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mercoledì, giugno 19, 2013

I: Werner Von Braun Bovisa

Nel 1944, il tedesco Werner Von Braun bombardava Londra con le V2.
Arrivati gli americani a Berlino scappò con loro in America.
C'erano troppi londinesi in circolazione.

Dopo. Molti anni dopo, lanciò gli americani sulla luna.
Ma quelli tornarono indietro.  

In via Cantoni avevamo un missile concorrente delle V2 tedesche.
Si chiamava "la tolla del carburo"

La Tolla era una lattina vuota, usata per le conserve (pomodori, carne in scatola ecc.)
Il "carburo" un materiale chimico in uso all'epoca per produrre gas.
Forse ad uso dei saldatori, oppure per le cucine da campo.

Un dado di carburo immerso nell'acqua produceva gas.

In via Cantoni lanciavamo razzi (Tolla) con il gas del carburo.
I razzi producevano un botto e andavano più in alto dei tetti delle case, con grande gioia degli adulti che si affacciavo alle finestre bestemmiando e minacciando i lanciatori.

Il procedimento richiedeva di operare su terreno non asfaltato, preziosa realtà di Via Cantoni.
Era necessario scavare un buco per terra.

Serviva una scatola di latta vuota aperta completamente da un lato.
Si praticava un forellino con un chiodo sull'altro lato.

Si doveva scavare un buco nel terreno e riempirlo di acqua.
Mettere il dado di carburo nell'acqua e sopra di esso la Tolla.  

Sigillare bene con il fango intorno alla Tolla.
Lasciar passare alcuni minuti tenendo chiuso con un dito il forellino per far produrre gas in pressione.
Poi, al momento giusto, togliere il dito e dare fuoco nel foro con una torcia di carta.

A volte il risultato era un flop.
Ma quando, con successo, esplodeva il botto, era una vera goduria. Una vittoria.

Vedevamo la Tolla lanciata nello spazio cosmico, sopra i tetti !!!

Il ruolo più impegnativo era quello di accendere la miccia per il lancio.
Il lanciatore doveva sdraiarsi sul terreno con una torcia di carta accesa, restando il più lontano possibile dalla Tolla.
Al botto lui si prendeva fango in faccia.
Però si sentiva un eroe
L'eroismo successivo era il rientro in famiglia, specialmente con il fango addosso:
Erano "pesciad in del kù !!!!"

Dettaglio importante: l'acqua.  Dovevamo andarla a prendere nei cortili, vigilati dai portinai dell'epoca.
Mastini da cortile.
Via di qui,  "fora di ball !!!"

Spesso si risolveva il problema dell'acqua pisciando nel buco di lancio.

Successivamente, il fango in faccia al lanciatore era un affare suo. Magari di famiglia !!!

Serve sempre un eroe nelle cose grandiose!!!

FRANCISCOFRANCO

mercoledì, gennaio 02, 2013

Tu che sei nato negli anni 30

Tu che sei nato/a negli anni '30 :
A ben pensarci, è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi!! Da bambini, andavamo in giro senza le scarpe (per risparmiare gli zoccoli) senza cintura ma con le bretelle. ... E viaggiare nel cassone di un carro agricolo (un marnun), in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale.
I flaconi dei medicinali li avevano solo i farmacisti.
Bevevamo l'acqua alle fontanelle stradali, non da una bottiglia. Che orrore!! Andavano in bicicletta quelli che l’avevano. Gli altri dovevano ancora imparare.
Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri "carri giocattolo" (i carelot !).
Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a quando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema.... noi da soli!!!
Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò preferivano pensare che non eravamo in pericolo.
Non esistevano i cellulari. Incredibile!! Solo a San Vittore c’erano.
Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti... e non c'erano mai denunce, solo pedate nel culo dai genitori. (pedate, da cui il termine “pedagogia”) erano soltanto incidenti: la colpa era solo nostra.
Ti ricordi degli incidenti? No, solo le croste sui ginocchi. Avevamo delle liti, a volte dei lividi.
E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai. Il brutto per noi è quando lo venivano a sapere.
Mangiavamo patate, del pane con marmellata e bevande piene di acqua e basta ma nessuno di noi era obeso.
I sciuri si, quei eren grass. Ci dividevamo un bel niente con altri 4 amici (anche molti di più !), dalla stessa bottiglia, e nessuno mai morì a causa dei germi.
C’era solo un tipo di malattia : si chiamava “un brùt mal”.
In alternativa si poteva finire sotto il tram. Non avevamo la Playstation, nè il Nintendo, nè dei videogiochi. Giocavamo a darci gli spintoni. Nè la TV via cavo, nè le videocassette, nè il PC, nè internet; avevamo semplicemente degli amici.
Uscivamo da casa e li trovavamo. Era piena la strada.
Andavamo a piedi nudi, evitando l’asfalto nei mesi di luglio e agosto, a casa loro, ia ciamavum giò in strada a giugà. Carletuuu!! Ven debasss !!
Figurati: senza chiedere il permesso di stare in strada!
Da soli ma in tanti! Nel mondo freddo in gennaio, ma cald cume un accident in luglio e agosto.
Senza controllo! Come siamo sopravvissuti?! Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi.
Giocavamo con dei vermi e altri animaletti (lucertole) e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi.
Solo nell’intestino c’erano i vermi, ma non sempre.
E poi uscivano da soli approfittando dei pantaloni corti. Alcuni studenti, erano intelligenti; molti altri dovevano rifare la prima elementare, la seconda elementare, ecc.. Che orrore!!!
Non si cambiavano i voti, per nessun motivo. I migliori erano quelli che sapevano più parole in italiano.
I peggiori problemi a scuola erano quando ci rovesciavamo addosso i calamai di inchiostro, i ritardi, o se qualcuno si pisciava addosso in classe.
Quelli che facevano le puzze venivano fiutati dal capo-classe e mandati fuori in corridoio.
Le nostre iniziative erano di evitare le botte da mamma e papà. E le conseguenze, erano di prenderne il doppio.
Nessuno le scampava correndo attorno a un tavolo. L'idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se rompevamo le palle alla maestra non ci sfiorava; loro erano sempre dalla parte della maestra. Se ti comportavi male i tuoi genitori ti mandavano a dormire senza mutande.
In galera si andava per altre ragioni. Sapevamo che quando i genitori dicevano "NO" (ai bambini), significava proprio NO.
I giocatoli nuovi li ricevevamo a Natale e basta, non c’era il supermercato.
I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, ma dopo avevano fame.
E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che volevamo.
Le ragioni sono altre. Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi, insieme a saltimbanchi, sderenati, qualche ubriacone e diversi ladri di polli. Negli ultimi 70 anni c'è stata un'esplosione di innovazioni, nuove idee e tanta roba da mangiare. Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparatoa gestirli.
Però abbiamo fatto una fatica della malora !
Franco Valsecchi












sabato, giugno 05, 2010

La creazione

Oggi la televisione ci ha annunciato che è stata creata la cellula artificiale.
Ci viene spiegato che consiste nell’aver creato una cellula dove è stato modificato il DNA.
Il termine cellula artificiale mi sembra esagerato, senza togliere nessun valore all’obiettivo raggiunto.
L’espressione creazione di una cellula artificiale fa pensare che sia stata realizzata, partendo dalla materia inerte, una cellula vivente. Sarebbe quindi la creazione della vita.

Modificare il DNA di una cellula vivente è un’altra cosa. Significa modificare il data base della cellula. E’ un obiettivo a livello umano anche se è certamente un grande risultato.
Ci diranno poi quanto lavoro e quanto ingegno umano ci è voluto. Io non ne ho la più pallida idea.

Ho la presunzione di poter dire che l’obiettivo della creazione della vita è ancora lontanissimo e non sappiamo se verrà mai raggiunto. Per poterlo avvicinare bisogna prima di tutto sapere cos’è la vita.

Forse sto parlando troppo di cose che non conosco.

L’annuncio di oggi mi ha fatto venire la voglia di tradurre un testo inglese che un amico mi ha spedito tempo fa.

Lo trovate in allegato

Saluti affettuosi a tutti
Franciscofranco

Energie elettriche

Trasmetto un contributo serio alla conoscenza della rete elettrica nazionale.
Domande o commenti sono sempre graditi. Anzi ci vogliono. Diciamo che sono obbligatori.

Franciscofranco

________________________________________
Da: Sergio Valesini [mailto:valservir@alice.it]
Inviato: lunedì 17 maggio 2010 11.56
A: Franco Valsecchi; 'Brunello Amici'
Oggetto: Fabbisogno variabile di Energia Elettrica

Cari amici,
cercherò di inserire qualche dato numerico nei nostri discorsi relativi alla energia elettrica
richiesta e prodotta nella rete italiana.
Secondo i dati forniti da TERNA , che svolge attività di “trasmissione e dispacciamento” dell’energia elettrica
in una giornata tipica ( 14-05-2010 ) l’andamento del fabbisogno può essere cosi riassunto:

L = minimo ( h 4.00 ) 28 GW
H = massimo ( h 11.00 ) 45 GW
M = media 38.2 GW

Si possono fare alcune interessanti considerazioni :

la parte variabile ( H-L) corrisponde al 38 % della potenza massima
la potenza minima di base (L) corrisponde al 62 % della massima.

Anche in assenza di fonti alternative intermittenti la rete, durante la giornata, deve già essere strutturata in
modo da poter far fronte a variazioni molto ingenti nella richiesta di energia da parte dell’utenza.

Le centrali termoelettriche di grande potenza ( 1200 MW ) sono realizzate con blocchi autonomi,
da 150-300 MW ciascuno, costituiti da caldaia, turbina, alternatore, trasformatore.
Variazioni della potenza erogata del 10-20 % credo siano possibili, agendo sulla coppia non sulla velocità
delle turbine, senza scostarsi troppo dalla zona di massimo rendimento.
Variazioni più forti, specialmente se programmate, vengono ottenute attivando/ disattivando uno o più blocchi.
Centrali che utilizzano turbine a gas, non a vapore, di potenza inferiore ma molto più rapide nell’attivazione
sono consigliate per sopperire ai picchi di richieste, ma non so quanto siano diffuse in Italia.

Il contributo delle centrali idroelettriche da invaso, più piccole ma più veloci, è importantissimo per la
regolazione mentre invece le idroelettriche da acqua fluente ( ad esempio quelle sul PO’ ) devono essere
fatte funzionare in continuazione.

Anche noi come utenti contribuiamo alla regolazione accettando, più o meno consciamente, diminuzioni
della tensione (220 V nominale) fino al 5% corrispondente ad una diminuzione del 10% della potenza
assorbita.

Se l’energia consumata viene misurata al contatore degli utenti la differenza, tra energia prodotta e
consumata,comprende anche le perdite nelle linee di trasmissione ( credo fino al 3% ) oltre a quella
per il pompaggio di acqua di riserva negli invasi e quella utilizzata per i servizi interni alle centrali.

La trasmissione di energia elettrica su linee ad alta tensione in corrente continua (HVDC) può servire anche
a collegare Reti elettriche non sincronizzate evitando i problemi temuti da Franco.

Adesso basta perché mi accorgo di essere stato troppo loquace!

Saluti ad alta tensione

Sergio Valesini

Energie alternative 2

Giovanni tenta di rispondere alle mie domande.
Bravo Giovanni che tieni viva la discussione !!!!

L’impressione mia è però che abbiamo bisogno del contributo di qualche addetto ai lavori aggiornato con notizie recenti.
Un aspetto è quello della sincronizzazione di rete.
I 50Hz tradizionalmente venivano dalla velocità di rotazione degli alternatori che dovevano essere tutti in fase tra loro.
Mica cosa da poco mi pare
Ma è ancora cosi ???
Da tempo ho sentito parlare di linee ad alta tensione a corrente continua. Questa deve essere la nuova tendenza.
Tra l’altro la linea a cc è bipolare. Si risparmia un filo. Non è poca cosa.

Ne hanno installate in Italia ??? Se la risposta è affermativa allora il sincronismo viene ricreato all’arrivo.
Oppure viene comunque ricreato nei nodi di rete ???

Questo della velocità degli alternatori potrebbe avere un impatto sulla flessibilità della generazione.
Mi sento un dilettante allo sbaraglio.
C’è qualcuno che ne sa di più ????
Ciao a tutti
Franco



> Le macchine generatrici possono sicuramente seguire queste
> variazioni.

> Domanda finale: *l’elasticità *di regolazione delle macchine è
> adeguata a seguire le *variazioni tra bello e nuvoloso* nei
> rimanenti giorni dell’anno ????????

> Quelle idroelettriche penso proprio di no.

> Quelle termoelettriche lavorano producendo vapore ad alta
> pressione.

> Forse bisogna spegnere una o più macchine per seguire l’andamento
> del clima ???

Non sono sicuro di saper rispondere completamente alle tue domande ma
pescando fra i ricordi scolastici ed una lontana visita ad una
centrale nella valle che porta a Cervinia mi sembra di poter dire che
almeno per quanto riguarda le centrali idroelettriche esiste una buona
flessibilità nella loro regolazione.

Benvenuto chi con maggiori conoscenze possa smentirmi, ma questo è
quanto io ricordo dai miei studi di elettrotecnica e da quanto letto
negli anni.

Una rapida ricerca su Wikipedia ha almeno in parte confermato questa
mia convinzione.

Alcuni tipi di turbine sono facilmente regolabili sia per la loro
potenza erogata sia per la loro velocità (che deve essere calibrata
per mantenere la frequenza a 50 Hz).

La centrale che visitai si trovava fra due laghi, il lago di Cignana a
2400 mt. ed un lago formato dallo sbarramento del fiume che scende a
valle a poco più di 1000mt. La centrale era praticamente su bordo del
lago in basso e durante la notte veniva usata per riportare sul lago
in alto quanta più acqua possibile per mantenerlo sempre pieno. Le
stesse macchine usate per generare energia durante il giorno durante
la notte assorbivano dalla rete per pompare l'acqua verso l'alto
usando le stesse condotte che alimentavano la centrale.

Non so se ciò avvenga ancora perché sto parlando degli anni '60 e da
allora non sono più salito in Valtournanche e da allora la tecnologia
è molto cambiata.

Ma sembra che la regolazione delle centrali idroelettriche sia una
cosa molto facile ed applicata da molti anni, se non da sempre.

Probabilmente anche le turbine a vapore ed a gas sono facilmente
regolabili ma almeno per le prime non è facile regolare il generatore
di vapore. Per un funzionamento ottimale le caldaie devono lavorare
ad un regime costante (occorrono svariati giorni per fermare un
impianto e probabilmente molti di più per riavviarlo) e permettono una
regolazione della potenza erogata solo in un campo limitato e
sicuramente non hanno l'elasticità per seguire le variazioni
giornaliere. Il fatto di pompare l'acqua da un lago all'altro più in
alto era un modo per recuperare energia che in ogni caso doveva essere
prodotta dalle centrali termoelettriche.

Le turbine a gas non le conosco ma direi che i tentativi di applicarle
alla trazione terrestre non hanno avuto alcun successo al contrario di
quanto avviene in campo aeronautico.

Per tornare alla tua domanda iniziale io direi che l'introduzione di
energie alternative è una bella cosa se si pensa ad un risparmio sui
consumi petroliferi. Ma penso anche che in ogni caso bisogna avere la
possibilità di generare tutta l'energia necessaria in modo garantito e
che non sia realmente possibile superare col fotovoltaico o l'eolico i
margini (limitati) imposti dalla regolazione delle centrali
termoelettriche.

Ciao
Giovanni

Energie alternative

Voglio parlare di aspetti che non conosco, a differenza di Brunello molto più prudente e saggio di me.

Il soggetto è: le centraline domestiche fotovoltaiche come contributo alla rete elettrica nazionale.
Il mio punto interrogativo è: quale può essere il contributo concreto, reale, al risparmio energetico della rete ?

Qui servirebbe l’opinione di un esperto dei problemi della rete elettrica, esperto che non intravedo nelle mie conoscenze.
Comunque può darsi che qualcuno lo sappia di suo dovuto alla sua curiosità personale.

Mi spiego. Leggendo le statistiche dei consumi elettrici vedo che si fa una distinzione tra l’energia prodotta e quella consumata. Comprensibilissimo. L’energia prodotta è necessariamente maggiore di quella consumata perchè la disponibilità in tempo reale deve poter coprire picchi di consumo, quantomeno quelli prevedibili statisticamente.
La differenza tra quella prodotta e quella consumata è necessariamente sprecata.

Cosa vuol dire ??? Vuol dire che le macchine generatrici vengono regolate durante il funzionamento sulla base delle previsioni statistiche.
Con il contributo delle cellule fotovoltaiche entra in gioco statisticamente una macchina generatrice non regolabile.

Di conseguenza le macchine generatrici di tipo tradizionale (termoelettrico e idroelettrico) devono tener conto di questa nuova macchina virtuale che contiene una dose di imprevedibilità, se vogliono utilizzarne il contributo. Diversamente il contributo va ad aggiungersi alla quota sprecata di cui sopra.

La capacità di previsione statistica riguardo all’irraggiamento solare è sicura solo per:
-l’orario diurno
-le ore della giornata di bello stabile, previsto meteoreologicamente

Le macchine generatrici possono sicuramente seguire queste variazioni.

Domanda finale: l’elasticità di regolazione delle macchine è adeguata a seguire le variazioni tra bello e nuvoloso nei rimanenti giorni dell’anno ????????

Quelle idroelettriche penso proprio di no.
Quelle termoelettriche lavorano producendo vapore ad alta pressione.

Forse bisogna spegnere una o più macchine per seguire l’andamento del clima ???

venerdì, febbraio 05, 2010

mie ferite da no-nuc


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Ringrazio calorosamente gli amici
Luigi Valentini, Lucio Caso, Maurizio Miccolis, Enrico Marino e Vittorio Ziliotto
che hanno caritatevolmente tentato di lenire la mie ferite da no-nuc.
Lucio Caso, per ungermi le ferite, ipotizza che Bersani non sa cosa dice”. It may be
Però sa cosa dice Di Pietro e questo gli basta……Mi sei comunque di conforto Lucio !!!
Maurizio Miccolis mi manda questa informazione che vale davvero la pena di conoscere.
Anch’io sono inorridito a quella sul nucleare e ad altre uscite del Bersani, ma per tua curiosità ed interesse ti invito a cercare su Internet qualcosa sulla Fusione Fredda (LENR nel gergo tecnico) che sembrava una bufala, ma sia gli americani, sia in nostri di ENI/ENEA ci stanno spendendo dei soldi… e sembra con qualche risultato.
Ci proverò senz’altro. Grazie Maurizio !!!!
Infine Vittorio Ziliotto, veterano del mio stesso credo calcistico mi consola cosi
Caro Franco, quando io sono in ambascie, per i tuoi stessi motivi anche se da diversa, ma non sempre, angolatura, mi rifugio nella Beneamata e poiché vado spesso a Milano, in centro, per il mio volontariato, ecco che scendo nel Sancta Sanctorum di piazza San Babila e mi godo le passate ed ora presenti glorie.
Farei comunque un triduo di preghiera perché non mi distruggano il capitale Super Mario.
Quanto al nucleare sono di parte.
Mia sorella ha lavorato per anni al nucleare dell'ENEL, segretaria di un dirigente della Ricerca, e ogni tanto mi informava sui rischi, non tanto del nucleare, che certo ci sono, quanto delle tecnologie tradizionali: carbone soprattutto.
Poi vennero i socialisti e il referendum e oggi siamo indietro anche tecnologicamente, allora eravamo avanti, molto avanti. Peccato. Quanto ai rischi, questi ci sono sempre, anche per l'idroelettrico, che ecologicamente è il più sano (verdi permettendo).
Infatti se cede una diga o un monte vi frana dentro, cosa succede l'abbiamo visto. L'importante è non lesinare sulla sicurezza. Questa ha un costo ma bisogna pagarlo. Ti saluto con affetto e tanti cari saluti anche alla tua signora, Vittorio.
P.S. Il santuario di San Babila chiude tra pochi giorni, affrettarsi per gli ultimi gadget ...
Mi perdonino Luigi Valentini ed Enrico Marino se non li commento. Lo farò la prossima volta.
Ciao e grazie a tutti
Franco

problema energetico


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Brunello Amici vuole contribuire alla discussione sul problema energetico, e fa quindi un paio di domande.
Il colloquio tra me e lui è un ibrido inedito internet-amanuense
-Io mando le e-mail
-Lui mi risponde via Posta Celere.
Mi viene spontanea una domanda: ma allora è proprio così necessario internet ???
Ma si !!!
Va la che l’è una bèla cumudità !!!
Per stimolare la discussione, Brunello dice:
1) Quale è attualmente il gap temporale (stimato)
fra le centrali in costruzione (tecnologia a fissione)
e quelle (ancora future) della fusione a idrogeno ?
10 anni? 30 anni? 50 anni?
Facciamo, in Italia, almeno ricerca sulla fusione?
2) Problema delle scorie
Oltre a parlare di scelta dei siti per le centrali non si dovrebbe parlare anche di
scelta dei siti per i depositi delle scorie di uranio ?
Rispondo alla seconda domanda
Il problema del sito per il deposito scorie è successivo nel tempo a quello dei siti di costruzione centrali.
Sono due rogne sfasate nel tempo.
Chi glie lo fa fare al governo di affrontarle insieme !!?? Ci sono come minimo venti anni di distanza tra le due cose.
Visto che sono rogne psico/superstiziose con impatto elettorale, ogni cosa sia fatta al suo tempo.
Ci sono oroscopi diversi.
Siamo in Italia: adottiamo la strategia di mettere incinta la ragazza per poterla sposare
Quando le centrali funzioneranno sarà più convincente fare il “matrimonio” del sito rifiuti.
Se avessimo ancora la monarchia, il Rè penserebbe alle future rogne di suo figlio erede al trono e cercherebbe di evitargliele..
In democrazia non ha senso pensare agli eredi.
Non possiamo pretendere tutto dalla vita.
Rispondo alla prima domanda
Il gap temporale tra la tecnologia a Fissione da uranio e la Fusione da idrogeno fino a ieri l’altro risultava totalmente imprevedibile, lontano nel tempo.
La Fissione (che significa scissione) dell’uranio è la tecnologia nucleare esistente a livello industriale, in servizio da plurimi decenni.
La Fusione (idrogeno) ha continuato ad essere oggetto di ricerca da cinquant’anni.
Ne ho sentito parlare di recente ancora come di qualcosa che può arrivare fra altri cinquant’anni.
Una chimera.
Gli addetti ai lavori ne parlano con ironia.
I vantaggi della fusione rispetto alla fissione:
- Combustibile (idrogeno) inestinguibile e virtualmente gratuito.
- Zero scorie radioattive
La ricerca sulla fusione prosegue a livello mondiale tramite un consorzio al quale partecipa anche l’Italia (CNR)
I problemi realizzativi della fusione sono due:
- La temperatura generata dal fenomeno fisico è tale che non esistono materiali in grado di contenerla.
La tecnica adottata è quella del contenimento dentro campi magnetici.
Come si fa con gli acceleratori di particelle.
- Innesco e continuità
L’innesco del processo di fusione richiede enormi quantità di energia
Il fenomeno tende allo spegnimento immediato. E’ finora stato possibile mantenere il processo di fusione per alcuni secondi.
E’ un effetto opposto a quello della fissione (uranio), dove lo sforzo è quello di tenere la reazione sotto controllo.
Questa era la situazione fino a ieri, per quanto ne sapevo io.
Germania
Oggi c’è un annuncio che riguarda la Cancelliera del Terzo Reich Angela Merkel, (vedi allegato all’e-mail).
L’ Angela, stelasa dòra, scommette sul futuro della fusione nucleare.
Ne parliamo piu avanti.
Spagna
Parliamo della Spagna di Zapatero (calzolaro)
El gobierno espagnol annuncia
- la costruzione di 10 (dieci) nuove centrali nucleari, nella tecnologia già esistente in Spagna
(tipo Trino Vercellese) piu vecchia della nostra prossima futura (tipo Flamenville).
- l’allungamiento della vita di quelle esistienti da 40 a 60 anni
- la decisione di creare un deposito scorie. (vedi cosa vuol dire avere un Rè che pensa al figlio!!!)
Conclusioni riguardanti Germania e Spagna
L’Angela tetesca, ha in casa, sottoterra, molto carbone.
Può aspettare tranquillamente l’anno 2200 (duemiladuecento) prima di spendere soldi (miliardi) a costruire centrali nucleari.
In Germania usano il carbone per generare energia elettrica.
Per evitare di mandare in aria anidride carbonica (CO2) applicano la tecnica della CO2 sequestration
Vale a dire prelevano dai fumi la CO2 e la pompano in gallerie sotterranee (ex miniere)
E’ il deposito scorie CO2.
Non sono entusiasta di questa ricetta.
l’Angela ha gioco facile. Preferisce aspettare la fusione nucleare invece di spendere miliardi di euro.
Anche lei non è una monarca.
Non ha eredi.
Il caso della Spagna è il più significativo.
In Spagna si sta sperimentando, con Rubbia, il sistema solare a concentrazione, unica seria speranza attuale della tecnica “energie rinnovabili” per utilizzo da reti pubbliche (Continuità di servizio).
Rubbia è quello che ha convinto Prodi ad aspettare i risultati del suo esperimento invece di riavviare il nucleare in Italia.
La decisione di Zapatero di installare 10 reattori nucleari (dieci !!!) in suolo iberico, suona alle mie orecchie come la mannaia sul collo dell’esperimento Rubbia.
Non è che la cosa mi renda felice. Faccio il tifo solo per l’Inter … e per le mie opinioni.
Potrebbe non essere un fallimento ma quantomeno mostrare ritardi e relative incertezze o fornire risultati inferiori alle aspettative.

domenica, gennaio 24, 2010

Energie rinnovabili e sistemi di accumulo

Carissimo Sergio, mi complimento per la completezza del tuo intervento.
Ti confesso che mi prendi un poco spiazzato. Sono felicissimo di aprire un colloquio a questo livello.
Per darti della risposte più serie, non dettate dall’ideologia che ciascuno di noi conserva nel cuore, mi riprometto di raccogliere più informazioni.
Una cosa seria però la voglio dire subito. Il quadro che ho fatto io, e che ho trasmesso con l’e-mail ad Augias, è quello della situazione di oggi a livello industriale. Oggi si fabbricano questi oggetti. Altri disponibili non ce ne sono.
E’ chiaro che dobbiamo guardare anche al futuro. La speranza risiede nel futuro.
Per quanto riguarda la trasmissione TV alla quale ho assistito e mi ha fatto incazzare, ti garantisco che non era al livello di cose scientificha. Nessuna menzione è venuta fuori riguardo le sperimentazioni in corso, come ad esempio il fotovoltaico a concentrazione di cui si sta occupando Rubbia in Spagna, che è la cosa futuristica più vicina nel tempo e realistica nei risultati.
Siccome gli incontri di Augias in TV consistono sempre nella recensione di libri usciti di recente commentandoli insieme all’autore, i discorsi lasciano poca speranza a cose non dette per distrazione o mancanza di tempo o altro.
L’esperto, autore del libro era presente.
Si parlava solo di celle fotovoltaiche domestiche e pale eoliche.
Il tono della trasmissione era quello dello scandalo dovuto alla trascuratezza di queste realtà da parte di chi comanda e che punta invece cocciutamente sul nucleare.
Ho sentito parlare di tutte le alternative di cui parli, ma che non ho mai approfondito. Per il momento penso che una o più di loro, alla lunga, potrà diventare prevalente e attirare gli investimenti necessari per divenire quella/quelle vincenti. Una volta identificate le tecnologie debbono essere industrializzate, condizione indispensabile per sostituire le tecniche attuali.
Realisticamente penso che i tempi saranno molto più lunghi dei vent’anni sperati o sognati.
Ad esempio, qualche anno fa si parlava in continuazione di idrogeno, come fosse la soluzione imminente, del prossimo futuro. Il nuovo mondo dell’energia dietro l’angolo. Qualcuno aveva iniziato ad installare distributori di idrogeno per le auto. (probabilmente a titolo propagandistico/politico) Adesso l’idrogeno è sparito dalla circolazione. Il profeta dell’idrogeno era l’americano Rifkin, che girava il mondo a far conferenze (e milioni di dollari). Adesso Rifkin è sparito dalla circolazione !!!.
Sarebbe una gran bella cosa se venisse risolto il problema di realizzare le batterie auto di grande capacità. Autonomie di 500 kilometri.
Sono convinto che la tecnologia risolverà questo problema. L’auto elettrica (già ne stanno uscendo ma con autonomia limitata) è un oggetto di straordinaria semplicità. Si potrebbero vendere i kit di montaggio in luogo delle auto. Sarebbe la fine dell’industria automobilistica.
Mi farò sentire quando avrò qualcosa da dire.
Questa chiacchierata mi rinverdisce le nostre discussioni di un tempo durante il pranzo in mensa insieme a Renato, Sandro e Brunello.
Mi sono mancate molto. Le mie e-mail sono il tentativo di sostituirle. Un surrogato.

Energie rinnovabili e sistemi di accumulo

Caro Franco,
i sostenitori della necessità di sostituire, più o meno integralmente nella produzione di energia elettrica, i sistemi che utilizzano i combustibili fossili od il nucleare con fonti di energia non inquinanti (solare od eolico), se sono competenti ed intellettualmente onesti, sanno bene che le caratteristiche di intermittenza (ciclo giorno-notte) e di irregolarità (variazioni metereologiche), di queste fonti richiedono il loro completamento con sistemi di accumulo dell’energia.
Sono stati proposte diverse soluzioni:
A) Il sistema “Solare a concentrazione” che già utilizza “sali fusi” ad alta temperatura come fluido, vettore del calore dalle parabole alle turbine, può usare un serbatoio, isolato termicamente, di tali sali per accumulare energia termica da fornire durante le 16/18 ore di assenza di luce solare,
B) L’energia elettrica generata direttamente dai “Sistemi Fotovoltaici “ può essere utilizzata per produrre idrogeno da elettrolisi .L’idrogeno può essere accumulato per essere poi utilizzato in loco o a distanza nelle “celle a combustibile” o come combustibile non inquinante.
C) Negli USA si pensa di poter accumulare energia sotto forma di aria compressa a 75 Atm pompata in caverne o miniere abbandonate. L’aria compressa verrebbe poi rilasciata, a richiesta, per muovere una turbina dopo essere stata riscaldata bruciando una piccola quantità di gas naturale (vedi LE SCIENZE marzo 2008 pag. 44).
D) La diffusione di auto elettriche alimentate da batterie di nuova generazione potrebbe offrire l’opportunità di immagazzinare energia da fonte FV nelle ore di alta disponibilità.
Si fa notare che anche energia idroelettrica ha all’origine una fonte intermittente ed irregolare: “la pioggia” !
La Natura provvede ad accumulare la sua energia potenziale negli strati di roccia porosa dei bacini imbriferi che alimentano i fiumi. L’uomo ha pensato di sfruttarla meglio con le dighe in montagna che gli permettono di avere a disposizione molta potenza per poche ore o viceversa meno potenza per più ore.
Gli amici di AUGIAS hanno forse letto un articolo di “LE SCIENZE dicembre 2009 pag. 52” dove si sostiene che, a livello
Mondiale nell’anno 2030, sarebbe possibile disporre di tutta la potenza necessaria alla intera popolazione della terra per il suo fabbisogno di energia elettrica e calcolata in 11,5 TW utilizzando solo fonti di energia pulita.
Dall’ ACQUA ( correnti marine,onde, idroeletricità, geotermia) 1,1TW ; dal VENTO 5,8 TW ; dal SOLE 4,6 TW.
Che ne dici ? Comunque complimenti sinceri per aver acceso la discussione su di un argomento tanto importante.

sabato, gennaio 02, 2010

Riforma delle pensioni

Continua la telenovela infinita della riforma delle pensioni.
Saranno almeno trent'anni che le autorità europee ce lo chiedono.
Fate le riforme strutturali, prima fra tutte quella del sistema pensionistico !!!
Con loro i governatori della Banca d'Italia, Ciampi, Fazio ed ora Draghi.
E' un ritornello ossessionante. Mai ascoltato.
I nostri politici cianciano, cincischiano, dicono di si, che si, ma certo che si, ci vuole, è sacrosanta,
la riforma delle pensioni è sacrosanta noi tutti la vogliamo.
Basta che la faccia qualcun altro.
Chi se la sente di perdere così tanti voti !!!
Perchè i fessi dobbiamo essere proprio noi ?!!!
Il sistema pensionistico attuale ha creato una camicia di forza nel bilancio dello Stato.
Non ci sono più soldi per fare autostrade, ferrovie, metropolitane, ponti sullo Stretto, ecc. ecc.
Per creare cioè gli utensili destinati a cambiare il futuro dell'Italia.
A far arrivare i "tempi migliori".
Con il sistema pensionistico, creato da Mussolini negli anni trenta, si andava in pensione tutti a sessantanni. Senza privilegi di sorta.
I cattocomunisti, negli anni settanta, han pensato bene di creare le pensioni di anzianità.
Da un giorno all'altro, senza clamore, e senza proclamare di chi era il merito, si è iniziato ad andare a riposo a cinquant'anni.
Il bilancio dello Stato è andato subito in picchiata.
Adesso abbiamo 17 milioni di pensionati, contro una forza lavoro di 23 milioni.
Una parte di questi ultimi, 3,5 milioni, sono dipendenti pubblici, anche loro sulle spalle di pantalone il contribuente.
I rimanenti cittadini sono giovani a carico delle famiglie.
Faccio notare che 23 - 3,5 = 19,5 milioni di unità-forza-lavoro reale.
Mentre 17 + 3,5 = 20,5 milioni di persone al traino del mondo produttivo.
A fronte di una simile situazione, nel 1994, Berlusconi proclamò di voler fare una drastica riforma del sistema pensionistico, sullo stile di quanto fece Margaret Tatcher in Inghilterra, riforma quanto mai salvifica per il bilancio inglese.
Allora i cattocomunisti scatenarono tutto il potenziale di perniciosa demenza di cui sono in possesso, contro la volontà fascista e antidemocratica del "padrone delle televisioni".
Praticamente loro hanno voluto prendersi doppiamente il merito del disastro economico dell'Italia.
Non bastava loro di avere creato il disastro; lo hanno voluto anche difendere.
Cioè impedire che il sistema venisse riformato.
L'Italia nell'occasione della demolizione del primo governo Berlusconi ha perso l'ultimo tram per riacquistare credibilità internazionale, dignità, ed un'autonomia economica degna di uno stato non bancarottiero.
Gradirei se qualcuno volesse contestare queste mie affermazioni.
Ieri, tanto per cambiare, Fassino ha ripetuto, per la millesima volta, che il governo ha seriamente l'intenzione di mettere mano ad una riforma delle pensioni.
Dopo che sono scappati milioni di buoi, dico io.
E dopo che la Germania (come altri) ha gia stabilito da tempo un percorso a tappe che porterà i tedeschi ad andare in pensione a 76 anni.
Vedremo prossimamente dove porterà il coraggio e la determinazione di Piero Fassino.
Adesso i pensionati sono andati in piazza con le bandiere per chiedere l al Presidente del Coniglio l'aumento, della pensione.
Pare che metà dei 17 milioni di pensionati che abbiamo arrivino a prendere 500 euro al mese.
Chissà quanti di loro erano andati nel 94 a fare la Marcia su Roma della sinistra contro il Berlusca ?
A difendere il diritto di andare in pensione a cinquant'anni.
Chissà quanti di loro si ricordano delle consulenze avute dal sindacato che, fatti i conti diceva loro:
lei in pensione (a cinquant'anni) prende quasi come a lavorare.
Non vale la pena di continuare a lavorare.
Lasci libero il posto ai giovani e si goda la pensione !!!
Certo che anche il sindacato non poteva prevedere l'effetto dell'euro.
Ma prevedere che andando in pensione a cinquant'anni, e poi avendo la fortuna di campare fino a ottanta, si rischiava di vivere poi a caffelatte, questo si era prevedibilissimo, se la mia riserva di memoria non mi inganna.
Perchè anche l'inflazione della lira non scherzava davvero.
Pensa che consulenza che davano i sindacati ai lavoratori !!!
Adesso, il dare 1 (uno) euro al mese di aumento a tutti i pensionati vuol dire spendere 17 milioni di euro al mese, che fanno all'anno 17x13=221 (duecentoventuno) milioni di euro = 442 miliardi delle povere vecchie lire.
Se invece si volesse fare un vero aumento ai pensionati, diciamo 100 euro al mese, bisognerebbe spendere 22.100 (ventiduemilacento) milioni di euro, cioè piu di 22 miliardi di euro, cioè piu di metà della cifra messa in ballo con la contestatissima legge finansiaria.
Se qualcuno lo propone al Ministro Padoa-Venesia-Mestre-Sciopa, quello el sciopa veramente !!!
Ghe ven un colpo ch'el resta li seco come un palo dell'illuminasion !!!
Invece il Presidente del Coniglio rimane imperturbabile.
Adesso ha detto che a Gennaio si parlerà di riforma delle pensioni.
Si parlerà.
Abbiamo visto lo spettacolo penoso dei pensionati da 500 euro al mese, senza speranze, in piazza con le bandiere, a chiedere un adeguamento della loro miseria.
Adeguamento che non avverrà mai semplicemente perchè impossibile da realizzare. Un esercito così non è mai esistito.
Questo è un risultato classico della SINISTRA.
Quei poveretti prima si sono fatti convincere ad andare in piazza per difendersi, contro il despota Berlusconi, che voleva farli lavorare.
Loro volevano andare in pensione a cinquant'anni, cioè volevano farsi rottamare. Ci sono riusciti.
Sinistra e sindacati hanno aiutato a rottamarli, a decine di milioni
Questi poveracci adesso si accorgono di non avere più speranza se non quella di morire prima che i morsi della fame sopraggiungano inesorabili.
Nessuno ha il coraggio di dirglielo
L'Italia purtroppo era imparentata, (per fortuna alla lontana), con il sistema sovietitico, e questo ne è un retaggio.
Lo Stato deve provvedere a tutto
Quando non ce la fà, affonda tutto insieme.
Egualitariamente.
Implode come le Torri Gemelle.
Come l'Unione Sovietica
I consiglieri sindacali che li hanno convinti nel 94 a fare la Marcia su Roma dove sono ?
Adesso hanno cambiato il loro credo.
Sono diventati europeisti.
Adesso devono difendere il bilancio di Padoa-Venesia-Mestre-Scio.
Un esercito di milioni di rottamati.
L'istituto della previdenza sociale per tutti è stato qualcosa che venne concepito per garantire una vecchiaia serena, economicamente dignitosa, accettabile, per tutti, alla fine della vita lavorativa.
Durante gli anni sattanta (la data non viene celebrata !) nel pieno del parossismo sessantottino,
si decise che non era giusto aspettare l'età naturale di pensionamento.
D'altronde i ricchi padroni hanno sempre fatto la bella vita anche da giovani !!! Perchè i lavoratori dovevano aspettare la vecchiaia ?
Si potevano benissimo scaricare 10 anni prima sulle spalle dello Stato.
Il caso volle che la cosa piacesse anche agli industriali, impossibililitati a licenziare personale in esubero.
Fu di conseguenza un Inciucio Storico, mai formalizzato pubblicamente come il Compromesso Storico Moro-Berlinguer, ma molto più concreto e reale. Un inciucio cinico da parte di chi si rendeva conto delle conseguenze.
Probabilmente era parte integrante del Compromesso Storico.
Nel momento in cui vennero prese queste decisioni la sofferenza per il bilancio dello Stato era relativamente modesta.
Ma l'Inciucio Storico era una cambiale da pagare nel futuro.
Quando milioni e milioni di pensionati si sarebbero accumulati.
Ora siamo nel futuro. Abbiamo 17 milioni di pensionati.
Un aspetto che non è al centro delle discussioni.
E' troppo scomodo.
Meglio parlare del bollo auto, dei ticket, degli aumenti ingiustificati del prezzo delle cipolle.
17 milioni.
Un esercito straordinario !
Il più grande esercito nella storia italiana è stato quello della Prima Gierra Mondiale: 3,5 milioni di soldati.
Avessimo avuto 17 milioni di uomini potevamo marciare su Vienna in una settimana.
Al di là di ogni facile ironia, ora ci troviamo in una situazione dove la finalità dell'istituto previdenziale è stata tradita.
In Italia la più grande massa di poveri è di gran lunga costituita dai pensionati.
Non so a quanto ammonti un sussidio di disoccupazione ma penso che somigli molto alla pensione percepita dalla maggioranza dei 17 milioni di rottamati.
Oltretutto, beffardamante, questo è il risultato delle battaglie sostenute da quelli che (formalmente) sarebbero i difensori dei lavoratori