
Dopo un quarto d’ora dall’inizio, dedicato alla storia del più forte Partito Comunista d’Europa (quello emiliano) ed a tutto il folklore romagnolo relativo, è iniziata una intervista a Bersani, nella sua qualità di emiliano comunista.
Fin qui niente da dire.
L’intervista a Bersani è durate per tutto il resto della trasmissione: mezzora.
Mai visto niente del genere alla Storia Siamo Noi.
Magari è l’inizio di una nuova serie.
Mi aspetto che fra qualche giorno lo facciano anche con il Berlusca.
Ne riparleremo.
Questa era la prima cosa.

La seconda cosa è che Bersani ha parlato di nucleare.
Nucleare picche ha detto Bersani.
Non è il solo a dirlo ma lui è uno dei due che pesano di più in Italia.

E’ inutile fare il nucleare in Italia. Visto che l’Italia è rimasta fuori, stia fuori e faccia le energie pulite, invece di installare le vecchie centrali francesi.

Questa la sintesi. Le parole sono quelle che ho riportato.
Mi rimane una sola consolazione: l’Inter !!!

E’ desolante vedere che per ragioni demagogiche, elettorali, si spinga l’Italia a fare una politica assurda, suicida.
Sprecare tempo e soldi in cose inutili, dopo che si è in ritardo.

Se c’è qualcuno capace di lenire le mie ambasce lo faccia subito o taccia per sempre !!!!

Franciscofranco

sabato, gennaio 02, 2010

50° anniversario di fondazione dell’Europa

Oggi dalla TV, alle celebrazioni del 50° anniversario di fondazione dell’Europa ho sentito, in una intervista al Presidente Napolitano, dichiarare la “mia” verità:
gli USA sono stati la levatrice dell’Europa Metafora usata nell’intervista
Questo non era mai stato detto in modo formale.
E’ sempre stata una mia ferma convinzione, avendo vissuto l’epoca dell’evento, che l’Europa sia stata riunita su “ordine” americano, ma in occasione di conversazioni con persone della mia stessa età ho percepito un senso di malessere nell’interlocutore.
Un sentimento di offesa verso quei degnissimi statisti protagonisti dell’evento.
Ma non era mica colpa di De Gasperi, Schumann e gli altri se in quel momento non comandavano loro !!!
L’Europa unita rappresentava un formidabile bastione contro il comunismo che minacciava di espandersi in tutto il continente europeo.
Nel continente conquistato dagli americani con le armi e con il sangue.
Nel continente dove gli USA comandavano politicamente e militarmente, per nostra immeritata fortuna.
In quell’Europa al di qua del “muro” affamata e logorata da reciproci risentimenti nazionalistici, eredità della guerra.
E’ chiaro che il linguaggio usato nell’intervista non è stato brutale quanto il mio.
Ma la sostanza del discorso è stata la medesima, senza infingimenti.
Poi l’intervistatrice, nel seguito del discorso, ha fatto parlare Napolitano di come la sinistra all’epoca abbia percepito l’evento dell’unificazione europea.
La domanda appariva coraggiosa in quanto Napolitano, all’epoca, militava nel Partito Comunista, che si era opposto con tutte le sue forze all’unificazione europea.
In realtà il coraggioso è stato Napolitano a fargliela fare, perché in simili occasioni le domande sono concordate.
Rispondendo alla domanda Napolitano è partito da eventi del 1970 (quando la burrasca era passata) raccontando di un paio di membri del partito che vennero eletti al Parlamento Europeo.
Volendo così affermare che l’europeismo era stato, alla fine, accettato dal Partito Comunista
Poi ha proseguito parlando del suo incontro con Alterio Spinelli, grande ideologo dell’europeismo.
Napolitano venne folgorato (sulla via di Damasco) da quell’incontro. Penso abbia voluto far capire che da quel momento lui divenne sostanzialmente un Socialdemocratico
Cosa, aggiungo io, che gli costò la ghettizzazione all’interno del partito, ed il conseguente “esilio politico” vissuto presso il Parlamento Europeo.
Volemosebbene italiani !!!
Franciscofranco




















mercoledì, dicembre 02, 2009

Il non parlamento

Il parlamento italiano, con la Costituzione che abbiamo, serve solo a rallentare la vita del Paese.
Di conseguenza il governo escogita tutti i modi per saltarlo.
E’ inutile recriminare sulle quisquillie. Anche cambiare la legge elettorale lascia il tempo che trova.
Deputati e senatori sono schiavi delle due coalizioni di Governo e di Opposizione, in qualunque modo siano arrivati in parlamento.
In sostanza il problema è che ogni volta che si vota entra in gioco il destino del Governo.

Se il Governo va sotto parte subito la discussione se questa maggioranza ha il diritto di governare oppure no.
L’opposizione (dal 1946 a oggi) comincia subito a chiedere le dimissioni del Governo. E’ un diritto che gli da la Costituzione.
Questo aspetto rappresenta una interferenza continua di impedimento alla libertà di voto dei deputati e senatori.
Ogni volta, oltre all’argomento per cui si vota (che dovrebbe essere l’unico argomento) c’è in ballo la sopravvivenza del Governo.

E questo secondo aspetto prende il sopravvento sulla questione di cui si stà votando.
Nessuno può tradire la sua coalizione, a meno che sia un suicida politico e non glie ne importi più niente di stare in parlamento, cosa molto rara.

Allora cosa dobbiamo fare ???

Dobbiamo passare ad una Costituzione del tipo americano.
Negli USA il Presidente, che è anche Primo Ministro, viene eletto ogni quattro anni direttamente dal popolo.
Il Parlamento non ha diritto a cacciarlo via.
Nel mezzo di ogni quadriennio, sfasati di due anni rispetto al Presidente, gli elettori eleggono i deputati.
La composizione del Parlamento può anche risultare di segno politico contrario al Presidente, vale a dire può bocciare qualsiasi legge venga messa ai voti, ma il Presidente rimane dov’è.

In queste condizioni deputati e senatori hanno la vera libertà di voto. Si vota semplicemente per la legge in questione.
La Costituzione attuale, scritta nel 1946 da persone perseguitate dal fascismo, pensava solo ad evitare un ritorno del fascismo.
La velocità di decisione non era una virtù. Faceva solo paura. Ma era un’altra Italia. Si andava piedi oppure a velocità degli animali da tiro.
La Vespa e la Lambretta le hanno progettate quell’anno. La Topolino ghe l’aveven i sciuri, e la Balila ghe l’aveven i sciuras.
Il telefono non c’era ne in casa mia ne in casa tua. Nel mio cortile c’era uno che aveva la radio. Quelli che potevano andavano in vacanze in Brianza con i treni della Nord, ed arrivati là prendevano la purga perché avevano cambiato aria.

Oggi siamo nell’epoca dell’aviazione, della TV, di internet, del cellulare, del telelavoro. Purtroppo anche in Cina, India, ecc.
La tempestività nel prendere decisioni è divenuta fondamentale.
C’è da sperare che l’insieme dei nostri politici si svegli e decida di cambiare radicalmente la Costituzione.
I francesi, da cui l’avevamo copiata, l’hanno cambiata verso la fine degli anni cinquanta. Perché stavano andando a rotoli.
Hanno rischiato la guerra civile.
Hanno dato carta bianca per un anno a De Gaulle che ha provveduto al caso. Quella francese di oggi è una Costituzione che somiglia a quella americana.
Vedere i nostri parlamentari in TV quando fanno le dichiarazioni di voto in Parlamento è deprimente.

Il lavoro legislativo avviene per forza di cose nelle Commissioni Parlamentari dove siedono solo gli specialisti del settore specifico. E’ l’unico lavoro concreto del Parlamento.
Le proposte di voto, una volta approvate in Commissione, passano poi all’Aula per essere votate. Il loro destino è già segnato: passano solo se lo vuole la maggioranza.
L’opposizione lo sa, ma ha diritto alle dichiarazioni di voto e sempre le utilizza, consumando più tempo che può per rallentare l’azione di governo.
Inoltre, data la presenza della TV, il relatore trasforma la dichiarazione di voto in un comizio elettorale.
Quindi davanti al video vediamo riuniti i compagni di partito del relatore, attenti e pronti ad applaudire, mentre tutti gli altri in ordine sparso, fuori dai loro seggi a chiacchierare o leggere giornali. E’ una cosa penosa.

Io non farei più entrare le telecamere alla Camera ed al Senato.
Saluti carissimi da Franco

sabato, maggio 30, 2009

800 crape per kmq

Noi, Italia,
siamo un transatlantico in mezzo al mare, strapieno di viaggiatori paganti, riluttante ad imbarcare i disperati che incontra in mare.
Ultimamente ci siamo messi a begare con Malta perché i disperati trovati in una certa zona di mare, secondo le leggi vigenti della marineria, erano di competenza Maltese.
E’ vero, quei disperati, teoricamente sono appannaggio di Malta.

Ma il principio si applica ai naufraghi, quelli autentici, non alle fughe in massa dall’Africa su zattere suicide.

A Malta non ci sarebbe neanche il posto per seppellirli, anche volendolo fare.

Da noi c’è un po’ più posto, ma non per le dimensioni africane.
Ottocento milioni di africani sono troppi per i sessanta milioni di italiani, e soprattutto per i 300 mila kmq del nostro transatlantico.

L’ Europa, nel suo insieme, dovrebbe dare una regolata all’afflusso, senza con questo pretendere di farli arrivare tutti.
Semplicemente distribuire equamente in tutte le 27 nazioni europee la quota accettabile.
Invece, nonostante che noi siamo riconosciuti come i più grandi casinisti dei 27 soci, l’Europa è piu svanverata di noi.

Prima di tutto l’Europa dovrebbe fare una politica di agevolazione alle importazioni di prodotti agricoli africani in modo da far vivere gli africani a casa loro.
Invece l’Europa fa tutto il contrario: tasse all’importazione dall’Africa e aiuti economici agli agricoltori europei per battere la concorrenza.
Alla faccia della conclamata solidarietà, che In Francia chiamano Libertè, Egalitè, Fraternitè, tut par me e gnent par te.
I francesi sono i fondatori della civiltà europea. Cosi dicono loro.
Le grandi nazioni d’Europa, non fanno niente per arginare l’esodo dall’Africa.

I nostri politici si accapigliano usando un sacco di termini inutili. D’altra parte è il loro sport, se non il loro compito.
I buonisti vogliono spalancare le porte e tirano in ballo la xenofobia dagli avversari, cioè quella dei leghisti ottusi.
Poi, gli storiografi ricordano che anche noi emigravamo, andavamo in America, in Australia.
Questi qui hanno la vista lunga solo per guardare indietro. Magari hanno figli e nipoti ma dimenticano di guardare avanti.
Noi non siamo l’America e l’Australia, pianeti da colonizzare.

Quasi nessuno mette il dito nella piaga tutta italiana: comparati a tutti gli altri partner europei noi siamo in troppi rispetto al nostro territorio. Siamo troppo fitti.
E lo si nota quando bisogna fare qualcosa di necessario e non c’è un posto che vada bene.
Non c’è posto perché dappertutto c’è gente da infastidire. Non ci sono più spazi vuoti.

Se guardiamo alle statistiche in modo burocratico, cioè ottuso, la nostra densità di persone per Km quadrato somiglia a quella degli altri: In Italia sono 190 persone per kmq.
In Francia sono 109, in Germania 231, in Inghilterra 243, in Spagna 81.
Cosa vuoi che sia. Sono numeri che non spaventano.

Se invece guardiamo attentamente al nostro territorio pieno di montagne, e le statistiche dicono che
abbiamo solo il 23% di pianura, allora si capisce perché siamo pigiati.
Ricalcolata in questo modo la nostra densità abitativa reale arriva a oltre 800 persone a kmq.
E allora si capiscono un po’ meglio i nostri problemi.
Sfortunatamente gli immigrati non vanno a riempire i vuoti delle nostre valli, a dissodare le colline sugli Appennini, ecc.
No, vengono nella pianura padana a vivere come possono, facendo un po’ di tutto.

Con l’andazzo attuale di immigrati dall’Africa e dal mondo ex-comunista la città di Milano diventerà come Città del Messico. Una megalopoli invivibile.
Cambieranno i confini della città di Milano
A ovest ci sarà un quartiere, che per ragioni storiche si chiamerà Torino, mentre a est la metropolitana ad alta velocità avrà il capolinea a Verona.
Si andrà a pescare nel Po, solo se resisteranno le riserve d’acqua pedemontane della periferia nord, cioè i grandi Laghi.

I miei non sono ragionamenti da visionario.
La Brianza è già tutta cementificata e asfaltata. Quando piove un po’ di più l’acqua scende su Milano a 100 km/ora allagando Viale Zara in zona Niguarda, nonostante grandi lavori di idraulica siano stati realizzati a partire dagli anni sessanta (scolmatore del Seveso).

La nebbia è gia sparita da tempo per merito degli impianti di riscaldamento condominiali, che producono milioni di tonnellate di CO2, che però non resta in Regione. Va all’ammasso nel condominio Terra.

Le massime autorità dei Comuni di Milano e Torino hanno già avviato l’integrazione nel campo dei trasporti, dell’energia e dell’Università.
Bergamo è già un quartiere di Milano (chiedo scusa a quelli dell’Atalanta)
Ospita uno dei tre aeroporti di Milano, Orio al Serio, ed è raggiungibile da Sesto e Cinisello in quindici minuti, a 120 Km/ora su otto corsie autostradali. (Per andare a Porta Ticinese ci vuole mezzora).

L’autostrada Pedemontana di prossima costruzione è il raddoppio della A4 nell’area della megalopoli Milano.
E l’effetto dell’espansione urbanistica in direzione est-ovest di cui sto parlando.
La cementificazione segue l’orientamento dettato dalla Valle Padana.

Se qualcosa non aiuta gli africani a vivere in Africa noi siamo fatti.
Questo qualcosa può essere la Cina, che trasferisce industrie e maestranze appropriate in Africa.
Io faccio più che mai il tifo per i cinesi, in aiuto degli africani

Per il momento, la dove c’erano i colonialisti italiani, arrivati alla conquista con le loro atrocità, ma destinati a tenere in ordine le loro proprietà una volta acquisite, adesso comandano i pirati. Sono tornati i pirati.
La storia umana ha fatto retromarcia.
Arrischiamo di rimpiangere (noi con inglesi e francesi) i nostri generali di allora, Graziani e Badoglio.

Se si continua cosi succederà qualcosa anche da noi.
Gli esperimenti sugli animali dicono che quando questi sono obbligati a stare in spazi troppo stretti cominciano ad ammazzarsi tra loro.
La natura ricrea in qualche modo l’equilibrio.

Carissimi saluti a tutti da
Franciscofranco

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Franco,

ancora con gli immigrati! Cerca di enumerare tutti i vantaggi di accoglierli; te ne suggerisco qualcuno su cui lavorare:

- Come ricordava già Prodi, il loro ingresso in Italia evita il calo della popolazione non solo per il loro numero ma anche perché fanno più figli delle italiane troppo impegnate a mantenere il posto di lavoro! In altre parole possiamo avere “la botte piena e la moglie …impiegata”.

- Il loro sopraggiungere distoglie l’attenzione dall’emigrazione verso il nord dei meridionali che cominciano ad essere considerati più italiani di qualche anno fa: ad esempio, solo pochi adesso mi danno del “terrone” mentre quando raggiunsi la GTE non mi volevano dare un appartamento in fitto appena scoprivano il mio accento non toscano.

Fammi sapere se ti servono ulteriori spunti ma non penso: la tua fervida fantasia saprà rimpolpare il tutto.

Ciao, Lucio

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Franco mio caro,
mi inserisco nel dibattito raccontando la mia esperienza nel " civile " Trentino.
Proprio sabato scorso ho partecipato ad un pic-nic per far passare alcune ore spensierate
alle giovani extracomunitarie, quasi tutte ragazze madri o abbandonate non si sa da chi e dove
e ai loro bambini.

Provincia e parrocchie varie spendono milioni di euro per ristrutturare alloggi, arredare, dare accoglienza con personale
qualificato e quindi pagato più l'aiuto di volontarie che da decenni prima si occupavano all'interno dell'Opera Famiglia Materna
delle nostre ragazze madri o mamme in difficoltà con rispettivi bimbi, ora, in aggiunta, fanno da vice madre nei casi più disperati e disparati delle straniere.
Una mia considerazione: gli unici che durante la giornata sembravano integrarsi nel gruppo eterogeneo erano i bambini.
Seconda considerazione: dove troveranno mai alloggi così belli quando, finito il periodo di qualche anno considerato di emergenza, dovranno cercarsi da sole una soluzione?
Terza considerazione: le giovani famiglie complete di mamma, papà e bimbi, erano completamente assenti. Eppure ci sono ed erano state invitate. Sono forse gli uomini a rifiutare la compagnia di queste giovani non in "regola", anche loro discriminano?
Questa la mia recente esperienza.

Invece di parlarmi di extracomunitari, perchè non mi racconti per quale motivo il tuo orto a Foxi langue solitario?
Baci da noi tutti.
Stefania

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rispondo a Stefania

evviva i bambini che si integrano senza problemi. quanto all'assenza dei padri, non ne ho mai visti molti ai colloqui con gli insegnanti e forse i più presenti erano proprio gli stranieri, magari perchè le madri parlavano poco italiano, però c'erano.
sui lavori in pianura: certo se ci sono giustamente li prendono, però da alcuni anni, se cammini nelle montagne bergamasche incontri solo pastori extra-comunitari e al di là della poesia, quello del pastore è proprio un lavoro duro.
adesso poi che certi amici trentini, ci hanno anche mandato un so....................
ciao
Anna Brunialti
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Carissimi

Mi inondate di problemi extra-comunitari-plus-terruncielli
Non so più da che parte rigirarmi.
Se verranno a sapere che nel tri-dentino li trattano così bene gli afrikans invaderanno anche le valli oltre che la Padania.
Bisogna dirlo anche ai terruncielli che dormono all’umido !!!
Se c’è qualcuno che lavora come un negro sono …i boveri negri …e lo sappiamo. I disperati sono sempre quelli che sgobbano di più.
Pastori a parte, le strade, in pianura e in montagna, le asfaltano loro, gli afrikans.
Il problema è che il lavoro lo trovano al 90% in pianura.
Quando in Italia eravamo 30 milioni c’erano 6.000 residenti in Vallarsa che lavoravano come negri sui terrazzamenti.
Granoturco e vigna.
Adesso che siamo 60 milioni, in Vallarsa vivono in 1.200 e sono pensionati.
I terrazzamenti …prendono il sole.
Da parte mia, oltre a un terrunciello alto 2 metri, di nome Lucio, ho conosciuto diversi senegalesi.
Si è creata una colonia fuori dal super-markèt che frequento.
Stanno fuori dall’ingresso a vendere accendini e pistulad di svariato genere.
Io non compro niente ma offro loro sempre qualche moneta.
Loro stanno li qualche anno e poi cambiano. Spariscono e il posto lo prende un altro, sempre senegalese.
E con i senegalesi, man mano che arrivano, cerco di aumentare l’integrazione culturale italo-afrikans facendoli diventare interisti.
Al primo incontro li interrogo prima di dare loro la moneta.
Sei del Milan o dell’Inter ???
…a si, si, milan, inter, buono buono, tutti bello, … ha! ha! io mi piace !!!
…Tutti bello un’accidente !!!
… Mi devi dire quale preferisci, inter o milan ???
… a si si… milaninter, tanti gol, tanti tanti bello ….loro vincere..io sempre vedere !!!
….Preferisci il Milan ???
….si..aaa ??.. si.. milan bello, bello !!!
…..Allora niente Soldi !!!
….??????????...........
…..Dai, …dai prendi un euro, …ma se non tieni all’Inter niente soldi !!!
…..Bello inter, bello, bello …Ronaldo, Martins, Balottelli, bello bello inter !!!!
Poi a un ingresso dalla parte opposta del shopping center c’è il Negus.
Un vecchio negro ossuto che non va mai via. Avrà almeno 10 anni di anzianità di servizio.
Lui mette in terra un tappetino pieno di articoli vari, borselli, cappellini, portafogli, marsupio, pistulad del Giacomo, ecc.
Poi lui va dentro nel super-markèt e attraverso i vetri tiene d’occhio la sua vetrina.
Esce quando vede un potenziale cliente avvicinarsi tappeto volante dei pistulad.
Io ho comprato tante cosette da lui, tutte rigorosamente firmate da cinesi autentici.
Il Negus fa parte integrante del super-markèt.
Penso che alla fine gli daranno la pensione.
Un giorno c’era in zona una squadra di vigili urbani, alteri, capitanati con il giusto sussiego da un Ufficiale in uniforme..
Ho visto che la squadra ha fatto sgombrare il Negus, insieme al suo tappetino.
Ero preoccupato per lui.
Il giorno dopo l’ho trovato ancora li, col suo negozio da marciapiede, e mi sono sentito meglio.
Ho allora interrogato il Negus.
Ma ieri cosa è successo ??? Ti hanno sequestrato la roba ???
No no !!! Niente niente. Tutti bene, tutti bene !!!
E’ chiaro.
Una squadra di Vigili Urbani con un Comandante in uniforme non può tollerare il commercio illecito !!!
Ognuno si guadagna lo stipendio a modo suo,
vigili urbani,
ufficiali in uniforme
e regnanti africani.
Meglio di così !!!
Muchissimo besitos a todo el mundo !!!
Franciscofranco

venerdì, novembre 21, 2008

Noi due siamo stufi, va bene !!!!??

Durante i giorni della crisi finanziaria più acuta Berlusconi propose, come misura di emergenza, di chiudere temporaneamente la borsa, per raffreddare la follia della fuga di capitali.
Gli dissero subito di no. Non si poteva.

Qualche giorno fa ho sentito ancora Berlusconi commentare in TV la crisi economica.
Berlusconi ha detto di conoscere aziende italiane che vanno benissimo, lavorano e vendono, anno il bilancio in attivo, distribuiscono utili, però hanno visto calare la loro quotazione di Borsa fino al 60% rispetto al valore antecedente la crisi finanziaria internazionale.
Una discrepanza totalmente ingiustificata in termini di realtà industriale.
Il responsabile di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti: la Borsa.

Quelle di Berlusconi sono accuse implicite al ruolo negativo, addirittura paralizzante, che sta volgendo il sistema borsistico internazionale nei confronti della vita delle aziende, e coincide perfettamente con dei concetti che anche io ho espresso alcune settimane or sono paragonando la borsa ad una casa da gioco d’azzardo, in contraddizione al suo ruolo di luogo deputato agli investimenti.

Mia e-mail del 8/10/2008 - Oggetto: La Borsa
…… La Borsa è il luogo deputato per investire nelle aziende ivi rappresentate
oppure è l’alter ego del Casinò ???
In Borsa si partecipa alla vita delle Aziende o si fanno le puntate sui cavalli ???

Forse è colpa mia ma non ho sentito commenti sul tema da altre fonti politiche o giornalistiche.
Conosco solo i commenti di Berlusconi.
La TV è solamente il luogo del colloquio governo-opposizione basato sullo stucchevole schema
(voce pro-governo) Tutto va ben madama la marchesa (voce opposizione) Piove governo ladro

Mi chiedo se sarà mai possibile cambiare il modo di operare della borsa.
Per farlo bisogna agire a livello mondiale, occorre pertanto un’autorità mondiale, che però non esiste.
E’ fuori dalle possibilità umane. Forse per questo nessuno ne parla.

Sento tanti bla bla bla generici sul cambiare le regole del gioco ma senza mai indicare alcunché di preciso.
In genere si parla del sistema bancario. La borsa non è mai menzionata

I bilanci delle banche, è chiaro, devono essere tenuti sotto rigido controllo, siamo tutti d’accordo.
E poi cos’altro si dovrebbe fare se non frenare il gioco d’azzardo in Borsa,
o meglio ancora eliminarlo del tutto ???

Il comportamento attuale del sistema borsistico internazionale è di tipo astronomico:
una stella, Wall Street, ed i suoi pianeti che ruotano intorno. Cioè tutte le Borse degli altri continenti.

Il SoleWallStreet sorge sulla costa atlantica sette ore dopo rispetto al fuso orario Gmt dell’Europa, il nostro.
Durante quelle sette ore “al buio” in Europa si giochicchia. Si palleggia in attesa dell’alba borsistica.
E’ il primo tempo della partita.
Tutti sono in attesa che sorga il Sole WS. I conduttori televisivi, al mattino danno le previsioni del tempo e quelle sull’apertura di WS: al rialzo o al ribasso.
A Piazza Affari si preparano a comprare o vendere, secondo le previsioni.
Allo spuntare dell’astro WS, diventa chiaro quale sarà il gioco odierno: rialzo o ribasso.
E’ il secondo tempo della partita per tutto il sistema borsistico planetario, il tempo decisivo per la partita odierna. Come nel calcio.
Tutte le borse satellite, d’Europa e d’Asia, seguiranno l’andamento di WS

Formalmente questo sistema porta il nome di mercato azionario ma i comportamenti non sono quelli di un mercato.
In un mercato reale i prezzi dipendono dalla disponibilità, scarsa o abbondante, delle merci, vale a dire un elemento di riferimento obiettivo, concreto.

In Borsa le merci sono sempre quelle: il listino dei titoli.
E non ha senso che giorno dopo giorno il valore di ogni singola azienda europea o asiatica salga o scenda solo a causa dei rialzi o ribassi di Wall Street.

Il rialzo o il ribasso in borsa lo decidono quelli che menano la danza a WS, che muovono masse di denaro sufficienti a provocare le oscillazioni, alle quali poi si accodano quelli del parco buoi.

E’ un gioco di tipo zingaresco: il gioco delle tre tavolette, dove i protagonisti sono gli squali plurimiliardari (banche, assicurazioni, sceicchi ed altre figure analoghe) che giocano a sbranarsi.
Quando le loro competizioni finiscono in rissa mandano in crisi la vita organizzata del nostro tempo in tutto il mondo industrializzato.
E questo è senza senso.
Ma è possibile che i leader politici di tutte le grandi Nazioni accettino di sottostare a questo malefico gioco che mette a repentaglio la sicurezza sociale di tutti ???

Per evitare le crisi acute come quella che stiamo vivendo, sarebbe necessario e sufficiente rallentare il ritmo delle transazioni, come fa oggi la Borsa quando un titolo è sotto speculazione troppo evidente.

Non ci sarà per caso un Grande Fratello (Il personaggio del romanzo “1984” di George Orwell. Non lo stupidissimo omonimo programma televisivo).
Un Grande Fratello a livello mondiale che impone il suo gioco ?

Esisterà qualcuno che ha il coraggio di alzare la voce e far terminare questa oscena dipendenza di tutti noi da questo tavolo di giocatori d’azzardo supermiliardari ?
Eliminare la spada di Damocle che pende quotidianamente sulla testa di milioni, miliardi, di persone.

E poi un’altra cosa. E’ possibile che a parlare si debba sempre essere io e Berlusconi !!!??
Noi due siamo stufi, va bene !!! ??