Noi, Italia,
siamo un transatlantico in mezzo al mare, strapieno di viaggiatori paganti, riluttante ad imbarcare i disperati che incontra in mare.
Ultimamente ci siamo messi a begare con Malta perché i disperati trovati in una certa zona di mare, secondo le leggi vigenti della marineria, erano di competenza Maltese.
E’ vero, quei disperati, teoricamente sono appannaggio di Malta.
Ma il principio si applica ai naufraghi, quelli autentici, non alle fughe in massa dall’Africa su zattere suicide.
A Malta non ci sarebbe neanche il posto per seppellirli, anche volendolo fare.
Da noi c’è un po’ più posto, ma non per le dimensioni africane.
Ottocento milioni di africani sono troppi per i sessanta milioni di italiani, e soprattutto per i 300 mila kmq del nostro transatlantico.
L’ Europa, nel suo insieme, dovrebbe dare una regolata all’afflusso, senza con questo pretendere di farli arrivare tutti.
Semplicemente distribuire equamente in tutte le 27 nazioni europee la quota accettabile.
Invece, nonostante che noi siamo riconosciuti come i più grandi casinisti dei 27 soci, l’Europa è piu svanverata di noi.
Prima di tutto l’Europa dovrebbe fare una politica di agevolazione alle importazioni di prodotti agricoli africani in modo da far vivere gli africani a casa loro.
Invece l’Europa fa tutto il contrario: tasse all’importazione dall’Africa e aiuti economici agli agricoltori europei per battere la concorrenza.
Alla faccia della conclamata solidarietà, che In Francia chiamano Libertè, Egalitè, Fraternitè, tut par me e gnent par te.
I francesi sono i fondatori della civiltà europea. Cosi dicono loro.
Le grandi nazioni d’Europa, non fanno niente per arginare l’esodo dall’Africa.
I nostri politici si accapigliano usando un sacco di termini inutili. D’altra parte è il loro sport, se non il loro compito.
I buonisti vogliono spalancare le porte e tirano in ballo la xenofobia dagli avversari, cioè quella dei leghisti ottusi.
Poi, gli storiografi ricordano che anche noi emigravamo, andavamo in America, in Australia.
Questi qui hanno la vista lunga solo per guardare indietro. Magari hanno figli e nipoti ma dimenticano di guardare avanti.
Noi non siamo l’America e l’Australia, pianeti da colonizzare.
Quasi nessuno mette il dito nella piaga tutta italiana: comparati a tutti gli altri partner europei noi siamo in troppi rispetto al nostro territorio. Siamo troppo fitti.
E lo si nota quando bisogna fare qualcosa di necessario e non c’è un posto che vada bene.
Non c’è posto perché dappertutto c’è gente da infastidire. Non ci sono più spazi vuoti.
Se guardiamo alle statistiche in modo burocratico, cioè ottuso, la nostra densità di persone per Km quadrato somiglia a quella degli altri: In Italia sono 190 persone per kmq.
In Francia sono 109, in Germania 231, in Inghilterra 243, in Spagna 81.
Cosa vuoi che sia. Sono numeri che non spaventano.
Se invece guardiamo attentamente al nostro territorio pieno di montagne, e le statistiche dicono che
abbiamo solo il 23% di pianura, allora si capisce perché siamo pigiati.
Ricalcolata in questo modo la nostra densità abitativa reale arriva a oltre 800 persone a kmq.
E allora si capiscono un po’ meglio i nostri problemi.
Sfortunatamente gli immigrati non vanno a riempire i vuoti delle nostre valli, a dissodare le colline sugli Appennini, ecc.
No, vengono nella pianura padana a vivere come possono, facendo un po’ di tutto.
Con l’andazzo attuale di immigrati dall’Africa e dal mondo ex-comunista la città di Milano diventerà come Città del Messico. Una megalopoli invivibile.
Cambieranno i confini della città di Milano
A ovest ci sarà un quartiere, che per ragioni storiche si chiamerà Torino, mentre a est la metropolitana ad alta velocità avrà il capolinea a Verona.
Si andrà a pescare nel Po, solo se resisteranno le riserve d’acqua pedemontane della periferia nord, cioè i grandi Laghi.
I miei non sono ragionamenti da visionario.
La Brianza è già tutta cementificata e asfaltata. Quando piove un po’ di più l’acqua scende su Milano a 100 km/ora allagando Viale Zara in zona Niguarda, nonostante grandi lavori di idraulica siano stati realizzati a partire dagli anni sessanta (scolmatore del Seveso).
La nebbia è gia sparita da tempo per merito degli impianti di riscaldamento condominiali, che producono milioni di tonnellate di CO2, che però non resta in Regione. Va all’ammasso nel condominio Terra.
Le massime autorità dei Comuni di Milano e Torino hanno già avviato l’integrazione nel campo dei trasporti, dell’energia e dell’Università.
Bergamo è già un quartiere di Milano (chiedo scusa a quelli dell’Atalanta)
Ospita uno dei tre aeroporti di Milano, Orio al Serio, ed è raggiungibile da Sesto e Cinisello in quindici minuti, a 120 Km/ora su otto corsie autostradali. (Per andare a Porta Ticinese ci vuole mezzora).
L’autostrada Pedemontana di prossima costruzione è il raddoppio della A4 nell’area della megalopoli Milano.
E l’effetto dell’espansione urbanistica in direzione est-ovest di cui sto parlando.
La cementificazione segue l’orientamento dettato dalla Valle Padana.
Se qualcosa non aiuta gli africani a vivere in Africa noi siamo fatti.
Questo qualcosa può essere la Cina, che trasferisce industrie e maestranze appropriate in Africa.
Io faccio più che mai il tifo per i cinesi, in aiuto degli africani
Per il momento, la dove c’erano i colonialisti italiani, arrivati alla conquista con le loro atrocità, ma destinati a tenere in ordine le loro proprietà una volta acquisite, adesso comandano i pirati. Sono tornati i pirati.
La storia umana ha fatto retromarcia.
Arrischiamo di rimpiangere (noi con inglesi e francesi) i nostri generali di allora, Graziani e Badoglio.
Se si continua cosi succederà qualcosa anche da noi.
Gli esperimenti sugli animali dicono che quando questi sono obbligati a stare in spazi troppo stretti cominciano ad ammazzarsi tra loro.
La natura ricrea in qualche modo l’equilibrio.
Carissimi saluti a tutti da
Franciscofranco
============================
Franco,
ancora con gli immigrati! Cerca di enumerare tutti i vantaggi di accoglierli; te ne suggerisco qualcuno su cui lavorare:
- Come ricordava già Prodi, il loro ingresso in Italia evita il calo della popolazione non solo per il loro numero ma anche perché fanno più figli delle italiane troppo impegnate a mantenere il posto di lavoro! In altre parole possiamo avere “la botte piena e la moglie …impiegata”.
- Il loro sopraggiungere distoglie l’attenzione dall’emigrazione verso il nord dei meridionali che cominciano ad essere considerati più italiani di qualche anno fa: ad esempio, solo pochi adesso mi danno del “terrone” mentre quando raggiunsi la GTE non mi volevano dare un appartamento in fitto appena scoprivano il mio accento non toscano.
Fammi sapere se ti servono ulteriori spunti ma non penso: la tua fervida fantasia saprà rimpolpare il tutto.
Ciao, Lucio
====================================
Franco mio caro,
mi inserisco nel dibattito raccontando la mia esperienza nel " civile " Trentino.
Proprio sabato scorso ho partecipato ad un pic-nic per far passare alcune ore spensierate
alle giovani extracomunitarie, quasi tutte ragazze madri o abbandonate non si sa da chi e dove
e ai loro bambini.
Provincia e parrocchie varie spendono milioni di euro per ristrutturare alloggi, arredare, dare accoglienza con personale
qualificato e quindi pagato più l'aiuto di volontarie che da decenni prima si occupavano all'interno dell'Opera Famiglia Materna
delle nostre ragazze madri o mamme in difficoltà con rispettivi bimbi, ora, in aggiunta, fanno da vice madre nei casi più disperati e disparati delle straniere.
Una mia considerazione: gli unici che durante la giornata sembravano integrarsi nel gruppo eterogeneo erano i bambini.
Seconda considerazione: dove troveranno mai alloggi così belli quando, finito il periodo di qualche anno considerato di emergenza, dovranno cercarsi da sole una soluzione?
Terza considerazione: le giovani famiglie complete di mamma, papà e bimbi, erano completamente assenti. Eppure ci sono ed erano state invitate. Sono forse gli uomini a rifiutare la compagnia di queste giovani non in "regola", anche loro discriminano?
Questa la mia recente esperienza.
Invece di parlarmi di extracomunitari, perchè non mi racconti per quale motivo il tuo orto a Foxi langue solitario?
Baci da noi tutti.
Stefania
=============================================
rispondo a Stefania
evviva i bambini che si integrano senza problemi. quanto all'assenza dei padri, non ne ho mai visti molti ai colloqui con gli insegnanti e forse i più presenti erano proprio gli stranieri, magari perchè le madri parlavano poco italiano, però c'erano.
sui lavori in pianura: certo se ci sono giustamente li prendono, però da alcuni anni, se cammini nelle montagne bergamasche incontri solo pastori extra-comunitari e al di là della poesia, quello del pastore è proprio un lavoro duro.
adesso poi che certi amici trentini, ci hanno anche mandato un so....................
ciao
Anna Brunialti
===============================================
Carissimi
Mi inondate di problemi extra-comunitari-plus-terruncielli
Non so più da che parte rigirarmi.
Se verranno a sapere che nel tri-dentino li trattano così bene gli afrikans invaderanno anche le valli oltre che la Padania.
Bisogna dirlo anche ai terruncielli che dormono all’umido !!!
Se c’è qualcuno che lavora come un negro sono …i boveri negri …e lo sappiamo. I disperati sono sempre quelli che sgobbano di più.
Pastori a parte, le strade, in pianura e in montagna, le asfaltano loro, gli afrikans.
Il problema è che il lavoro lo trovano al 90% in pianura.
Quando in Italia eravamo 30 milioni c’erano 6.000 residenti in Vallarsa che lavoravano come negri sui terrazzamenti.
Granoturco e vigna.
Adesso che siamo 60 milioni, in Vallarsa vivono in 1.200 e sono pensionati.
I terrazzamenti …prendono il sole.
Da parte mia, oltre a un terrunciello alto 2 metri, di nome Lucio, ho conosciuto diversi senegalesi.
Si è creata una colonia fuori dal super-markèt che frequento.
Stanno fuori dall’ingresso a vendere accendini e pistulad di svariato genere.
Io non compro niente ma offro loro sempre qualche moneta.
Loro stanno li qualche anno e poi cambiano. Spariscono e il posto lo prende un altro, sempre senegalese.
E con i senegalesi, man mano che arrivano, cerco di aumentare l’integrazione culturale italo-afrikans facendoli diventare interisti.
Al primo incontro li interrogo prima di dare loro la moneta.
Sei del Milan o dell’Inter ???
…a si, si, milan, inter, buono buono, tutti bello, … ha! ha! io mi piace !!!
…Tutti bello un’accidente !!!
… Mi devi dire quale preferisci, inter o milan ???
… a si si… milaninter, tanti gol, tanti tanti bello ….loro vincere..io sempre vedere !!!
….Preferisci il Milan ???
….si..aaa ??.. si.. milan bello, bello !!!
…..Allora niente Soldi !!!
….??????????...........
…..Dai, …dai prendi un euro, …ma se non tieni all’Inter niente soldi !!!
…..Bello inter, bello, bello …Ronaldo, Martins, Balottelli, bello bello inter !!!!
Poi a un ingresso dalla parte opposta del shopping center c’è il Negus.
Un vecchio negro ossuto che non va mai via. Avrà almeno 10 anni di anzianità di servizio.
Lui mette in terra un tappetino pieno di articoli vari, borselli, cappellini, portafogli, marsupio, pistulad del Giacomo, ecc.
Poi lui va dentro nel super-markèt e attraverso i vetri tiene d’occhio la sua vetrina.
Esce quando vede un potenziale cliente avvicinarsi tappeto volante dei pistulad.
Io ho comprato tante cosette da lui, tutte rigorosamente firmate da cinesi autentici.
Il Negus fa parte integrante del super-markèt.
Penso che alla fine gli daranno la pensione.
Un giorno c’era in zona una squadra di vigili urbani, alteri, capitanati con il giusto sussiego da un Ufficiale in uniforme..
Ho visto che la squadra ha fatto sgombrare il Negus, insieme al suo tappetino.
Ero preoccupato per lui.
Il giorno dopo l’ho trovato ancora li, col suo negozio da marciapiede, e mi sono sentito meglio.
Ho allora interrogato il Negus.
Ma ieri cosa è successo ??? Ti hanno sequestrato la roba ???
No no !!! Niente niente. Tutti bene, tutti bene !!!
E’ chiaro.
Una squadra di Vigili Urbani con un Comandante in uniforme non può tollerare il commercio illecito !!!
Ognuno si guadagna lo stipendio a modo suo,
vigili urbani,
ufficiali in uniforme
e regnanti africani.
Meglio di così !!!
Muchissimo besitos a todo el mundo !!!
Franciscofranco
sabato, maggio 30, 2009
sabato, maggio 16, 2009
La Ghisolfa
Ci sarebbero tante altre cose su cui discutere, ma non sempre se ne ha voglia.
Una cosettina leggera (per chi scrive) mi è rimasta sul gozzo qualche settimana fa. Roba da poco.
Ci sono dei nomadi che, cacciati via da qualche altra parte, sono andati a vivere in un ritaglio di terra a fianco del Ponte della Ghisolfa, a Villapizzone, dalla parte opposta alla Bovisa, mia amata patria.
In mezzo ci sono le rotaie dello Scalo Farini.
Ne parla il Corriere.
Il problema non è “di che cosa camperanno i nomadi/stanziali ?”
No !!!!!
Il problema è che fanno sfigurare il panorama, notoriamente zona turistica.
Parte una squadra di vigili urbani e li fa scappare.
Dopo un po’ di giorni altro articolo sul Corriere.
I nomadi scappati hanno attraversato il Ponte della Ghisolfa e si sono accasati di la dalle rotaie, alla Bovisa, in un grande edificio abbandonato dalle Poste Italiane, sempre a lato del ponte, in piazzale Lugano.
Il problema si ripete. I fuggiaschi da Villapizzone rovinano il panorama della Bovisa, altra zona paesaggistica.
Tanto più che abitano in uno spettrale squallido residuo di edificio moderno, annerito dai tubi di scappamento, che se Picasso fosse al mondo ne farebbe un quadro famoso da esporre nella sezione “Horror” del Louvre.
Bisogna cacciarli via, i nomado/stanziali.
Sono brutti da vedere. Stanno troppo male.
Nessuno invece accenna al fatto che si dovrebbe anche bombardare l’ex casermone/horror delle Poste Italiane,
per umanizzare un poco il look della Bovisa.
Ci sarebbero molte altre cose da dire sui nomadi ma bisognerebbe scrivere un libro.
Leggo in questi giorni che hanno “scoperto” intorno a Milano un centinaio di villette abusive costruite dai nomadi.
Bè, dico io, è una medaglia che ha il suo rovescio.
Se è male che si facciano case abusive è invece bene che gli zingari diventino stanziali.
Vuol dire che si integrano, vanno a lavorare, ed i loro figli vanno a scuola invece che a questuare.
Bisognerebbe trovare la chiave di volta per renderli tutti stanziali, ma se qualcuno mette il naso in quell’argomento si scotta.
Finisce nella lista degli xenofobi.
Quelli che invece non si sono ancora integrati nella cultura milanese sono i giovani cronisti del Corriere.
Questi neolaureati in Scienze della Comunicazione (penso io) saranno dei giovani “terruncielli” che non parlano più l’abbatantuonese come qualche generazione fa.
No, loro parlano e scrivono in un italiano forbito, televisivo, impeccabile, ma non hanno studiato la toponomastica storica di Milano, della quale peraltro scrivono.
Il Ponte della Ghisolfa è il nome che ho usato io in questo scritto, ma non loro.
Per loro quello è il Cavalcavia Bacula, come da cartelli stradali, piantine topografiche e navigatori satellitari.
Il Ponte della Ghisolfa è una delle icone di Milano, ma loro non lo sanno.
Forse ci vuole un Master !!!
Il nome Ponte della Ghisolfa non risulta sulle carte ma neanche i nomi dei quartieri di Milano risultano,
però vengono sempre nominati nelle cronache: Bovisa, Affori, Giambellino, Barona, ecc.
In letteratura
Il Ponte della Ghisolfa è il titolo di un famoso romanzo di Giovanni Testori.
Da questo scritto Luchino Visconti ha poi tratto un film: Rocco e i suoi Fratelli.
Vedere allegato Il Ponte della Ghisolfa.
Potrebbe bastare, ma c’è di più, molto di più !!!
il ponte della Ghisolfa era la pista dei fiulot de via Cantoni al numer vot.
Vedere allegati Carelot e Quand serum fiulot
Volevo mandare una protesta al Corriere ma poi è andata in cavalleria.
Ma possibile che in via Solferino non conoscono l’equivalenza Bacula = Ponte della Ghisolfa ?
Dormono e nessuno dice niente ?
E il Consiglio di Zona, votato dai milanesi e occupato dalla nomenclatura politica ?
E i Vigili Urbani ? E il Prevosto della Bovisa ?
Mi darò da fare perché venga data la qualifica di Patrimonio dell’Umanità al Ponte della Ghisolfa
Vostro fedelissimo
Franciscofranco
mercoledì, maggio 06, 2009
MARCHIONNE SERGIO
Sono totalmente affascinato da Sergio Marchionne.
Puo darsi che la mia immaginazione lo veda fuori dalla realtà. Un ragazzo italiano che cresce e studia in Canada.
Diventa avvocato prima e commercialista poi. Gli danno posti di prestigio in USA e in Europa in ambienti finanziari di alto livello.
Umberto Agnelli gli affida la FIAT, messa male, e lui in pochi anni la raddrizza. E’ una fabbrica, non una banca.
Adesso va a caccia di costruttori auto americani in odore di bancarotta. Cosa avrà lui da offrire che gli altri costruttori non hanno???
Anche Barak Obama è affascinato da Marchionne.
Ma la FIAT adesso è così brava ???
Ma è anche piena di debiti!!!
Penso che la possiedano più che altro le Banche.
Alle spalle di Barak Obama ci sono squadroni di consiglieri. Con lui c’è poco da bluffare, incantare serpenti.
Arrivo alle mie interpretazioni e conclusioni.
Sergio Marchionne è un uomo che ha dedicato la sua vita totalmente al lavoro.
Ha immolato corpo e anima al lavoro, alle sue doti personali. Ci ha creduto ciecamente.
Questo però non poteva bastare. Sono essenziali in aggiunta capacità intellettuali e umane:
- una visione lungimirante
- la capacità di scegliere i collaboratori (talent scout) e di motivarli.
Gli hanno affidato una FIAT dormiente, figlia di un ambiente tardo-monopolistico,
probabilmente ammalata di supponenza. Che Marchionne la tirasse fuori dall’inerzia.
Credo che il punto di svolta, dove Marchionne ha puntato e vinto, sia il centro ricerche della FIAT, che è andato a caccia del futuro dell’auto, attirando le attenzioni degli americani.
Americani dormienti per ragioni di opulenza: la benzina costa troppo poco in USA. Non c’è lo stimolo a scervellarsi.
I clienti comprano le auto comunque, anche se sono di 4700 (quattromilasettecento) centimetri cubi di cilindrata, come è capitato a me nel 1976, senza peraltro poterne conoscerne la cilindrata.
Dall’indagine che ho dovuto fare per venirne a capo è diventato chiaro che nessun venditore esibiva la cilindrata e nessun cliente la chiedeva.
Però, se battere gli americani su quel piano era troppo facile, battere gli europei, anch’essi in lizza, non poteva esserlo.
E qui arriviamo al dunque.
Io non sono in grado di comparare le ricerche FIAT a quelle degli altri prestigiosi costruttori.
Se però il binomio FIAT-Marchionne è vincente c’è poco da discutere. Ha potuto convincere gli americani che lui è sulla strada del futuro.
Da una conferenza a cui ho assistito ho potuto constatare che FIAT ha dedicato grandi sforzi a studiare il futuro dell’auto, dal breve-medio termine (vent’anni) al lungo termine (quarant’anni).
I termini del discorso sono estremamente complessi, e tutte le strade (che si intrecciano) vengono esplorate in attesa che si arrivi a delle scelte..
Gli studi tengono conto, da un lato dei grandi ostacoli:
- esaurimento del petrolio,
- problema ecologico (CO2 nell’atmosfera) specie con l’entrata nel mercato di qualche miliardo di nuovi utenti del terzo mondo. (in Cina oggi c’è un’auto ogni mille persone )
Da un altro lato le possibili soluzioni relative al tipo di energia da usare a bordo macchina, con tutte le possibili implicazioni nel reperimento, produzione, costi economici ed ecologici del combustibile:
- Gas,
- Biocombustibili,
- Idrogeno,
- Energia elettrica.
Tutti queste forme di energia sono in esplorazione per utilizzo in modo individuale o in combinazione ibrida tra loro.
Prospettive ancora tutte aperte.
Le probabili motorizzazioni di breve-medio termine sono con propulsori ibridi aperti a tutte le miscelazioni (tipi e percentuali di carburante) Presto saranno a due motori, uno a combustione e l’altro elettrico a recupero dell’energia di frenata.
Il futuro a lungo termine appare essere (per il momento) una scelta tra veicolo elettrico oppure a combustione di idrogeno.
La scelta (oppure le scelte) del tipo di energia, porterà alla realizzazione della rete stradale di rifornimento.
Realizzazione quanto mai impegnativa in investimenti e tempi di implementazione.
Se uno segue sui giornali l’avventura di Marchionne sente parlare solo di debiti, prestiti, banche sindacati, governi.
Di prospettive future dell’auto nessuno parla.
Gli editorialisti che approfondiscono gli argomenti sono illeggibili.
Parlano un linguaggio riservato agli addetti ai lavori dell’economia, come minimo bocconiani.
Tecnologia e aspetti dell’auto futura non trovano spazio.
Nessuno menziona il fatto che Marchionne è in fuga, e nessuno dice tanto meno il perché.
Come ha fatto Marchionne ad andare in fuga ???
I sindacati parlano di difesa dei posti di lavoro e basta.
I posti di oggi, che se non cambi strada domani non ci sono più. Squallidi burocrati suicidi.
I politici parlano di non si sà che cosa. Pensano ai voti che non vogliono perdere, oggi.
…Del doman non v’è certezza….
Franciscofranco
Puo darsi che la mia immaginazione lo veda fuori dalla realtà. Un ragazzo italiano che cresce e studia in Canada.
Diventa avvocato prima e commercialista poi. Gli danno posti di prestigio in USA e in Europa in ambienti finanziari di alto livello.
Umberto Agnelli gli affida la FIAT, messa male, e lui in pochi anni la raddrizza. E’ una fabbrica, non una banca.
Adesso va a caccia di costruttori auto americani in odore di bancarotta. Cosa avrà lui da offrire che gli altri costruttori non hanno???
Anche Barak Obama è affascinato da Marchionne.
Ma la FIAT adesso è così brava ???
Ma è anche piena di debiti!!!
Penso che la possiedano più che altro le Banche.
Alle spalle di Barak Obama ci sono squadroni di consiglieri. Con lui c’è poco da bluffare, incantare serpenti.
Arrivo alle mie interpretazioni e conclusioni.
Sergio Marchionne è un uomo che ha dedicato la sua vita totalmente al lavoro.
Ha immolato corpo e anima al lavoro, alle sue doti personali. Ci ha creduto ciecamente.
Questo però non poteva bastare. Sono essenziali in aggiunta capacità intellettuali e umane:
- una visione lungimirante
- la capacità di scegliere i collaboratori (talent scout) e di motivarli.
Gli hanno affidato una FIAT dormiente, figlia di un ambiente tardo-monopolistico,
probabilmente ammalata di supponenza. Che Marchionne la tirasse fuori dall’inerzia.
Credo che il punto di svolta, dove Marchionne ha puntato e vinto, sia il centro ricerche della FIAT, che è andato a caccia del futuro dell’auto, attirando le attenzioni degli americani.
Americani dormienti per ragioni di opulenza: la benzina costa troppo poco in USA. Non c’è lo stimolo a scervellarsi.
I clienti comprano le auto comunque, anche se sono di 4700 (quattromilasettecento) centimetri cubi di cilindrata, come è capitato a me nel 1976, senza peraltro poterne conoscerne la cilindrata.
Dall’indagine che ho dovuto fare per venirne a capo è diventato chiaro che nessun venditore esibiva la cilindrata e nessun cliente la chiedeva.
Però, se battere gli americani su quel piano era troppo facile, battere gli europei, anch’essi in lizza, non poteva esserlo.
E qui arriviamo al dunque.
Io non sono in grado di comparare le ricerche FIAT a quelle degli altri prestigiosi costruttori.
Se però il binomio FIAT-Marchionne è vincente c’è poco da discutere. Ha potuto convincere gli americani che lui è sulla strada del futuro.
Da una conferenza a cui ho assistito ho potuto constatare che FIAT ha dedicato grandi sforzi a studiare il futuro dell’auto, dal breve-medio termine (vent’anni) al lungo termine (quarant’anni).
I termini del discorso sono estremamente complessi, e tutte le strade (che si intrecciano) vengono esplorate in attesa che si arrivi a delle scelte..
Gli studi tengono conto, da un lato dei grandi ostacoli:
- esaurimento del petrolio,
- problema ecologico (CO2 nell’atmosfera) specie con l’entrata nel mercato di qualche miliardo di nuovi utenti del terzo mondo. (in Cina oggi c’è un’auto ogni mille persone )
Da un altro lato le possibili soluzioni relative al tipo di energia da usare a bordo macchina, con tutte le possibili implicazioni nel reperimento, produzione, costi economici ed ecologici del combustibile:
- Gas,
- Biocombustibili,
- Idrogeno,
- Energia elettrica.
Tutti queste forme di energia sono in esplorazione per utilizzo in modo individuale o in combinazione ibrida tra loro.
Prospettive ancora tutte aperte.
Le probabili motorizzazioni di breve-medio termine sono con propulsori ibridi aperti a tutte le miscelazioni (tipi e percentuali di carburante) Presto saranno a due motori, uno a combustione e l’altro elettrico a recupero dell’energia di frenata.
Il futuro a lungo termine appare essere (per il momento) una scelta tra veicolo elettrico oppure a combustione di idrogeno.
La scelta (oppure le scelte) del tipo di energia, porterà alla realizzazione della rete stradale di rifornimento.
Realizzazione quanto mai impegnativa in investimenti e tempi di implementazione.
Se uno segue sui giornali l’avventura di Marchionne sente parlare solo di debiti, prestiti, banche sindacati, governi.
Di prospettive future dell’auto nessuno parla.
Gli editorialisti che approfondiscono gli argomenti sono illeggibili.
Parlano un linguaggio riservato agli addetti ai lavori dell’economia, come minimo bocconiani.
Tecnologia e aspetti dell’auto futura non trovano spazio.
Nessuno menziona il fatto che Marchionne è in fuga, e nessuno dice tanto meno il perché.
Come ha fatto Marchionne ad andare in fuga ???
I sindacati parlano di difesa dei posti di lavoro e basta.
I posti di oggi, che se non cambi strada domani non ci sono più. Squallidi burocrati suicidi.
I politici parlano di non si sà che cosa. Pensano ai voti che non vogliono perdere, oggi.
…Del doman non v’è certezza….
Franciscofranco
domenica, aprile 26, 2009
L'abitabilità
Il terremoto all’Aquila ha messo in movimento trasmissioni TV che rischiano di superare Il Grande Fratello.
A parte le case di sassi, che erano ovviamente destinate al crollo, quello che fa discutere sono quelle in cemento armato, crollate.
Allora io ho fatto una serie di riflessioni.
La mia casa è in cemento armato.
Chissà se i progettisti l’hanno disegnata e calcolata bene ?
Chissà se le pubbliche Autorità hanno controllato il progetto ?
Chissà se i muratori l’hanno fatta in base al progetto ?
Chissà se le pubbliche Autorità hanno controllato l’aderenza dell’esecuzione al progetto ?
Chissà se i materiali usati sono quelli previsti dalle norme ?
Chissà se le pubbliche Autorità hanno controllato la qualità dei materiali ?
Mi è venuto in mente che le case vengono dichiarate abitabili dalle Pubbliche Autorità.
Adesso all’Aquila si parla soprattutto di case agibili.
Non me ne intendo ma penso che agibili significhi che si può entrare senza il pericolo di crolli.
Abitabili è qualcosa di più. Vuol dire che c’è acqua, luce, cucine, bagni, antincendio etc. funzionanti.
Allora ho pensato al documento di Abitabilità che il Comune rilascia alle nuove abitazioni.
E’ la garanzia che tutto è a posto. Garanzia firmata dal Sindaco e dall’Assessore preposto.
Mi sono ricordato che il documento di Abitabilità l’ho avuto molti anni dopo che abitavo in Via Fieramosca, a Cinisello.
E l’ho avuto perché un amico condomino, più informato e ficcanaso di mè, disse che era meglio averlo perché nel caso di vendita dell’appartamento il Notaio lo avrebbe richiesto.
Così qualcuno andò in Comune e lo fece fare per tutti. E fu una buona cosa. E fu sera e fu mattina. Adesso l’ho allegato al Rogito e non lo mollo.
E, nell’occasione, sono anche andato a rileggerlo. E’ riassunto nell’allegato al presente messaggio.
Richiamo brevemente il contenuto, dato che i miei lettori sono sempre di premura:
-Appena terminata la costruzione siamo entrati, ed era l’estate 1971
-Il controllo dei cementi armati risulta del 1972
-Il Tecnico Comunale lo ha visitato nel 1974
-L’ufficiale Sanitario nel 1975
-La Prevenzione Incendi (udite, udite!) nel 1988 (dopo 17 anni !!!)
-Il documento è stato, su nostra richiesta, a noi rilasciato per gentile concessione nel 1989, con tanto di firma del Sindaco e dell’Assessore.
Insomma le firme è sempre meglio metterle più tardi che si può.
Qualunque sciagura succeda si può litigare meglio sul “di chi è la colpa”
In un posto serio (fuori dall’Italia !) a costruzione avvenuta ci sarebbe stato un cartello ammonitore sull’ingresso ad avvisare che l’edificio non era ancora riconosciuto come abitabile, ed era vietato abitarlo. Per ulteriori informazioni rivolgersi all’ufficio tale, telefonando al numero xywz……
E dopo un certo tempo, misurabile in settimane, un altro cartello avrebbe dato il nulla osta abitazione.
Il Comune di Cinisello mi ha protetto dalle radiazioni nucleari, dichiarando Cinsello Comune Denuclearizzato con dei cartelli orgogliosamente esposti sulle vie d’accesso.
Certo, è meglio proteggere i cittadini da una bomba atomica piuttosto che dal crollo di un soffitto, anche se alla vittima nunglienepòfregàddemeno. Così dicheno i rromani.
Poi, altra curiosità piccante, venni a conoscenza anni fa, che un edificio pubblico dalle mie parti, frequentato sistematicamente da centinaia di persone, è sprovvisto della licenza di abitabilità.
Questo dopo plurimi decenni dalla costruzione e dall’uso immediato che se ne è fatto.
Dovrò interpellare ancora l’amico delatore per fare il punto della situazione.
Ovviamente, in caso malaugurato di sciagura, verrebbe sicuramente incriminato l’innocente capro espiatorio di turno.
Per concludere, vorrei rendere omaggio a quei coraggiosi poetici cittadini che sono andati a costruirsi la casa sulle pendici del Vesuvio, insieme ad una lode per gli amministratori locali che non li hanno visti, attratti dalla incantevole visione del golfo che sta dalla parte opposta.
Se il Vesuvio cominciasse a rilasciare qualche flatulenza, allora c’è da aspettarsi che i villeggianti locali, per essere tratti in salvo, chiamino Bertolaso a camminare sulla lava, come Nostro Signore sulle acque, portando anche speciali ombrelli antipiretici contro la pioggia di lapilli.
E gli eventuali ritardi nei soccorsi verrebbero aspramente deplorati, stigmatizzati con indignazione, dai commentatori televisivi, tra gli applausi scroscianti del selezionato pubblico presente.
Conclusioni
I documenti previsti dalla legge a garanzia dei cittadini sono da tutti gli italiani, ma proprio tutti nèèèè, considerati scartoffie noiose, materia di lavoro per i burocrati, inutile polverosa carta volta a pagare lo stipendio dei pubblici dipendenti. Oggetti sui quali non perdere tempo.
Però, quando succede qualcosa, allora bisogna sapere chi ha imbrogliato. Tutti puntano l’indice e vogliono sapere.
Io propongo allora che i 60 (sessanta) milioni di italiani (compreso io) facciano un corteo stradale con bandiere, cartelloni e carri allegorici per
protestare contro se stessi.
Rompendo i coglioni si, ma non le vetrine.
Franciscofranco
=========================================================================
Certificato della mia abitazione dove sono entrato nell’estate 1971
ABITABILITA’ EDIFICI
Il Sindaco
Visto il sopralluogo del Tecnico Comunale in data 22-10-1974
Visto il sopralluogo dell’Ufficiale Sanitario in data 28-3-1975
Visto il collaudo dei C.A.(cementi armati) 18-3-1972 Prefettura di Milano
Visto il certificato della prevenzione incendi del 30-9-1988
Vista la denuncia in Catasto bla, bla, bla,…..1972
Visto il Regolamento Comunale d’Igiene
Vista la ricevuta della Tassa Governativa bla, bla, bla, del 25-9-1974
A U T O R I Z Z A
L’abitabilità del fabbricato sopra descritto a tutti gli effetti di legge.
Addì, 27 luglio 1989
L’Assessore all’Urbanistica
Edilizia Privata
Edilizia Economica Popolare … firma
Il Sindaco………………………....firma
A parte le case di sassi, che erano ovviamente destinate al crollo, quello che fa discutere sono quelle in cemento armato, crollate.
Allora io ho fatto una serie di riflessioni.
La mia casa è in cemento armato.
Chissà se i progettisti l’hanno disegnata e calcolata bene ?
Chissà se le pubbliche Autorità hanno controllato il progetto ?
Chissà se i muratori l’hanno fatta in base al progetto ?
Chissà se le pubbliche Autorità hanno controllato l’aderenza dell’esecuzione al progetto ?
Chissà se i materiali usati sono quelli previsti dalle norme ?
Chissà se le pubbliche Autorità hanno controllato la qualità dei materiali ?
Mi è venuto in mente che le case vengono dichiarate abitabili dalle Pubbliche Autorità.
Adesso all’Aquila si parla soprattutto di case agibili.
Non me ne intendo ma penso che agibili significhi che si può entrare senza il pericolo di crolli.
Abitabili è qualcosa di più. Vuol dire che c’è acqua, luce, cucine, bagni, antincendio etc. funzionanti.
Allora ho pensato al documento di Abitabilità che il Comune rilascia alle nuove abitazioni.
E’ la garanzia che tutto è a posto. Garanzia firmata dal Sindaco e dall’Assessore preposto.
Mi sono ricordato che il documento di Abitabilità l’ho avuto molti anni dopo che abitavo in Via Fieramosca, a Cinisello.
E l’ho avuto perché un amico condomino, più informato e ficcanaso di mè, disse che era meglio averlo perché nel caso di vendita dell’appartamento il Notaio lo avrebbe richiesto.
Così qualcuno andò in Comune e lo fece fare per tutti. E fu una buona cosa. E fu sera e fu mattina. Adesso l’ho allegato al Rogito e non lo mollo.
E, nell’occasione, sono anche andato a rileggerlo. E’ riassunto nell’allegato al presente messaggio.
Richiamo brevemente il contenuto, dato che i miei lettori sono sempre di premura:
-Appena terminata la costruzione siamo entrati, ed era l’estate 1971
-Il controllo dei cementi armati risulta del 1972
-Il Tecnico Comunale lo ha visitato nel 1974
-L’ufficiale Sanitario nel 1975
-La Prevenzione Incendi (udite, udite!) nel 1988 (dopo 17 anni !!!)
-Il documento è stato, su nostra richiesta, a noi rilasciato per gentile concessione nel 1989, con tanto di firma del Sindaco e dell’Assessore.
Insomma le firme è sempre meglio metterle più tardi che si può.
Qualunque sciagura succeda si può litigare meglio sul “di chi è la colpa”
In un posto serio (fuori dall’Italia !) a costruzione avvenuta ci sarebbe stato un cartello ammonitore sull’ingresso ad avvisare che l’edificio non era ancora riconosciuto come abitabile, ed era vietato abitarlo. Per ulteriori informazioni rivolgersi all’ufficio tale, telefonando al numero xywz……
E dopo un certo tempo, misurabile in settimane, un altro cartello avrebbe dato il nulla osta abitazione.
Il Comune di Cinisello mi ha protetto dalle radiazioni nucleari, dichiarando Cinsello Comune Denuclearizzato con dei cartelli orgogliosamente esposti sulle vie d’accesso.
Certo, è meglio proteggere i cittadini da una bomba atomica piuttosto che dal crollo di un soffitto, anche se alla vittima nunglienepòfregàddemeno. Così dicheno i rromani.
Poi, altra curiosità piccante, venni a conoscenza anni fa, che un edificio pubblico dalle mie parti, frequentato sistematicamente da centinaia di persone, è sprovvisto della licenza di abitabilità.
Questo dopo plurimi decenni dalla costruzione e dall’uso immediato che se ne è fatto.
Dovrò interpellare ancora l’amico delatore per fare il punto della situazione.
Ovviamente, in caso malaugurato di sciagura, verrebbe sicuramente incriminato l’innocente capro espiatorio di turno.
Per concludere, vorrei rendere omaggio a quei coraggiosi poetici cittadini che sono andati a costruirsi la casa sulle pendici del Vesuvio, insieme ad una lode per gli amministratori locali che non li hanno visti, attratti dalla incantevole visione del golfo che sta dalla parte opposta.
Se il Vesuvio cominciasse a rilasciare qualche flatulenza, allora c’è da aspettarsi che i villeggianti locali, per essere tratti in salvo, chiamino Bertolaso a camminare sulla lava, come Nostro Signore sulle acque, portando anche speciali ombrelli antipiretici contro la pioggia di lapilli.
E gli eventuali ritardi nei soccorsi verrebbero aspramente deplorati, stigmatizzati con indignazione, dai commentatori televisivi, tra gli applausi scroscianti del selezionato pubblico presente.
Conclusioni
I documenti previsti dalla legge a garanzia dei cittadini sono da tutti gli italiani, ma proprio tutti nèèèè, considerati scartoffie noiose, materia di lavoro per i burocrati, inutile polverosa carta volta a pagare lo stipendio dei pubblici dipendenti. Oggetti sui quali non perdere tempo.
Però, quando succede qualcosa, allora bisogna sapere chi ha imbrogliato. Tutti puntano l’indice e vogliono sapere.
Io propongo allora che i 60 (sessanta) milioni di italiani (compreso io) facciano un corteo stradale con bandiere, cartelloni e carri allegorici per
protestare contro se stessi.
Rompendo i coglioni si, ma non le vetrine.
Franciscofranco
=========================================================================
Certificato della mia abitazione dove sono entrato nell’estate 1971
ABITABILITA’ EDIFICI
Il Sindaco
Visto il sopralluogo del Tecnico Comunale in data 22-10-1974
Visto il sopralluogo dell’Ufficiale Sanitario in data 28-3-1975
Visto il collaudo dei C.A.(cementi armati) 18-3-1972 Prefettura di Milano
Visto il certificato della prevenzione incendi del 30-9-1988
Vista la denuncia in Catasto bla, bla, bla,…..1972
Visto il Regolamento Comunale d’Igiene
Vista la ricevuta della Tassa Governativa bla, bla, bla, del 25-9-1974
A U T O R I Z Z A
L’abitabilità del fabbricato sopra descritto a tutti gli effetti di legge.
Addì, 27 luglio 1989
L’Assessore all’Urbanistica
Edilizia Privata
Edilizia Economica Popolare … firma
Il Sindaco………………………....firma
mercoledì, aprile 01, 2009
NUCLEARE ???
Ho potuto approfondire ulteriormente la questione del nucleare per l’Italia, attraverso una serie di articoli pubblicati dalla rivista mensile di ALDAI, a cura del medesimo gruppo di lavoro di cui ho scritto di recente.
Chi è interessato può trovare una sintesi della situazione italiana qui nel seguito.
Vorrei solo chiarire un aspetto importante per la diatriba tra
termoelettrico+nucleare ed eolico+fotovoltaico.
La rete di produzione dell’energia elettrica richiede una garanzia di funzionamento continuo che può essere assicurata solo dai sistemi termoelettrico e nucleare (sistema tradizionale)
I sistemi eolico e fotovoltaico possono solo far risparmiare nel consumo energetico, ma non possono ridurre la potenza installata dell’insieme tradizionale termoelettrico/nucleare a garanzia della continuità.
Si possono installare pale eoliche e pannelli solari a volontà, ed è una buona cosa, ma il sistema tradizionale deve avere comunque la potenza necessaria a fornire autonomamente tutta l’energia richiesta dalla nazione, in qualunque giorno, ora e condizione climatica.
che invece di spendere i soldi per il solare e l’eolico fa fare affari a Sarkozy con il nucleare.
Riassunto da articoli della rivista mensile di ALDAI
Situazione italiana nel 2006
87 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi consumati
88 miliardi di metri cubi di gas naturale consumati
25 milioni di tonnellate di carbone consumati
340 miliardi di KWh (2007) consumati in energia elettrica
Rilascio totale annuo nell’atmosfera di circa 450 milioni di tonnellate di CO2
Consumo annuo previsto di 440 miliardi di KWh
100 miliardi in più degli attuali 340
Ridurre del 20% annuo le emissioni di CO2
Per l’Itala significa 280 miliardi KWh annue di energia elettrica pulita
da produrre mediante nucleare+eolico+fotovoltaico.
Il programma italiano attualmente considerato
è basato su 4 centrali nucleari (ipotesi in attesa di nuove leggi)
Potenza installata per ogni centrale 3,2 milioni di KWh
Per una produzione annua di 84 miliardi di KWh
Si aggiungono 9 miliardi di KWh annui mediante 2.000 torri eoliche
e 7 miliardi di KWh annui mediante 50 kmq di celle fotovoltaiche.
Per un totale di 84+9+7=100 miliardi di KWh annui.
e raggiunge solo il 36% degli obiettivi italiani (280 miliardi di KWh annui)
Questo da un’idea del ritardo accumulato dall’Italia con il rifiuto del nucleare, ritardo praticamente incolmabile.
In futuro (lontano 50 anni ?) si spera di realizzare reattori a fusione che useranno come combustibile l’idrogeno, risorsa infinita.
Le 4 centrali annunciate da Berlusconi sono di “terza generazione” che è la più recente di quelle attualmente in costruzione nel mondo. La Francia ne sta costruendo altre 7 (sette)
Le centrali attuali sono progettate su principi che rendono intrinsecamente impossibile l’esplosione.
Sono una fonte ulteriore di energia. Quello che rimane viene rinchiuso in blocchi di vetro fuso ed ulteriormente rinchiuso in contenitori di acciaio e cemento armato. Le scorte italiane attuali, residui degli smantellamenti, vengono mandate in Francia (pagando) dove vengono riutilizzate.
di PAGANI PIETRO
Dear Frank ,
mi scuso per il lungo silenzio dovuto sopratutto alla mia pigrizia ,ma se mi sfrugugli sul nucleare non posso starmene zitto.Ti premetto che spesso non sono d'accordo su tante questioni politiche da te poste e anche su qualche questione etica in cui peraltro rispetto le opinioni di tutti che leggo sempre con interesse.
Io mi definisco un laico trasversale con un amore viscerale per l'ambiente e per tutte le creature viventi .
Considero l'"effetto serra " il principale problema del pianeta e .proprio per questo sono favorevole al Nucleare e mi indispongo di fronte alle mistificazioni che vengono fatte su Chernobyl ,alle bieche speculazioni sulle malattie indotte (le ultime domenica scorsa su Report che di solito mi piace se non parla di nucleare) eccetera.
Mi sembra anche strano il fatto che in paesi ad altissima vocazione per l'ambiente e per l'ecologia in generale come la Svezia e la Svizzera la meta' della energia elettrica generata sia nucleare , con relativo interramento delle scorie nelle miniere saline (Svezia) o nelle alpi (Svizzera) senza alcun problema per le popolazioni ( forse è aumentato il diametro dei fori nel Gruviera ?)
Nessuno dei due paesi inoltre brilla per l'utilizzo di "fonti rinnovabili" tranne l'idroelettrico che in Svizzera è l'altra meta' della produzione elettrica (il termoelettrico tradizionale non esiste ).Mai visti impianti eolici o pannelli FV .,almeno fino ad alcuni anni fa.Qualcuno ne ha visti recentemente?
Quindi condivido pienamente il tuo punto di vista sul nucleare anche se ti devo confessare che mi disturba un po' che questa sia anche la posizione di Berlusconi.
A rinforzare il concetto mi permetto peraltrodi riassumere alcuni punti sulle cosiddette fonti rinnovabili , cose che di solito non vengono dette ma che potrebbero integrarsi nella tua argomentazione.
1)Fonti rinnovabili combustibili (biomasse,biodiesel ,mais etanolo ...ecc)
Premesso che tutto ciò che brucia ,sia esso carbone ( piu' o meno "pulito") o metano , petrolio ,carta,legna ,bitume ,...cognac ...genera CO2 ,
l'obiettivo è di ridurre la CO2 , causa determinante dell'effetto serra.
Magari ,per compensare un po' , non sarebbe male aumentare anche l'ossigeno nell'aria estendendo le foreste.
Tagliare piante per bruciarne la legna o farne dei pellets da ardere (combustibile "ecologico" ) o trasformare distese boschive in campi di barbabietole per fare Bioetanolo o altri combustibili che ,oltretutto ,continuano a generare CO2 , mi sembra un crimine contro l'umanità.
Appare strano come questo dubbio non venga a molti circoli ambientalisti che al contrario sembrano gongolare alla vista di scene raccapriccianti che mostrano l'abbattimento di piante d'alto fusto subito trasformate in graziosi cilindretti di legno da mettere nella stufa.
Mi sta ancora bene bruciare monnezza (un po' d i CO2 in cambio delle discariche è sempre accettabile) ma il resto no.
2)Fonti rinnovabili non combustibili. (Idro , sole, eolico)Queste , secondo me sono le vere fonti rinnovabili. e, oltre al nucleare, le uniche esenti da CO2.("decarbonizzate")
Tralascio l'Idroelettrico ben noto a tutti che , con i volumi di potenza richiesti è l'unica fonte decarbonizzata veramente alternativa al nucleare.
Gli altri due sono molto meno significativi in particolare il FV che è praticamente trascurabile per i seguenti motivi .
2.1) Pannello fotovoltaico.
2.1.1 Potenza erogata lorda di picco:circa 80w/m2 durante le ore di punta estiva (11,30 -14,30) ,30-40 w /m2 nelle restanti ore di luce. Opera in corrente continua di basso voltaggio.
La conversione in ca e trasformazione a 220 V (Inverter +trasf.) , a parte l'incidenza del costo, porta la potenza netta a circa 50w/m2.La potenza di picco (3kw) richiesta da una abitazione (2 lavatrici) richiederebbe circa 60 mq.(per 3 ore).Nelle rimanenti 21 ore della giornata uno cosa fa?.Si attacca alla rete Enel. Sperando che non caschi un traliccio svizzero.
2.2.2.Ci si puo' divertire a calcolare il caso di completa autosufficienza per 24 ore usando solo i pannelli FV , batterie e inverter, con 3kw disponibili sempre.Ci sono varie opzioni a seconda dei consumi previsti.In un caso mediamente ragionevole viene fuori che per alimentare la Lombardia occorrerebbe tappezzare di silicio , batterie e inverter , l' intera pianura Padana dal Monviso a Trieste.(campi ,città , laghi e fiumi compresi)
2.2.3.Costo .Su questo argomento girano delle palle colossali.
L'anno scorso,col petrolio a130 $/b il costo "mele con mele" del Kwh FV era dato a 10 volte il Kwh Enel (che casualmente brucia petrolio o metano per fare elettricità).Per cui il costo dei pannelli ,una volta ammortizzato,dopo 20 anni di vita, veniva equiparato al Kwh Enel.Non viene mai considerato il costo delle accise e tasse della bolletta Enel e ,dall'altra parte i contributi regionali , provinciali e comunali elargiti all'aquirente e pagati dal contribuente .Quindi il confronto è "mele con angurie"
Quest'anno l'Enel (che culo che abbiamo!) brucia petrolio che costa un terzo . (P.S. chissà se l'Enel ridurrà le tariffe..oltre il 2%.. ma questa è un'altra storia)
Comunque il rapporto di costo FV/Enel è sempre lo stesso.Si vede che il silicio contiene petrolio.
2.2.4.ambiente
A proposito di Silicio .Il pannello FV, trascorsi i 20 anni di vita utile ,dove va a finire? In Campania?
Non è biodegradabile nè combustibile .Che ne sappia io non è neanche riciclabile se non in minima parte. Non sono mai riuscito a sapere la verità. Qualcuno ne sa qualcosa?Poi nella tecnologia del film sottile c'è ancora l'Arseniuro di Gallio?
Cosa succederà alle povere falde aquifere della Campania quando arriveranno miliardi di metri quadri di silicio all'arsenico.Chissà se Pecoraro Scanio lo sa.
2.2.5 Diffusione e incidenza % sulla produzione di energia elettrica.
Il 50% della produzione mondiale di pannelli FV viene dalla Germania leader mondiale di questo prodotto dove peraltro è installato circa il 60% dell'intero parco mondiale esistente.La produzione di Energia elettrica FV tedesca era ,nel 2007 di circa il 5% del totale .Si ritiene che il totale, nel mondo, di questo tipo di energia, sia inferiore all'1% .L'Italia è al 4^ posto in Europa. e al 6^ nel mondo.
2.2Eolico
2.2.1.Potenza erogata netta (60Mw-200Mw).c.aEccellente generatore (corrente alternata). in tutto paragonabile all'idroelettrico anche se meno potente,ma molto meno ingombrante e costoso.
Difetti :
2.2.2 Il vento non è prevedibile .Può mancare per molti giorni o può esserci quando non serve e l'energia elettrica non è accumulabile.
Per quanto sopra è sempre necessaria una grande rete in stand-by che , se ha da essere decarbonizzata , non può che essere nucleare.
2.2.3 il vento deve essere abbastanza costante e compreso fra 3 m/s e 8 m/s. per almeno metà dell'anno.
In Europa esiste sulle coste del Baltico (nord Germania , Danimarca .Polonia e alcune aree della Spagna, Olanda .
In Italia c'è il tavoliere delle Puglie , la riviera ligure e la Sardegna occidentale
2.2.4.Problemi ambientali(paesaggio): Vietato in Sardegna dalla giunta regionale .Francamente inopportuno davanti a Portofino o S.Margherita. Resta la Puglia
2.2.5 Produzione e diffusioneLeader mondiali :Germania e Danimarca .In entrambi i paesi la Potenza elettrica di questo tipo è vicina al 12-15% del totale.
L'eolico rappresenta tendenzialmente l'unica alternativa al nucleare (sempre in funzione anti CO2) soppiantando l'droelettrico nelle zone di pianura e ,ahimè,anche per il crescente scioglimento dei ghiacciai nelle zone montane e lo svuotamento dei bacini in quota
2.2.6 Costi:5-10 volte il Kwh Enel (vero)
3.Tariffe
Può essere interessante notare come Germania e Danimarca ,massimi utilizzatori mondiali di fonti rinnovabili ,sono gli unici paesi a contendere all'Italia il primato delle tariffe elettriche in Europa (oltre il doppio della media europea) e ,probabilmente nel mondo; il che la dice lunga sull'incidenza delle suddette fonti sul costo dell'energia.
Per contro ,dalle stesse statistiche EUROSTAT (sito comunita' europea), si vede come i paesi ad alta penetrazione nucleare hanno le tariffe più basse.
4.conclusioni.
Sono evidenti .Il nucleare ,che piaccia o no è inevitabile.Per l'Italia purtroppo è tardi e la cosa apparirà tanto più drammatica quanto più rapida sarà la ripresa dalla attuale crisi.Le alternative sono solo parziali (eolico).Il Fotovoltaico dovrebbe essere limitato a poche applicazioni di nicchiae,anzichè incoraggiato ,dovrebbe essere tassato per reperire fondi da investire nel nucleare o in fonti rinnovabili credibili (eolico o idrogeno liquido)
Mi fermo qui. La maggior parte dei dati sono ricavati da articoli su riviste scientifiche (Newton),e Internet.Dove ci sono punti interrogativi sono dubbi che ho (es. sull'arseniuro di Gallio(2.2. 4) e potrebbero essere bufale.
A questo proposito se tra i lettori c'è qualche vecchio drago di HW magari che ha sciacquato i panni in Telettra (come Vittorio Ziliotto che saluto) che puo' dire qualcosa sulla tecnologia del silicio sarebbe molto gradito,
Sono comunque disponibile per chiarimenti.
un cordiale saluto a tutti
p.pagani
mi scuso per il lungo silenzio dovuto sopratutto alla mia pigrizia ,ma se mi sfrugugli sul nucleare non posso starmene zitto.Ti premetto che spesso non sono d'accordo su tante questioni politiche da te poste e anche su qualche questione etica in cui peraltro rispetto le opinioni di tutti che leggo sempre con interesse.
Io mi definisco un laico trasversale con un amore viscerale per l'ambiente e per tutte le creature viventi .
Considero l'"effetto serra " il principale problema del pianeta e .proprio per questo sono favorevole al Nucleare e mi indispongo di fronte alle mistificazioni che vengono fatte su Chernobyl ,alle bieche speculazioni sulle malattie indotte (le ultime domenica scorsa su Report che di solito mi piace se non parla di nucleare) eccetera.
Mi sembra anche strano il fatto che in paesi ad altissima vocazione per l'ambiente e per l'ecologia in generale come la Svezia e la Svizzera la meta' della energia elettrica generata sia nucleare , con relativo interramento delle scorie nelle miniere saline (Svezia) o nelle alpi (Svizzera) senza alcun problema per le popolazioni ( forse è aumentato il diametro dei fori nel Gruviera ?)
Nessuno dei due paesi inoltre brilla per l'utilizzo di "fonti rinnovabili" tranne l'idroelettrico che in Svizzera è l'altra meta' della produzione elettrica (il termoelettrico tradizionale non esiste ).Mai visti impianti eolici o pannelli FV .,almeno fino ad alcuni anni fa.Qualcuno ne ha visti recentemente?
Quindi condivido pienamente il tuo punto di vista sul nucleare anche se ti devo confessare che mi disturba un po' che questa sia anche la posizione di Berlusconi.
A rinforzare il concetto mi permetto peraltrodi riassumere alcuni punti sulle cosiddette fonti rinnovabili , cose che di solito non vengono dette ma che potrebbero integrarsi nella tua argomentazione.
1)Fonti rinnovabili combustibili (biomasse,biodiesel ,mais etanolo ...ecc)
Premesso che tutto ciò che brucia ,sia esso carbone ( piu' o meno "pulito") o metano , petrolio ,carta,legna ,bitume ,...cognac ...genera CO2 ,
l'obiettivo è di ridurre la CO2 , causa determinante dell'effetto serra.
Magari ,per compensare un po' , non sarebbe male aumentare anche l'ossigeno nell'aria estendendo le foreste.
Tagliare piante per bruciarne la legna o farne dei pellets da ardere (combustibile "ecologico" ) o trasformare distese boschive in campi di barbabietole per fare Bioetanolo o altri combustibili che ,oltretutto ,continuano a generare CO2 , mi sembra un crimine contro l'umanità.
Appare strano come questo dubbio non venga a molti circoli ambientalisti che al contrario sembrano gongolare alla vista di scene raccapriccianti che mostrano l'abbattimento di piante d'alto fusto subito trasformate in graziosi cilindretti di legno da mettere nella stufa.
Mi sta ancora bene bruciare monnezza (un po' d i CO2 in cambio delle discariche è sempre accettabile) ma il resto no.
2)Fonti rinnovabili non combustibili. (Idro , sole, eolico)Queste , secondo me sono le vere fonti rinnovabili. e, oltre al nucleare, le uniche esenti da CO2.("decarbonizzate")
Tralascio l'Idroelettrico ben noto a tutti che , con i volumi di potenza richiesti è l'unica fonte decarbonizzata veramente alternativa al nucleare.
Gli altri due sono molto meno significativi in particolare il FV che è praticamente trascurabile per i seguenti motivi .
2.1) Pannello fotovoltaico.
2.1.1 Potenza erogata lorda di picco:circa 80w/m2 durante le ore di punta estiva (11,30 -14,30) ,30-40 w /m2 nelle restanti ore di luce. Opera in corrente continua di basso voltaggio.
La conversione in ca e trasformazione a 220 V (Inverter +trasf.) , a parte l'incidenza del costo, porta la potenza netta a circa 50w/m2.La potenza di picco (3kw) richiesta da una abitazione (2 lavatrici) richiederebbe circa 60 mq.(per 3 ore).Nelle rimanenti 21 ore della giornata uno cosa fa?.Si attacca alla rete Enel. Sperando che non caschi un traliccio svizzero.
2.2.2.Ci si puo' divertire a calcolare il caso di completa autosufficienza per 24 ore usando solo i pannelli FV , batterie e inverter, con 3kw disponibili sempre.Ci sono varie opzioni a seconda dei consumi previsti.In un caso mediamente ragionevole viene fuori che per alimentare la Lombardia occorrerebbe tappezzare di silicio , batterie e inverter , l' intera pianura Padana dal Monviso a Trieste.(campi ,città , laghi e fiumi compresi)
2.2.3.Costo .Su questo argomento girano delle palle colossali.
L'anno scorso,col petrolio a130 $/b il costo "mele con mele" del Kwh FV era dato a 10 volte il Kwh Enel (che casualmente brucia petrolio o metano per fare elettricità).Per cui il costo dei pannelli ,una volta ammortizzato,dopo 20 anni di vita, veniva equiparato al Kwh Enel.Non viene mai considerato il costo delle accise e tasse della bolletta Enel e ,dall'altra parte i contributi regionali , provinciali e comunali elargiti all'aquirente e pagati dal contribuente .Quindi il confronto è "mele con angurie"
Quest'anno l'Enel (che culo che abbiamo!) brucia petrolio che costa un terzo . (P.S. chissà se l'Enel ridurrà le tariffe..oltre il 2%.. ma questa è un'altra storia)
Comunque il rapporto di costo FV/Enel è sempre lo stesso.Si vede che il silicio contiene petrolio.
2.2.4.ambiente
A proposito di Silicio .Il pannello FV, trascorsi i 20 anni di vita utile ,dove va a finire? In Campania?
Non è biodegradabile nè combustibile .Che ne sappia io non è neanche riciclabile se non in minima parte. Non sono mai riuscito a sapere la verità. Qualcuno ne sa qualcosa?Poi nella tecnologia del film sottile c'è ancora l'Arseniuro di Gallio?
Cosa succederà alle povere falde aquifere della Campania quando arriveranno miliardi di metri quadri di silicio all'arsenico.Chissà se Pecoraro Scanio lo sa.
2.2.5 Diffusione e incidenza % sulla produzione di energia elettrica.
Il 50% della produzione mondiale di pannelli FV viene dalla Germania leader mondiale di questo prodotto dove peraltro è installato circa il 60% dell'intero parco mondiale esistente.La produzione di Energia elettrica FV tedesca era ,nel 2007 di circa il 5% del totale .Si ritiene che il totale, nel mondo, di questo tipo di energia, sia inferiore all'1% .L'Italia è al 4^ posto in Europa. e al 6^ nel mondo.
2.2Eolico
2.2.1.Potenza erogata netta (60Mw-200Mw).c.aEccellente generatore (corrente alternata). in tutto paragonabile all'idroelettrico anche se meno potente,ma molto meno ingombrante e costoso.
Difetti :
2.2.2 Il vento non è prevedibile .Può mancare per molti giorni o può esserci quando non serve e l'energia elettrica non è accumulabile.
Per quanto sopra è sempre necessaria una grande rete in stand-by che , se ha da essere decarbonizzata , non può che essere nucleare.
2.2.3 il vento deve essere abbastanza costante e compreso fra 3 m/s e 8 m/s. per almeno metà dell'anno.
In Europa esiste sulle coste del Baltico (nord Germania , Danimarca .Polonia e alcune aree della Spagna, Olanda .
In Italia c'è il tavoliere delle Puglie , la riviera ligure e la Sardegna occidentale
2.2.4.Problemi ambientali(paesaggio): Vietato in Sardegna dalla giunta regionale .Francamente inopportuno davanti a Portofino o S.Margherita. Resta la Puglia
2.2.5 Produzione e diffusioneLeader mondiali :Germania e Danimarca .In entrambi i paesi la Potenza elettrica di questo tipo è vicina al 12-15% del totale.
L'eolico rappresenta tendenzialmente l'unica alternativa al nucleare (sempre in funzione anti CO2) soppiantando l'droelettrico nelle zone di pianura e ,ahimè,anche per il crescente scioglimento dei ghiacciai nelle zone montane e lo svuotamento dei bacini in quota
2.2.6 Costi:5-10 volte il Kwh Enel (vero)
3.Tariffe
Può essere interessante notare come Germania e Danimarca ,massimi utilizzatori mondiali di fonti rinnovabili ,sono gli unici paesi a contendere all'Italia il primato delle tariffe elettriche in Europa (oltre il doppio della media europea) e ,probabilmente nel mondo; il che la dice lunga sull'incidenza delle suddette fonti sul costo dell'energia.
Per contro ,dalle stesse statistiche EUROSTAT (sito comunita' europea), si vede come i paesi ad alta penetrazione nucleare hanno le tariffe più basse.
4.conclusioni.
Sono evidenti .Il nucleare ,che piaccia o no è inevitabile.Per l'Italia purtroppo è tardi e la cosa apparirà tanto più drammatica quanto più rapida sarà la ripresa dalla attuale crisi.Le alternative sono solo parziali (eolico).Il Fotovoltaico dovrebbe essere limitato a poche applicazioni di nicchiae,anzichè incoraggiato ,dovrebbe essere tassato per reperire fondi da investire nel nucleare o in fonti rinnovabili credibili (eolico o idrogeno liquido)
Mi fermo qui. La maggior parte dei dati sono ricavati da articoli su riviste scientifiche (Newton),e Internet.Dove ci sono punti interrogativi sono dubbi che ho (es. sull'arseniuro di Gallio(2.2. 4) e potrebbero essere bufale.
A questo proposito se tra i lettori c'è qualche vecchio drago di HW magari che ha sciacquato i panni in Telettra (come Vittorio Ziliotto che saluto) che puo' dire qualcosa sulla tecnologia del silicio sarebbe molto gradito,
Sono comunque disponibile per chiarimenti.
un cordiale saluto a tutti
p.pagani
venerdì, novembre 21, 2008
Noi due siamo stufi, va bene !!!!??
Durante i giorni della crisi finanziaria più acuta Berlusconi propose, come misura di emergenza, di chiudere temporaneamente la borsa, per raffreddare la follia della fuga di capitali.
Gli dissero subito di no. Non si poteva.
Qualche giorno fa ho sentito ancora Berlusconi commentare in TV la crisi economica.
Berlusconi ha detto di conoscere aziende italiane che vanno benissimo, lavorano e vendono, anno il bilancio in attivo, distribuiscono utili, però hanno visto calare la loro quotazione di Borsa fino al 60% rispetto al valore antecedente la crisi finanziaria internazionale.
Una discrepanza totalmente ingiustificata in termini di realtà industriale.
Il responsabile di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti: la Borsa.
Quelle di Berlusconi sono accuse implicite al ruolo negativo, addirittura paralizzante, che sta volgendo il sistema borsistico internazionale nei confronti della vita delle aziende, e coincide perfettamente con dei concetti che anche io ho espresso alcune settimane or sono paragonando la borsa ad una casa da gioco d’azzardo, in contraddizione al suo ruolo di luogo deputato agli investimenti.
Mia e-mail del 8/10/2008 - Oggetto: La Borsa
…… La Borsa è il luogo deputato per investire nelle aziende ivi rappresentate
oppure è l’alter ego del Casinò ???
In Borsa si partecipa alla vita delle Aziende o si fanno le puntate sui cavalli ???
Forse è colpa mia ma non ho sentito commenti sul tema da altre fonti politiche o giornalistiche.
Conosco solo i commenti di Berlusconi.
La TV è solamente il luogo del colloquio governo-opposizione basato sullo stucchevole schema
(voce pro-governo) Tutto va ben madama la marchesa (voce opposizione) Piove governo ladro
Mi chiedo se sarà mai possibile cambiare il modo di operare della borsa.
Per farlo bisogna agire a livello mondiale, occorre pertanto un’autorità mondiale, che però non esiste.
E’ fuori dalle possibilità umane. Forse per questo nessuno ne parla.
Sento tanti bla bla bla generici sul cambiare le regole del gioco ma senza mai indicare alcunché di preciso.
In genere si parla del sistema bancario. La borsa non è mai menzionata
I bilanci delle banche, è chiaro, devono essere tenuti sotto rigido controllo, siamo tutti d’accordo.
E poi cos’altro si dovrebbe fare se non frenare il gioco d’azzardo in Borsa,
o meglio ancora eliminarlo del tutto ???
Il comportamento attuale del sistema borsistico internazionale è di tipo astronomico:
una stella, Wall Street, ed i suoi pianeti che ruotano intorno. Cioè tutte le Borse degli altri continenti.
Il SoleWallStreet sorge sulla costa atlantica sette ore dopo rispetto al fuso orario Gmt dell’Europa, il nostro.
Durante quelle sette ore “al buio” in Europa si giochicchia. Si palleggia in attesa dell’alba borsistica.
E’ il primo tempo della partita.
Tutti sono in attesa che sorga il Sole WS. I conduttori televisivi, al mattino danno le previsioni del tempo e quelle sull’apertura di WS: al rialzo o al ribasso.
A Piazza Affari si preparano a comprare o vendere, secondo le previsioni.
Allo spuntare dell’astro WS, diventa chiaro quale sarà il gioco odierno: rialzo o ribasso.
E’ il secondo tempo della partita per tutto il sistema borsistico planetario, il tempo decisivo per la partita odierna. Come nel calcio.
Tutte le borse satellite, d’Europa e d’Asia, seguiranno l’andamento di WS
Formalmente questo sistema porta il nome di mercato azionario ma i comportamenti non sono quelli di un mercato.
In un mercato reale i prezzi dipendono dalla disponibilità, scarsa o abbondante, delle merci, vale a dire un elemento di riferimento obiettivo, concreto.
In Borsa le merci sono sempre quelle: il listino dei titoli.
E non ha senso che giorno dopo giorno il valore di ogni singola azienda europea o asiatica salga o scenda solo a causa dei rialzi o ribassi di Wall Street.
Il rialzo o il ribasso in borsa lo decidono quelli che menano la danza a WS, che muovono masse di denaro sufficienti a provocare le oscillazioni, alle quali poi si accodano quelli del parco buoi.
E’ un gioco di tipo zingaresco: il gioco delle tre tavolette, dove i protagonisti sono gli squali plurimiliardari (banche, assicurazioni, sceicchi ed altre figure analoghe) che giocano a sbranarsi.
Quando le loro competizioni finiscono in rissa mandano in crisi la vita organizzata del nostro tempo in tutto il mondo industrializzato.
E questo è senza senso.
Ma è possibile che i leader politici di tutte le grandi Nazioni accettino di sottostare a questo malefico gioco che mette a repentaglio la sicurezza sociale di tutti ???
Per evitare le crisi acute come quella che stiamo vivendo, sarebbe necessario e sufficiente rallentare il ritmo delle transazioni, come fa oggi la Borsa quando un titolo è sotto speculazione troppo evidente.
Non ci sarà per caso un Grande Fratello (Il personaggio del romanzo “1984” di George Orwell. Non lo stupidissimo omonimo programma televisivo).
Un Grande Fratello a livello mondiale che impone il suo gioco ?
Esisterà qualcuno che ha il coraggio di alzare la voce e far terminare questa oscena dipendenza di tutti noi da questo tavolo di giocatori d’azzardo supermiliardari ?
Eliminare la spada di Damocle che pende quotidianamente sulla testa di milioni, miliardi, di persone.
E poi un’altra cosa. E’ possibile che a parlare si debba sempre essere io e Berlusconi !!!??
Noi due siamo stufi, va bene !!! ??
Gli dissero subito di no. Non si poteva.
Qualche giorno fa ho sentito ancora Berlusconi commentare in TV la crisi economica.
Berlusconi ha detto di conoscere aziende italiane che vanno benissimo, lavorano e vendono, anno il bilancio in attivo, distribuiscono utili, però hanno visto calare la loro quotazione di Borsa fino al 60% rispetto al valore antecedente la crisi finanziaria internazionale.
Una discrepanza totalmente ingiustificata in termini di realtà industriale.
Il responsabile di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti: la Borsa.
Quelle di Berlusconi sono accuse implicite al ruolo negativo, addirittura paralizzante, che sta volgendo il sistema borsistico internazionale nei confronti della vita delle aziende, e coincide perfettamente con dei concetti che anche io ho espresso alcune settimane or sono paragonando la borsa ad una casa da gioco d’azzardo, in contraddizione al suo ruolo di luogo deputato agli investimenti.
Mia e-mail del 8/10/2008 - Oggetto: La Borsa
…… La Borsa è il luogo deputato per investire nelle aziende ivi rappresentate
oppure è l’alter ego del Casinò ???
In Borsa si partecipa alla vita delle Aziende o si fanno le puntate sui cavalli ???
Forse è colpa mia ma non ho sentito commenti sul tema da altre fonti politiche o giornalistiche.
Conosco solo i commenti di Berlusconi.
La TV è solamente il luogo del colloquio governo-opposizione basato sullo stucchevole schema
(voce pro-governo) Tutto va ben madama la marchesa (voce opposizione) Piove governo ladro
Mi chiedo se sarà mai possibile cambiare il modo di operare della borsa.
Per farlo bisogna agire a livello mondiale, occorre pertanto un’autorità mondiale, che però non esiste.
E’ fuori dalle possibilità umane. Forse per questo nessuno ne parla.
Sento tanti bla bla bla generici sul cambiare le regole del gioco ma senza mai indicare alcunché di preciso.
In genere si parla del sistema bancario. La borsa non è mai menzionata
I bilanci delle banche, è chiaro, devono essere tenuti sotto rigido controllo, siamo tutti d’accordo.
E poi cos’altro si dovrebbe fare se non frenare il gioco d’azzardo in Borsa,
o meglio ancora eliminarlo del tutto ???
Il comportamento attuale del sistema borsistico internazionale è di tipo astronomico:
una stella, Wall Street, ed i suoi pianeti che ruotano intorno. Cioè tutte le Borse degli altri continenti.
Il SoleWallStreet sorge sulla costa atlantica sette ore dopo rispetto al fuso orario Gmt dell’Europa, il nostro.
Durante quelle sette ore “al buio” in Europa si giochicchia. Si palleggia in attesa dell’alba borsistica.
E’ il primo tempo della partita.
Tutti sono in attesa che sorga il Sole WS. I conduttori televisivi, al mattino danno le previsioni del tempo e quelle sull’apertura di WS: al rialzo o al ribasso.
A Piazza Affari si preparano a comprare o vendere, secondo le previsioni.
Allo spuntare dell’astro WS, diventa chiaro quale sarà il gioco odierno: rialzo o ribasso.
E’ il secondo tempo della partita per tutto il sistema borsistico planetario, il tempo decisivo per la partita odierna. Come nel calcio.
Tutte le borse satellite, d’Europa e d’Asia, seguiranno l’andamento di WS
Formalmente questo sistema porta il nome di mercato azionario ma i comportamenti non sono quelli di un mercato.
In un mercato reale i prezzi dipendono dalla disponibilità, scarsa o abbondante, delle merci, vale a dire un elemento di riferimento obiettivo, concreto.
In Borsa le merci sono sempre quelle: il listino dei titoli.
E non ha senso che giorno dopo giorno il valore di ogni singola azienda europea o asiatica salga o scenda solo a causa dei rialzi o ribassi di Wall Street.
Il rialzo o il ribasso in borsa lo decidono quelli che menano la danza a WS, che muovono masse di denaro sufficienti a provocare le oscillazioni, alle quali poi si accodano quelli del parco buoi.
E’ un gioco di tipo zingaresco: il gioco delle tre tavolette, dove i protagonisti sono gli squali plurimiliardari (banche, assicurazioni, sceicchi ed altre figure analoghe) che giocano a sbranarsi.
Quando le loro competizioni finiscono in rissa mandano in crisi la vita organizzata del nostro tempo in tutto il mondo industrializzato.
E questo è senza senso.
Ma è possibile che i leader politici di tutte le grandi Nazioni accettino di sottostare a questo malefico gioco che mette a repentaglio la sicurezza sociale di tutti ???
Per evitare le crisi acute come quella che stiamo vivendo, sarebbe necessario e sufficiente rallentare il ritmo delle transazioni, come fa oggi la Borsa quando un titolo è sotto speculazione troppo evidente.
Non ci sarà per caso un Grande Fratello (Il personaggio del romanzo “1984” di George Orwell. Non lo stupidissimo omonimo programma televisivo).
Un Grande Fratello a livello mondiale che impone il suo gioco ?
Esisterà qualcuno che ha il coraggio di alzare la voce e far terminare questa oscena dipendenza di tutti noi da questo tavolo di giocatori d’azzardo supermiliardari ?
Eliminare la spada di Damocle che pende quotidianamente sulla testa di milioni, miliardi, di persone.
E poi un’altra cosa. E’ possibile che a parlare si debba sempre essere io e Berlusconi !!!??
Noi due siamo stufi, va bene !!! ??
domenica, novembre 09, 2008
IL PARADISO PERDUTO
IL PARADISO PERDUTO - Introduzione
Nel mondo occidentale, moderno, industriale di oggi il contadino non esiste più.
Oggi gli addetti all’agricoltura sono persone che siedono su una macchina e girano per i loro campi.
Per mezzo di ammennicoli vari, appendici del trattore, lavorano la terra senza scendere dalla macchina. Sono dei sedentari dell’agricoltura.
Il contadino, nel mio immaginario, è una persona che lavora la terra con le sue braccia.
Nel terzo mondo ci sono ancora i contadini, gli uomini che lavorano ancora la terra con le loro braccia. Le loro condizioni di vita sono molto varie in relazione all’ambiente in cui si trovano.
Noi li conosciamo un po’, genericamente, confusamente, attraverso la televisione.
I contadini io li vedo come quelli che ho visto in Romagna negli anni quaranta, sulle colline dell’appennino tosco-emiliano, e la loro immagine è rimasta scolpita nella mia mente e nei miei sentimenti. Uomini rocciosi, dediti al lavoro, solo al lavoro.
Io provo un sentimento di riconoscenza verso di loro. Sento di dovere qualcosa ai contadini romagnoli. In tempo di guerra, durante i bombardamenti su Milano sono stato da loro, nella loro terra, nelle loro case.
Ho vissuto con loro.
Dedico perciò a questi contadini una mia favola, fatta di realtà, ma con un finale surreale, immaginato al solo scopo di trovare una pietra di paragone alla loro sofferenza esistenziale.
Nel mondo occidentale, moderno, industriale di oggi il contadino non esiste più.
Oggi gli addetti all’agricoltura sono persone che siedono su una macchina e girano per i loro campi.
Per mezzo di ammennicoli vari, appendici del trattore, lavorano la terra senza scendere dalla macchina. Sono dei sedentari dell’agricoltura.
Il contadino, nel mio immaginario, è una persona che lavora la terra con le sue braccia.
Nel terzo mondo ci sono ancora i contadini, gli uomini che lavorano ancora la terra con le loro braccia. Le loro condizioni di vita sono molto varie in relazione all’ambiente in cui si trovano.
Noi li conosciamo un po’, genericamente, confusamente, attraverso la televisione.
I contadini io li vedo come quelli che ho visto in Romagna negli anni quaranta, sulle colline dell’appennino tosco-emiliano, e la loro immagine è rimasta scolpita nella mia mente e nei miei sentimenti. Uomini rocciosi, dediti al lavoro, solo al lavoro.
Io provo un sentimento di riconoscenza verso di loro. Sento di dovere qualcosa ai contadini romagnoli. In tempo di guerra, durante i bombardamenti su Milano sono stato da loro, nella loro terra, nelle loro case.
Ho vissuto con loro.
Dedico perciò a questi contadini una mia favola, fatta di realtà, ma con un finale surreale, immaginato al solo scopo di trovare una pietra di paragone alla loro sofferenza esistenziale.
UNA FAVOLA DI VITA REALE
Plasmati dalla terra
Il contadino nasce a otto anni.
A otto anni il padre gli mette in mano una zappa.
Le mani del ragazzo la sentono e capiscono che devono dilatarsi per avvolgere il legno in una morsa.
Le mani vogliono bene al ragazzo e fanno di tutto per aiutarlo.
Plasmati dalla terra
Il contadino nasce a otto anni.
A otto anni il padre gli mette in mano una zappa.
Le mani del ragazzo la sentono e capiscono che devono dilatarsi per avvolgere il legno in una morsa.
Le mani vogliono bene al ragazzo e fanno di tutto per aiutarlo.
Diventano grandi e forti.
Poi qualcuno mette sulle spalle del ragazzo fascine di fieno, di paglia, di legna.
Anche le spalle vogliono bene al ragazzo e cercano di assumere la forma adatta al compito.
La forma giusta somiglia al dorso dei muli e dei somari.
Poi qualcuno mette sulle spalle del ragazzo fascine di fieno, di paglia, di legna.
Anche le spalle vogliono bene al ragazzo e cercano di assumere la forma adatta al compito.
La forma giusta somiglia al dorso dei muli e dei somari.
Le spalle si allargano e si arrotondano; si adeguano.
Il tronco e le gambe vorrebbero allungarsi ma si rendono conto che il ragazzo non guarda al cielo.
Guarda sempre la terra ed è in dialogo continuo con essa.
E’ l’oggetto esclusivo della sua vita.
Se gambe e tronco si allungassero renderebbero difficile la vita al ragazzo.
Sia le gambe che il tronco gli vogliono bene e preferiscono allargarsi invece di allungarsi.
A vent’anni il contadino è fatto, è completo, è uomo plasmato per lavorare la terra con le sue braccia.
Il tronco e le gambe vorrebbero allungarsi ma si rendono conto che il ragazzo non guarda al cielo.
Guarda sempre la terra ed è in dialogo continuo con essa.
E’ l’oggetto esclusivo della sua vita.
Se gambe e tronco si allungassero renderebbero difficile la vita al ragazzo.
Sia le gambe che il tronco gli vogliono bene e preferiscono allargarsi invece di allungarsi.
A vent’anni il contadino è fatto, è completo, è uomo plasmato per lavorare la terra con le sue braccia.
Ora lui sa tenere e dominare l’aratro, far navigare la lama dell’aratro sotto terra, e rivoltare sotto sopra le zolle della sua terra, della sua dura terra.
Nasce la famiglia
Un giorno il giovane contadino porta le mucche al pascolo su per i monti della valle.
In una dolce conca erbosa e fiorita il contadino incontra una pastorella con le sue pecore.
L’incontro è fatale.
Il contadino s’innamora all’istante della pastorella e decide di fargli fare un figlio, subito.
La pastorella apre la bocca per pronunciare qualcosa :
poteva essere un no, oppure un si, oppure un ma……….non si sa.
Le mani extra-large del contadino chiudono il discorso sul nascere.
Dopo, subito dopo, il contadino chiede alla pastorella : come ti chiami ?
Lei risponde : Io mi chiamo Donna e tu ?
Il contadino : Io mi chiamo Lavoro
E’ così nata una nuova famiglia.
Lavoro e Donna metteranno al mondo molti altri figli, utili alla famiglia contadina, braccia necessarie per lavorare la terra e sopravvivere.
Presa di coscienza
Lavoro e Donna, dopo anni, hanno una famiglia fatta, con un ultimo pargolo ancora in fasce.
Nel tempo hanno sperimentato la durezza della vita contadina in tutti i suoi aspetti.
Sono passati attraverso il lavoro massacrante, le malattie, le carestie, le morie del bestiame, le annate senz’acqua, le piene del fiume e molti altri ostacoli della vita.
Sul loro volto sono scolpite indelebilmente le fatiche ed i sacrifici trascorsi.
La pelle bruciata dal sole e le profonde rughe che attraversano il viso raccontano la storia della loro vita, il contributo di fatica che hanno dovuto versare alla madre terra.
Un giorno Lavoro e Donna si guardano in faccia e si interrogano :
ma chi è che ci ha cacciati dal Paradiso Terrestre ?
e perché ci hanno cacciati ?
abbiamo fatto noi qualcosa di male ?
Lavoro e Donna decidono di chiedere ragione di ciò a qualcuno che se ne intende.
Decidono di recarsi alla Pieve per porre la domanda al Signor Curato.
Oppure, nel caso lui non ci fosse, chiedere almeno al campanaro.
Nasce la famiglia
Un giorno il giovane contadino porta le mucche al pascolo su per i monti della valle.
In una dolce conca erbosa e fiorita il contadino incontra una pastorella con le sue pecore.
L’incontro è fatale.
Il contadino s’innamora all’istante della pastorella e decide di fargli fare un figlio, subito.
La pastorella apre la bocca per pronunciare qualcosa :
poteva essere un no, oppure un si, oppure un ma……….non si sa.
Le mani extra-large del contadino chiudono il discorso sul nascere.
Dopo, subito dopo, il contadino chiede alla pastorella : come ti chiami ?
Lei risponde : Io mi chiamo Donna e tu ?
Il contadino : Io mi chiamo Lavoro
E’ così nata una nuova famiglia.
Lavoro e Donna metteranno al mondo molti altri figli, utili alla famiglia contadina, braccia necessarie per lavorare la terra e sopravvivere.
Presa di coscienza
Lavoro e Donna, dopo anni, hanno una famiglia fatta, con un ultimo pargolo ancora in fasce.
Nel tempo hanno sperimentato la durezza della vita contadina in tutti i suoi aspetti.
Sono passati attraverso il lavoro massacrante, le malattie, le carestie, le morie del bestiame, le annate senz’acqua, le piene del fiume e molti altri ostacoli della vita.
Sul loro volto sono scolpite indelebilmente le fatiche ed i sacrifici trascorsi.
La pelle bruciata dal sole e le profonde rughe che attraversano il viso raccontano la storia della loro vita, il contributo di fatica che hanno dovuto versare alla madre terra.
Un giorno Lavoro e Donna si guardano in faccia e si interrogano :
ma chi è che ci ha cacciati dal Paradiso Terrestre ?
e perché ci hanno cacciati ?
abbiamo fatto noi qualcosa di male ?
Lavoro e Donna decidono di chiedere ragione di ciò a qualcuno che se ne intende.
Decidono di recarsi alla Pieve per porre la domanda al Signor Curato.
Oppure, nel caso lui non ci fosse, chiedere almeno al campanaro.
Dovrà pur sapere qualcosa anche lui.
Lavoro e Donna si incamminano quindi verso la Pieve, con il pargoletto al seno della mamma.
La Pieve
Al di la del fiume e dopo aver scavalcato una collina, Lavoro e Donna giungono alla Pieve.
Entrano timorosi in chiesa, si guardano intorno con circospezione e non c’è nessuno. Vanno a vedere in sagrestia : nessuno anche li.
Escono, girano intorno alla chiesa, entrano nel piccolo cimitero, poi nel campanile: nessuno.
Ritornano dentro alla chiesa e si mettono a girare ed osservare con grande rispetto e devozione tutti gli angoli del tempio.
Pare che non ci sia nessuno.
L’incontro
Ma, non è vero; qui c’è qualcuno.
E’ un crocefisso appeso al muro.
Un crocefisso a dimensione umana, appeso ad altezza d’uomo.
Anzi, no, appeso ad altezza di contadino.
Lavoro e Donna si avvicinano al crocefisso.
Il viso di Cristo è solamente una spanna più in alto di quello di Lavoro, essendo Lui appeso al legno della croce.
I due, timorosi, si approssimano sempre più alla Croce.
Scrutano il volto di Cristo, lo guardano con stupore, dilatando gli occhi,.
Anche Cristo muove la testa in giù verso di loro, avvicinandola al loro viso.
Lui li guarda, li fissa con occhi amorevoli, pietosi.
Si osservano reciprocamente con grande meraviglia, sfiorando i loro visi.
Lavoro e Donna vedono nel volto di Cristo uno di loro.
Si riconoscono in Lui.
Si identificano in Lui. Hanno incontrato uno di loro.
Lavoro e Donna cercavano la Porta per ritornare al Paradiso Terrestre ed invece hanno trovato una croce come quella che stanno portando loro.
Rimangono a lungo, stupiti, ammutoliti a scrutare il volto di Cristo.
Non riescono a staccare i loro occhi dal fratello inaspettatamente incontrato.
Poi, Lavoro mette una mano sulla spalla di Donna.
I due indietreggiano, adagio senza togliere il loro sguardo dalla Croce, e si avviano piano, quasi furtivamente, verso l’uscita, seguiti dallo sguardo amorevole di Cristo.
Escono dalla Pieve e si avviano in silenzio, attraverso i campi.
Stanno tornando alla loro croce quotidiana.
Franco Valsecchi
Lavoro e Donna si incamminano quindi verso la Pieve, con il pargoletto al seno della mamma.
La Pieve
Al di la del fiume e dopo aver scavalcato una collina, Lavoro e Donna giungono alla Pieve.
Entrano timorosi in chiesa, si guardano intorno con circospezione e non c’è nessuno. Vanno a vedere in sagrestia : nessuno anche li.
Escono, girano intorno alla chiesa, entrano nel piccolo cimitero, poi nel campanile: nessuno.
Ritornano dentro alla chiesa e si mettono a girare ed osservare con grande rispetto e devozione tutti gli angoli del tempio.
Pare che non ci sia nessuno.
L’incontro
Ma, non è vero; qui c’è qualcuno.
E’ un crocefisso appeso al muro.
Un crocefisso a dimensione umana, appeso ad altezza d’uomo.
Anzi, no, appeso ad altezza di contadino.
Lavoro e Donna si avvicinano al crocefisso.
Il viso di Cristo è solamente una spanna più in alto di quello di Lavoro, essendo Lui appeso al legno della croce.
I due, timorosi, si approssimano sempre più alla Croce.
Scrutano il volto di Cristo, lo guardano con stupore, dilatando gli occhi,.
Anche Cristo muove la testa in giù verso di loro, avvicinandola al loro viso.
Lui li guarda, li fissa con occhi amorevoli, pietosi.
Si osservano reciprocamente con grande meraviglia, sfiorando i loro visi.
Lavoro e Donna vedono nel volto di Cristo uno di loro.
Si riconoscono in Lui.
Si identificano in Lui. Hanno incontrato uno di loro.
Lavoro e Donna cercavano la Porta per ritornare al Paradiso Terrestre ed invece hanno trovato una croce come quella che stanno portando loro.
Rimangono a lungo, stupiti, ammutoliti a scrutare il volto di Cristo.
Non riescono a staccare i loro occhi dal fratello inaspettatamente incontrato.
Poi, Lavoro mette una mano sulla spalla di Donna.
I due indietreggiano, adagio senza togliere il loro sguardo dalla Croce, e si avviano piano, quasi furtivamente, verso l’uscita, seguiti dallo sguardo amorevole di Cristo.
Escono dalla Pieve e si avviano in silenzio, attraverso i campi.
Stanno tornando alla loro croce quotidiana.
Franco Valsecchi
Iscriviti a:
Post (Atom)