domenica, dicembre 02, 2007

Neoplasia urbanistica Lombarda

Abbiamo scoperto un nuovo problema
Adesso abbiamo un problema: è stato scoperto che Milano è brutta !!!
E chi se l’aspettava ?!.
L’ho sempre sentito dire dai milanesi di nuova nomina, quelli provenienti da altre regioni, che, sputando nel piatto dove stavano mangiando, hanno sempre detto peste e corna di Milano.
A mi me girava i ball però sorvolavo.
Adesso lo dice anche il ragasso della via Gluck l’Adriano nazionale.
Adrianoilcelentano è bravo, bravissimo, mi piace troppo, ed ha una grande fama.
Però quando i suoi sono venuti a Milano penso avessero una grande fame.
Dove si va a mangiare ?
Ma possibile che per mangiare bisogna andare in un posto brutto ?!
Pare che sia così.
Le fabbriche si fanno nei posti di pianura (niente panorami) dove c’è tanta acqua, ma sotto terra, da tirare su con la pompa (niente barche, gondole, pescatori ecc.).
E le fabbriche non le fanno con le statue e le fontane nei giardini, ma con capannoni affumicati e lugubri altissimi camini.
Non ci sono scaloni di marmo, colonne e capitelli
E neanche terrazze giardini pensili e menestrelli ma tanto fumo, tanta ruggine e tanta ferraglia.
E non ci abitano principi e baroni, che, beati noi e loro, vivon fuori dai coglioni.
E le fabbriche non le hanno mai progettate i grandi architetti o le prosperose architette.
Gli architetti progettano città dove c’è il Rè, con la Regina con i fanti di cuori, quadri, fiori, picche, cavallo e pulina
Il Rè che non c’è
Il Rè non c’è mai stato a Milano.
E’ venuto solo una volta Napoleone ad autoincoronarsi, ed è bastata la sua visita per far terminare il Duomo, che lo stavano facendo da 600 anni, e far costruire l’Arena, ben sapendo che dopo l’avrebbe usata la Grande Inter.
Poi è venuto Vittorio Emanuele II, primo Rè d’Italia, e allora gli hanno fatto la Galleria, la Statua in Piazza del Duomo piena di piccioni (che la decorano con pitture a spruzzo) e l’Arco della Pace, per celebrare il risultato di una guerra.
Lui, Rè Vittorio, è partito subito dopo per andare dalla Rosina, prosperosa e monarchica campagnola piemontese.
E’ stato li che è nato lo slogan fate l’amore e non la guerra.
Torino, capitale
Parlando appunto del Piemonte, adesso mi viene in mente che li c’è Torino.
Torino prima non c’era. Dopo ci sono andati i Savoia, quelli dei savoiardi.
I Savoia hanno fatto progettare, nel 1700 dall’architetto Filippo Juvara la città di Torino, con una serie di Palazzi e Basiliche.
Visto che il progetto era bello allora hanno fatto costruire Torino, ma non a casaccio, con le strade larghe e dritte.
Una planimetria a reticolo perfetta.
La mia storia è semplificata, arrotondata, imbellettata e mascherata.
Io la racconto come la conosco.
Torino è un posto che ha molto culo rispetto a Milano.
Nel senso che c’è tutto: la capitale di un regno, con l’industria e il panorama.
E’ un caso unico.
C’è il fiume Po che divide la montagna dalla pianura.
In pianura c’è la grande città industriale e dall’altra parte del Po ci sono le colline.
Vai cercare un altro posto così se lo trovi.
La gallina dalle uova d’oro
Milano è stata partorita e basta. Nessun architetto l’ha progettata. E’ venuta fuori una ragnatela, un garbuglio.
L’hanno fatta prima di Roma Ladrona altrimenti senza la Gallina dalle Uova d’Oro come faceva Roma a mangiare ?
Adriano dice che è brutta
L’Adriano molleggiato dice che Milano è brutta per colpa dalla Moratti e del Formigone
Quarant’anni fa si lamentava che in via Gluck non c’era più l’erba, e poi che era cresciuto un albero di trenta piani.
Adesso non vuole i grattacieli della nuova zona Garibaldi-Repubblica.
Cosa vuole, le case popolari del Giambellino o i giardini pensili di Babilonia ?
All’Adriano io gli devo raccontare un po’ di cose, qui nel seguito.
Ci voleva poco per essere belli
Di bruttezze ce ne sono esageratamente a Milano, e ancora di più nei Comuni limitrofi.
Bruttezze realizzate al 99% negli ultimi sessanta anni.
Se gli archi-tetti facessero il loro mestiere, cioè le case con gli archi e con i tetti invece di darsi al cubismo architettonico, allora sarebbe diverso.
Sarebbe bastato fare tutte le case con il tetto ed i balconi, in luogo dei parallelepipedi con dei vuoti quadrati e scuri in funzione di finestra.
Bastava questo per ridurre del chissaquanto per cento tutta l’architettaturamentazione che fa schifo al cazzonetto dei rifiuti.
E poi, anche strade larghe a sufficienza per il traffico automobilistico.
Dopo il Duce non le ha fatte più nessuno.
Necessario e sufficiente per evitare quanto sopra, era una laurea nella Facoltà del Buon Senso.
Il peggio
Ma il peggio è ancora all’orizzonte e non sono i grattacieli.
Per questo devo dare consigli al mio amatissimo molleggiato.
Gli consiglio di ascoltarmi bene perché non sento nessuno che ne parli, e se perde questa occasione è fregato..
Forse dopo potrebbe scriverci una nuova canzone.
Gli consiglio di decollare da Linate con un areoplanino in un giorno di aria trasparente, e guardare verso la Brianza.
Si accorgerebbe che Milano, Città Regione è sulla strada per diventare Città del Messico, una bolgia umana.
Vale a dire una megalopoli i cui confini a sud sono quelli dei Comuni periferici addosso alla tangenziale,
mentre sui restanti tre lati, a est, a nord e a ovest i confini sono a Bergamo, Lecco, Como e Varese.
Nei pochi spazi non ancora cementificati della Brianza
l’edilizia sta tirando bene
come ha scritto con aria trionfalistica un redattore del Corriere in questi giorni.
Conclusione: la pianura pedemontana lombarda sta diventando una megalopoli, la cosiddetta Grande Milano, confinante a nord con i laghi e le montagne e a sud con le risaie ancora fertili e salve, per ora, dal catrame.
Pianificazione darwiniana
Questa opera sta crescendo senza alcuna pianificazione e senza commenti da parte degli ecologisti contemporanei.
Senza alcun progetto di un qualsiasi Filippo Juvara.
Cresce secondo mutazioni genetiche di concezione darwiniana ?
O, ancora peggio, spinta da mutazioni neoplasico-cancerogene ?
Quando la neoplasia avrà raggiunto il confine dei laghi e delle montagne anche Milano godrà di zone panoramiche.
Potrà essere consolatorio, se si vuole.
Osservo che a tutt’oggi, il sistema di trasporto pubblico è gravemente inadeguato semplicemente a soddisfare la città attuale, entro i confini comunali attuali.
Abbiamo adesso forse un terzo della rete Metropolitana necessaria.
Silenzio assoluto
Al momento esisterebbero forse ancora gli spazi in Brianza per adeguare la rete di trasporto in vista degli sviluppi futuri.
Silenzio assoluto. Non se ne parla proprio. Niente si muove.
Dopo 15 o 20 anni è iniziata la costruzione della Pedemontana.
Si tratta di un’autostrada est-ovest attraverso la Brianza per scaricare il traffico dalla tangenziale di Milano.
Questo è il suo limite.
La Brianza necessita ben altro.
Necessita un’integrazione totale nella rete ATM per lenire le sofferenze della neoplasia urbanistica del
futuro-presente-avanzante.
Adriano, salvaci tu.
Adriano Cementano, dai !!! Lascia perdere i grattacieli Garibaldi-Repubblica !!!
Organizza una gita in aereo su Milano.
E poi regalaci una canzone sulla Grande Milano del futuro.
Magari la gente si sveglia.


























































































venerdì, novembre 23, 2007

Carlo Casalegno 2

Caro Franco,
Il 1977 l’ ho passato, quasi sempre in Africa. … E non era a Ouagadougou che potevo ricevere queste notizie dall’Italia. Quindi, fino ad oggi, non ricordo di aver sentito parlare di questo assassinio politico. ………..


Giulio Pedretti è stato con me un neo-assunto alla Face Standard nell’ottobre 1956.
Dopo alcuni anni abbiamo preso strade diverse ma non ci siamo persi di vista.

Devo ringraziare Giulio per gli “assist” (termine calcistico) che ogni tanto mi fa, dandomi cosi l’occasione di andare in goal ….
…..scusate !!! volevo dire l’occasione di pontificare su cose molto più grandi di me.

Nel rispondergli mi viene voglia di descrivere la genesi delle Brigate Rosse, serpe che il Partito Comunista si è allevata, inconsapevolmente e incoscientemente, in seno, e che poi ha dovuto combattere.

Se avessero avuto il sopravvento le BR sarebbe stata una tragedia per l’Italia.
Emarginati da tutta l’Europa saremmo forse diventati alleati della Jugoslavia o dell’Albania, lavavetri intorno al mondo.

Tornando alle domande di Giulio.
Carlo Casalegno era semplicemente un uomo che non si piegava alla violenza, e nel contempo occupava una posizione di rilievo nel creare l’opinione pubblica, così come Indro Montanelli.
Uomini appartenenti a nessun partito, perciò molto credibili. Ostacoli da eliminare visti dalle BR

Le BR hanno ammazzato questo tipo di uomini perché sono i veri pilastri dello Stato.
Hanno fatto fuori giornalisti, magistrati, poliziotti, carabinieri, dirigenti industriali ecc.
Lo scopo era quello di intimidire gli appartenenti alle loro categorie. Di “persuadere” la strutture portanti della nazione ad accettare la nuova realtà

L’unico fuori da questo schema è stato Aldo Moro, che rappresentava formalmente il cuore della nazione ed ha fatto scandalo a livello internazionale.
Aldo Moro (onore alla persona) era sostituibile ed è stato sostituito.
In vista di una presa di potere, il far fuori tutta la classe politica e sostituirla non era un problema.
Anzi era un piacere.
Sostituire invece le classi dirigenti che ho menzionato era un affare tutt’altro che fattibile.
Diciamo pure che era, ed è, impossibile.

In quanto al silenzio stampa su Carlo Casalegno che io ho segnalato non posso dire quanto sia vero.
Occorrerebbe un servizio di “rassegna della stampa” di cui io non godo.

Carlo Casalegno

Domenica scorsa sul Sole24Ore c’era una pagina intera (pag.36) dedicata a rievocare Carlo Casalegno, ex direttore del quotidiano La Stampa, assassinato dalle Brigate Rosse il 16 Novembre 1977.
Trentennale del suo assassinio.
Sarà casuale ma non ho sentito niente in TV

Mi ha impressionato leggere l’articolo. Ha risvegliato in me la chiara immagine del tempo e le sensazioni di allora.
Pur ricordando io l’atmosfera di quegli anni mi rendo conto come il tempo abbia sfuocato, annebbiato tutto. Tutto nell’oblio.
Un uomo di grande coraggio, che si è sacrificato, immolato, per il diritto a raccontare e commentare gli avvenimenti.
Totalmente dimenticato dai contemporanei.

Oggi la televisione ci mostra un delitto quasi tutti i giorni.
Ma sono delitti indipendenti, slegati l’uno dall’altro.
Creano giustamente una percezione di insicurezza ma diversa da allora.

La sensazione in quegli anni era di una progressiva impotenza di fronte a qualcosa che ci stava avvolgendo e ci avrebbe sopraffatti.
Riporto qui alcune frasi, stralciate dall’articolo.

…….si tratta di una storia atroce e al tempo stesso esemplare perché mise a confronto la delirante follia di una organizzazione pseudo-rivoluzionaria e la serietà, la consapevolezza, il coraggio di un grande giornalista, che aveva partecipato alla Resistenza nelle file del Partito d’Azione ……
Altri giornalisti, come il direttore del TG1 Rossi e Indro Montanelli erano caduti sotto il piombo delle Br, fortunatamente soltanto per essere “gambizzati”……

Con Casalegno, invece, si aprì la spietata stagione degli omicidi. Il vicedirettore della Stampa fu ucciso perché contrappose il coraggio alla paura…..

L’ordine di far fuori Casalegno scattò, probabilmente, dopo la pubblicazione di un suo severo editoriale, a commento della scandalosa sospensione il 3 maggio del primo processo contro i terroristi : <>

A rivivere oggi quel clima e soprattutto quell’episodio, sembra di fare un brutto sogno.
Casalegno non usava mezzi termini e scrive:
<>

Due mesi prima dell’attentato Casalegno volle andare a Bologna per riferire su un avvenimento molto inquietante: la tre giorni degli extra-parlamentari comunisti, risoluti a scendere in polemica con il Pci …..
Come riferì il suo direttore Arrigo Levi, scrisse da Bologna pezzi da antologia, precisi e lucidi …….nella distinzione tra intellettuali italiani o francesi che disinvoltamente incitavano alla rivolta (tralasciamo i nomi per carità di patria) e i giovani plagiati che proferivano minacce feroci …..

Nell’androne dell’edificio di casa sua gli hanno sparato quattro colpi al viso sfigurandolo.
Nemmeno mezzora dopo qualcuno ha telefonato all’ufficio torinese dell’Ansa annunciando:
“abbiamo giustiziato Carlo Casalegno servo dello Stato.


Casalegno è sicuramente un uomo da glorificare, insieme ad altri di quell’epoca troppo presto (forse volutamente) dimenticata

Oggi si glorificano piccoli minuscoli eroi.
Forse è meglio così.
Vuol dire che non servono più gli eroi.

C’è però da sperare che nella storia vengano ricordati gli eroi.

Molto peggio

Ieri,
per via della presentazione TG1-RAI
sulla storia dei 498 nuovi beati spagnoli martiri della Chiesa, me la sono presa con Petruccioli.
Purtroppo ho dato troppa importanza a Petruccioli.
Nossignore. Lui è uno dei tanti. La cosa è molto più vasta, più pesante.
E’ una vera e propria grande alleanza di guerra alla Chiesa Cattolica.
Ostracismo alla Chiesa.

Questa mattina (lunedì) ho prestato attenzione al TG1 delle 8,00 per vedere il trattamento dell’avvenimento.
Zero.
Sono poi uscito ed ho acquistato il Corriere della Sera.
In prima pagina ancora zero.
Ho allora sfogliato il giornale: le pagine 14 e 15 sono dedicate all’avvenimento.
La veste editoriale del Corriere prevede che in prima pagina ci siano gli “incipit” dei maggiori argomenti
seguiti dal “continua a pagina nn”.
Ce ne sono otto di incipit stamattina ma per i cinquecento nuovi beati niente.
Degli otto, cito quello più emblematico per importanza: I trent’anni del marchio Autogrill

Due articoli sulla beatificazione occupano le pagine 14 e 15.
Uno parla di circa diecimila esponenti della chiesa uccisi dai repubblicani,
di cui cinquecento circa sono già stati beatificati, in gran parte da Papa Wojtyla.
Con la cerimonia attuale salgono quindi a circa mille i martiri della guerra civile spagnola.

Nell’altro articolo, l’intervista ad uno scrittore contemporaneo famoso, Javier Cercas,
vengono invece indicati in circa settemila i martiri per mano dei repubblicani spagnoli.

…..l’ideale dei repubblicani, nella cattolica Spagna, era di chiudere con la Chiesa una volta per tutte….
Sono parole del Cardinale Saraiva Martins, che ha presieduto il rito.

Cioè la Spagna, se avesse vinto la sinistra,
sarebbe arrivata alla rivoluzione illuministica, centocinquantanni dopo la Francia.

Eredità scomoda

Oggi a Roma verranno beatificati circa 500 (cinquecento) religiosi ammazzati dai comunisti e dagli anarchici (i repubblicani) spagnoli durante la guerra civile del 1936, vinta dal Generalissimo Franciscofranco.

Le cifre che io conosco, lette anni or sono sul Bollettino Salesiano, riguardano gli ammazzamenti di alcune migliaia di religiosi.
Non so in quale modo gli attuali 500 siano stati selezionati.
C’è spazio e tempo per beatificare anche tutti gli altri, oggi mancanti.

Invece il tempo per mandare a cagare il “comandante” della RAI, Petruccioli, è ampiamente scaduto.

Eccheccincastra Petruccioli con i martiri spagnoli ?
C’incastra con lo stile RAI attuale

Oggi il TG1 (non sto parlando del TG3, bollettino della sinistra) ci ha informati che i 500 nuovi beati sono stati ammazzati dagli oppositori di Franciscofranco.
Chiaro no? Gli oppositori.
E’ in bel titolo, neutrale, non qualificato di destra o sinistra. Non offende nessuno.
Chiamare la gente con il suo nome proprio, cioè comunisti e anarchici è brutale, politicamente sconveniente.

Considerato il livello di cultura storico/politica degli italiani under-70 di oggi,
mi fa immaginare quanta poca gente sappia chi erano gli oppositori del Generalissimo.

Il massacro di preti e suore perpetrato dalla sinistra spagnola dell’epoca è stata cosa notissima da sempre.
La Chiesa Cattolica non ha mai fatto clamore in passato sul sacrificio di questi suoi sacerdoti.

All’epoca di Franco la Chiesa ha evitato di sbandierare gli orrori dei repubblicani, probabilmente per non apparire schierata con il regime franchista.

Alla fine del franchismo, la transizione morbida verso la democrazia, transizione magistralmente preparata da Franco che ha fatto anche accettare Juan Carlos agli spagnoli (nonostante non fosse l’erede al trono), ha creato una situazione di pace sociale durata fino ai giorni nostri.
In questa atmosfera di unità nazionale, il rivangare il passato e riaprire le ferite rimarginate della guerra civile era inopportuno.
La Chiesa, per amore della pace sociale, ha evitato di mettere sotto i riflettori la dimensione del sacrificio sopportato per mano della sinistra.
Avrebbe voluto dire rovinare senza scopo la convivenza civile della Spagna.

Finalmente è arrivato lo Zapaterismo a rompere questa noiosa situazione.
Zapatero non ci sta a lasciare le cose come sono. Lui vuole lasciare un segno nella storia.
Magari una cagata per terra, piuttosto di niente.

Lui si è messo coscienziosamente a rivoltare tutte le tradizioni cristiane della Spagna.
Mi viene in mente anche gli onori nazionali conferiti alla Pasionaria
La Pasionaria, al secolo Dolores Ibarruri, guidava i repubblicani ad invadere i conventi di clausura e violentare le suore.
Alla sua recente dipartita, Zapatero l’ha glorificata a ricordo imperituro.

La Chiesa, ad un certo punto, ha deciso che fosse il momento di parlare. Cioè di far parlare i fatti.

Questo ha messo in crisi anche lo schieramento di sinistra italiano, infastidito da questa eredità ideologica,
Schieramento che ha però ha in mano la cabina di comando RAI.
Allora lo zapaterismo è entrato anche al posto di pilotaggio della RAI.

Finora si accontentavano di sparare merda quotidiana su Bush dal bollettino di famiglia TG3.
In questo caso Bush era fuori bersaglio.
(Fra qualche anno, poveretti, rimangono orfani di Bush !!!)

Eppoi, a parte il TG3, il linguaggio degli altri TG-RAI andava controllato

Gli uomini-topo ed il proletariato

Osteria dei moschetti
Parapunzi-punzi-pun
In Italia siamo stretti
Parapunzi-punzi-pun
Stenderemo lo stivale
Fino all’Africa Orientale
Daghela ben biondina
Daghela ben biondà

Era una canzoncina di moda presso i “Balilla” alla fine degli anni 30
Presuntuosa e supponente ma fino ad un certo punto.
L’Africa, quasi tutta, era in mano a francesi e inglesi
Questi quà indignati per le nostre pretese hanno estratto il cartellino rosso.
Sanzioni economiche all’Italia !!!
E siamo diventati amici di Hitler.

Porca miseria sono andato fuori tema !!!
Volevo dire che a quel tempo eravamo quaranta milioni ma “eravamo stretti” (ed era vero)
Adesso siamo sessanta milioni ma aspettiamo l’arrivo di 200mila lavoratori stranieri (lo dicono i ministri)
La nostra industria ne ha bisogno.
I nostri governanti (per ragioni umanitarie) offrono loro anche la ricongiunzione familiare
Potenzialmente sono quindi un milione.

Sicuramente l’Italia costruirà per loro una nuova metropoli da un milione di abitanti.
Per adesso offriamo loro solo il voto. E’ una cosa importante, per chi lo riceve, il voto.

Invece davanti al video si vedono cose diverse.
A Sesto e Cinisello (anche altrove ma io non vado lontano) li stanano come i topi.
Usano le ruspe per distruggere le tane dove sono andati a cacciarsi.

Sesto e Cinisello, “Acropoli” delle ex fabbriche, vestigia dell’epoca industriale.
I muri spettrali degli opifici diroccati, abbandonati e dimenticati dagli abitanti e dalle “autorità” locali.
Questo deserto è stato occupata dai disperati, sopravvissuti all’annegamento nel Mediterraneo.
Qui i disperati hanno scavato le loro tane dalle quali escono per mescolarsi con noi, con il nostro mondo opulento.
Ma danno fastidio a noi.
Vivono di espedienti più o meno leciti.
A molti da fastidio anche il vederli, il sentirli vicini.
Molti hanno sotto il naso una puzza non-oftalmica, una puzza-visiva.
La gente si lamenta. Ai politici non piace sentire le lamentele.
Allora arrivano le ruspe comunali e stanano i disperati, i topi-uomo della nostra epoca, che andranno a scavare le loro tane da un’altra parte.

Questa è la realtà, totalmente diversa dalle enunciazioni di solidarietà che i politici esprimono davanti al video.

Per qualche sindaco è diventato reato anche lavare i vetri delle auto, sempre a causa della puzza-visiva.
Si rischia la galera a fare il lavavetri.
E’ una forma di solidarietà verso il proletariato seduto in macchina

E’ anche un modo nuovo di usare le carceri; ma per quale ragione riempirle di assassini ???
Gli uomini –topo hanno più diritto ad un tetto di quanto ne abbiano i criminali !!!
Le recenti scarcerazioni che tanto scandalizzano i benpensanti vanno in quella direzione.

Alla fine è anche una forma di solidarietà verso il Darfur
Dopo tutti i danni provocati dai Balilla !!!

Rivoluzione scentifica del terzo millennio

S’è mai vista una cosa penosa come le attuali trattative sulle modifiche al sistema pensionistico.
Adesso quelli che non hanno il cervello marxista sono in crisi.
Si, siamo frustrati, soffriamo di un complesso d’inferiorità (ci sono dentro anch’io)
perché non arriviano a capire la nuova matematica sindacale di Seigennaio Epif detto Il Befano

Siamo di fronte ad una rivoluzione scientifica pari a quella proposta da Albert Einstein agli inizi del novecento.
Nessuno lo capiva, tant’è che gli hanno dato il Nobel con 25 anni di ritardo, ma senza capire cosa aveva fatto.

Il Befano viaggia nel futuro della scienza e noi poveri mediocri uomini di destra siamo intellettualmente emarginati.

Il conflitto matematico consiste in questo:
Il sistema pensionistico attuale è in equilibrio e consente di pagare una pensione dell’80% per cento rispetto all’ultimo stipendio.anche se la gente oggi va in pensione a 58 anni

Invece fra vent’anni pur andando presumibilmente in pensione a 65 anni, (o anche a 67 come hanno già deciso i tedeschi) i giovani d’oggi si dovranno accontentare del 40% dello stipendio. Se avranno sacrificato il TFR alla pensione allora potranno anche raggiungere il 50% dello stipendio.

Questo è un teorema che solo i sindacalisti, ex scaricatori di porto, laureati alla Bocconi e con un “master” alla Strunzeskureggh Institute possono capire.
Noi poveri berlusconiani ci abbiamo rinunciato.

Le cariatidi del tardo comunismo filo-nordcoreano (politici e sindacalisti) quando vengono messe alle strette tirano fuori la storia che bisogna stanare l’evasione fiscale per risolvere i problemi del Paese.

La tesi ha due difetti che sono due macigni.
Primo difetto: quello di essere capaci di stanare gli evasori. Nessuno dice come.

Secondo difetto: anche se, ottimisticamente, si riuscisse a far emergere una metà del sommerso (in parte prodotto dai giovani pensionati) questo potrebbe solo servire ad una maggior equità fiscale, cioè ad una diminuzione di quello che pagano …i paganti.

Non potrebbe invece servire ad aumentare gli introiti.
Non si può pensare di aumentare ulteriormente il prelievo fiscale in una Nazione dove già si paga il 50% del PIL
Siamo tra le nazioni al mondo con le tasse più alte.
Negli USA il livello di tassazione è del 28%

E’ chiaro che gran parte della sinistera ha capito benissimo come stanno le cose e sta cercando il modo di prendere le distanze da questi matematici della sciagura.
Il progetto del nuovo Partito Democratico è finalizzato a scaricare i mostriciattoli.

Nuovo partito senza più qualifiche di Sinistra nel simbolo.
Cioè, dichiarazione esplicita di fallimento della coalizione di governo attuale.
Cioè un nuovo schieramento di destra parallelo a quello attuale.

Si combatterà in una sola metà campo: quella di destra.
E’ anche possibile che venga riabilitato il Duce. Si possono notare delle avvisaglie in campo culturale.
Per Berlusconi bisognerà invece aspettare che muoia.