venerdì, febbraio 05, 2010

Emilia rossa

Alla mattina buonora
Con il caffelatte e le pillole mie e di Renata la Pampurometra, non perdo mai il programma di Rai3 la storia siamo noi, condotto da Gianni Minoli. Seguo il 90% delle puntate.

Stamattina , mezzora fa, il tema era I’ Emilia rossa. Ma solo per un quarto d’ora. La trasmissione dura 45 minuti. Io ho mollato prima per mettermi al computer.
La mia memoria diventa sempre più labile e temo di non ricordare quello che ho visto e sentito.
.
Adesso racconto solo un paio di cosette.
Dopo un quarto d’ora dall’inizio, dedicato alla storia del più forte Partito Comunista d’Europa (quello emiliano) ed a tutto il folklore romagnolo relativo, è iniziata una intervista a Bersani, nella sua qualità di emiliano comunista.
Fin qui niente da dire.
L’intervista a Bersani è durate per tutto il resto della trasmissione: mezzora.
Mai visto niente del genere alla Storia Siamo Noi.
Magari è l’inizio di una nuova serie.
Mi aspetto che fra qualche giorno lo facciano anche con il Berlusca.
Ne riparleremo.
Questa era la prima cosa.

La seconda cosa è che Bersani ha parlato di nucleare.
Nucleare picche ha detto Bersani.
Non è il solo a dirlo ma lui è uno dei due che pesano di più in Italia.

E’ inutile fare il nucleare in Italia. Visto che l’Italia è rimasta fuori, stia fuori e faccia le energie pulite, invece di installare le vecchie centrali francesi.

Questa la sintesi. Le parole sono quelle che ho riportato.
Mi rimane una sola consolazione: l’Inter !!!

E’ desolante vedere che per ragioni demagogiche, elettorali, si spinga l’Italia a fare una politica assurda, suicida.
Sprecare tempo e soldi in cose inutili, dopo che si è in ritardo.

Se c’è qualcuno capace di lenire le mie ambasce lo faccia subito o taccia per sempre !!!!

Franciscofranco

problema energetico


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Brunello Amici vuole contribuire alla discussione sul problema energetico, e fa quindi un paio di domande.
Il colloquio tra me e lui è un ibrido inedito internet-amanuense
-Io mando le e-mail
-Lui mi risponde via Posta Celere.
Mi viene spontanea una domanda: ma allora è proprio così necessario internet ???
Ma si !!!
Va la che l’è una bèla cumudità !!!
Per stimolare la discussione, Brunello dice:
1) Quale è attualmente il gap temporale (stimato)
fra le centrali in costruzione (tecnologia a fissione)
e quelle (ancora future) della fusione a idrogeno ?
10 anni? 30 anni? 50 anni?
Facciamo, in Italia, almeno ricerca sulla fusione?
2) Problema delle scorie
Oltre a parlare di scelta dei siti per le centrali non si dovrebbe parlare anche di
scelta dei siti per i depositi delle scorie di uranio ?
Rispondo alla seconda domanda
Il problema del sito per il deposito scorie è successivo nel tempo a quello dei siti di costruzione centrali.
Sono due rogne sfasate nel tempo.
Chi glie lo fa fare al governo di affrontarle insieme !!?? Ci sono come minimo venti anni di distanza tra le due cose.
Visto che sono rogne psico/superstiziose con impatto elettorale, ogni cosa sia fatta al suo tempo.
Ci sono oroscopi diversi.
Siamo in Italia: adottiamo la strategia di mettere incinta la ragazza per poterla sposare
Quando le centrali funzioneranno sarà più convincente fare il “matrimonio” del sito rifiuti.
Se avessimo ancora la monarchia, il Rè penserebbe alle future rogne di suo figlio erede al trono e cercherebbe di evitargliele..
In democrazia non ha senso pensare agli eredi.
Non possiamo pretendere tutto dalla vita.
Rispondo alla prima domanda
Il gap temporale tra la tecnologia a Fissione da uranio e la Fusione da idrogeno fino a ieri l’altro risultava totalmente imprevedibile, lontano nel tempo.
La Fissione (che significa scissione) dell’uranio è la tecnologia nucleare esistente a livello industriale, in servizio da plurimi decenni.
La Fusione (idrogeno) ha continuato ad essere oggetto di ricerca da cinquant’anni.
Ne ho sentito parlare di recente ancora come di qualcosa che può arrivare fra altri cinquant’anni.
Una chimera.
Gli addetti ai lavori ne parlano con ironia.
I vantaggi della fusione rispetto alla fissione:
- Combustibile (idrogeno) inestinguibile e virtualmente gratuito.
- Zero scorie radioattive
La ricerca sulla fusione prosegue a livello mondiale tramite un consorzio al quale partecipa anche l’Italia (CNR)
I problemi realizzativi della fusione sono due:
- La temperatura generata dal fenomeno fisico è tale che non esistono materiali in grado di contenerla.
La tecnica adottata è quella del contenimento dentro campi magnetici.
Come si fa con gli acceleratori di particelle.
- Innesco e continuità
L’innesco del processo di fusione richiede enormi quantità di energia
Il fenomeno tende allo spegnimento immediato. E’ finora stato possibile mantenere il processo di fusione per alcuni secondi.
E’ un effetto opposto a quello della fissione (uranio), dove lo sforzo è quello di tenere la reazione sotto controllo.
Questa era la situazione fino a ieri, per quanto ne sapevo io.
Germania
Oggi c’è un annuncio che riguarda la Cancelliera del Terzo Reich Angela Merkel, (vedi allegato all’e-mail).
L’ Angela, stelasa dòra, scommette sul futuro della fusione nucleare.
Ne parliamo piu avanti.
Spagna
Parliamo della Spagna di Zapatero (calzolaro)
El gobierno espagnol annuncia
- la costruzione di 10 (dieci) nuove centrali nucleari, nella tecnologia già esistente in Spagna
(tipo Trino Vercellese) piu vecchia della nostra prossima futura (tipo Flamenville).
- l’allungamiento della vita di quelle esistienti da 40 a 60 anni
- la decisione di creare un deposito scorie. (vedi cosa vuol dire avere un Rè che pensa al figlio!!!)
Conclusioni riguardanti Germania e Spagna
L’Angela tetesca, ha in casa, sottoterra, molto carbone.
Può aspettare tranquillamente l’anno 2200 (duemiladuecento) prima di spendere soldi (miliardi) a costruire centrali nucleari.
In Germania usano il carbone per generare energia elettrica.
Per evitare di mandare in aria anidride carbonica (CO2) applicano la tecnica della CO2 sequestration
Vale a dire prelevano dai fumi la CO2 e la pompano in gallerie sotterranee (ex miniere)
E’ il deposito scorie CO2.
Non sono entusiasta di questa ricetta.
l’Angela ha gioco facile. Preferisce aspettare la fusione nucleare invece di spendere miliardi di euro.
Anche lei non è una monarca.
Non ha eredi.
Il caso della Spagna è il più significativo.
In Spagna si sta sperimentando, con Rubbia, il sistema solare a concentrazione, unica seria speranza attuale della tecnica “energie rinnovabili” per utilizzo da reti pubbliche (Continuità di servizio).
Rubbia è quello che ha convinto Prodi ad aspettare i risultati del suo esperimento invece di riavviare il nucleare in Italia.
La decisione di Zapatero di installare 10 reattori nucleari (dieci !!!) in suolo iberico, suona alle mie orecchie come la mannaia sul collo dell’esperimento Rubbia.
Non è che la cosa mi renda felice. Faccio il tifo solo per l’Inter … e per le mie opinioni.
Potrebbe non essere un fallimento ma quantomeno mostrare ritardi e relative incertezze o fornire risultati inferiori alle aspettative.

domenica, gennaio 24, 2010

Energie rinnovabili e sistemi di accumulo

Carissimo Sergio, mi complimento per la completezza del tuo intervento.
Ti confesso che mi prendi un poco spiazzato. Sono felicissimo di aprire un colloquio a questo livello.
Per darti della risposte più serie, non dettate dall’ideologia che ciascuno di noi conserva nel cuore, mi riprometto di raccogliere più informazioni.
Una cosa seria però la voglio dire subito. Il quadro che ho fatto io, e che ho trasmesso con l’e-mail ad Augias, è quello della situazione di oggi a livello industriale. Oggi si fabbricano questi oggetti. Altri disponibili non ce ne sono.
E’ chiaro che dobbiamo guardare anche al futuro. La speranza risiede nel futuro.
Per quanto riguarda la trasmissione TV alla quale ho assistito e mi ha fatto incazzare, ti garantisco che non era al livello di cose scientificha. Nessuna menzione è venuta fuori riguardo le sperimentazioni in corso, come ad esempio il fotovoltaico a concentrazione di cui si sta occupando Rubbia in Spagna, che è la cosa futuristica più vicina nel tempo e realistica nei risultati.
Siccome gli incontri di Augias in TV consistono sempre nella recensione di libri usciti di recente commentandoli insieme all’autore, i discorsi lasciano poca speranza a cose non dette per distrazione o mancanza di tempo o altro.
L’esperto, autore del libro era presente.
Si parlava solo di celle fotovoltaiche domestiche e pale eoliche.
Il tono della trasmissione era quello dello scandalo dovuto alla trascuratezza di queste realtà da parte di chi comanda e che punta invece cocciutamente sul nucleare.
Ho sentito parlare di tutte le alternative di cui parli, ma che non ho mai approfondito. Per il momento penso che una o più di loro, alla lunga, potrà diventare prevalente e attirare gli investimenti necessari per divenire quella/quelle vincenti. Una volta identificate le tecnologie debbono essere industrializzate, condizione indispensabile per sostituire le tecniche attuali.
Realisticamente penso che i tempi saranno molto più lunghi dei vent’anni sperati o sognati.
Ad esempio, qualche anno fa si parlava in continuazione di idrogeno, come fosse la soluzione imminente, del prossimo futuro. Il nuovo mondo dell’energia dietro l’angolo. Qualcuno aveva iniziato ad installare distributori di idrogeno per le auto. (probabilmente a titolo propagandistico/politico) Adesso l’idrogeno è sparito dalla circolazione. Il profeta dell’idrogeno era l’americano Rifkin, che girava il mondo a far conferenze (e milioni di dollari). Adesso Rifkin è sparito dalla circolazione !!!.
Sarebbe una gran bella cosa se venisse risolto il problema di realizzare le batterie auto di grande capacità. Autonomie di 500 kilometri.
Sono convinto che la tecnologia risolverà questo problema. L’auto elettrica (già ne stanno uscendo ma con autonomia limitata) è un oggetto di straordinaria semplicità. Si potrebbero vendere i kit di montaggio in luogo delle auto. Sarebbe la fine dell’industria automobilistica.
Mi farò sentire quando avrò qualcosa da dire.
Questa chiacchierata mi rinverdisce le nostre discussioni di un tempo durante il pranzo in mensa insieme a Renato, Sandro e Brunello.
Mi sono mancate molto. Le mie e-mail sono il tentativo di sostituirle. Un surrogato.

Energie rinnovabili e sistemi di accumulo

Caro Franco,
i sostenitori della necessità di sostituire, più o meno integralmente nella produzione di energia elettrica, i sistemi che utilizzano i combustibili fossili od il nucleare con fonti di energia non inquinanti (solare od eolico), se sono competenti ed intellettualmente onesti, sanno bene che le caratteristiche di intermittenza (ciclo giorno-notte) e di irregolarità (variazioni metereologiche), di queste fonti richiedono il loro completamento con sistemi di accumulo dell’energia.
Sono stati proposte diverse soluzioni:
A) Il sistema “Solare a concentrazione” che già utilizza “sali fusi” ad alta temperatura come fluido, vettore del calore dalle parabole alle turbine, può usare un serbatoio, isolato termicamente, di tali sali per accumulare energia termica da fornire durante le 16/18 ore di assenza di luce solare,
B) L’energia elettrica generata direttamente dai “Sistemi Fotovoltaici “ può essere utilizzata per produrre idrogeno da elettrolisi .L’idrogeno può essere accumulato per essere poi utilizzato in loco o a distanza nelle “celle a combustibile” o come combustibile non inquinante.
C) Negli USA si pensa di poter accumulare energia sotto forma di aria compressa a 75 Atm pompata in caverne o miniere abbandonate. L’aria compressa verrebbe poi rilasciata, a richiesta, per muovere una turbina dopo essere stata riscaldata bruciando una piccola quantità di gas naturale (vedi LE SCIENZE marzo 2008 pag. 44).
D) La diffusione di auto elettriche alimentate da batterie di nuova generazione potrebbe offrire l’opportunità di immagazzinare energia da fonte FV nelle ore di alta disponibilità.
Si fa notare che anche energia idroelettrica ha all’origine una fonte intermittente ed irregolare: “la pioggia” !
La Natura provvede ad accumulare la sua energia potenziale negli strati di roccia porosa dei bacini imbriferi che alimentano i fiumi. L’uomo ha pensato di sfruttarla meglio con le dighe in montagna che gli permettono di avere a disposizione molta potenza per poche ore o viceversa meno potenza per più ore.
Gli amici di AUGIAS hanno forse letto un articolo di “LE SCIENZE dicembre 2009 pag. 52” dove si sostiene che, a livello
Mondiale nell’anno 2030, sarebbe possibile disporre di tutta la potenza necessaria alla intera popolazione della terra per il suo fabbisogno di energia elettrica e calcolata in 11,5 TW utilizzando solo fonti di energia pulita.
Dall’ ACQUA ( correnti marine,onde, idroeletricità, geotermia) 1,1TW ; dal VENTO 5,8 TW ; dal SOLE 4,6 TW.
Che ne dici ? Comunque complimenti sinceri per aver acceso la discussione su di un argomento tanto importante.

Vuoto di potere

In questi giorni, ad Haiti, nella tragedia, assistiamo a quello che significa il vuoto di potere.
Il vuoto di potere significa il ritorno allo stato selvaggio. La legge del più forte.

Fatti come questi generano pietà e sgomento in tutti noi. Non c’è più il capo: i più deboli diventano vittime.
Chiedo venia se colgo l’occasione per citare esperienze personali del tutto lontane dalla situazione in oggetto.
Ricordi personali lontani anni-luce dalla tragedia di Haiti.

Nel mio piccolo, da ragazzino, ho potuto assistere ad uno “scampolo” di vuoto di potere.

Il 25 Aprile 1945, giorno di fine della guerra e cambio della guardia, c’è stato un brevissimo intervallo, forse un giorno, dove a Milano non comandava più nessuno. E’ bastato quel piccolo intervallo per lasciare libera la gente di fare quello che voleva.

Bè, non era forse il giorno della liberazione ???

Avevo 12 anni ed abitavo in periferia di Milano, alla Bovisa, in una casa di ringhiera. Quattro piani di operai.
Nanca un sciur, nanca un lader, nanca una lògia (lògia=femmina di suino).
Io con i miei coetanei, eravamo sempre in strada, la palestra dove abbiamo imparato a vivere. Tutti quanti autodidatti.

Il venticinque aprile, non so per quale ragione siamo andati in gruppo alla stazione delle Ferrovie Nord della Bovisa, forse ad un kilometro da casa nostra. Qualcuno ci deve aver detto qualcosa.
Arrivati sul posto abbiamo prima assistito e poi partecipato, al saccheggio di un treno merci fermo in stazione.
Alcuni uomini buttavano giù dai vagoni degli scatoloni. Quelli che stavano sul marciapiede li arraffavano strappandoseli a vicenda.

Poi aprivano gli scatoloni per vedere il contenuto. Se non era di loro gradimento abbandonavano lo scatolone e tornavano all’assalto del materiale di bordo vagoni. Era una mischia ma senza botte. Una cosa leale, sportiva.

Preso coscienza della situazione, noi picciotti abbiamo capito che potevamo solo arraffare le scatole abbandonate dagli adulti, accontentandoci di quello che c’era dentro.

Di buona voglia ci siamo dati da fare. Dopo un po’ ciascuno aveva la sua scatola. Questo ci bastava e subito abbiamo abbandonato il campo ad evitare possibili rapine da parte di gente più grande.

Il mio bottino è consistito in una scatola piena di pipe in radica, nuove di zecca dalla fabbrica.
Altri avevano preso dentifrici, palloncini gonfiabili e non ricordo cos’altro.

Sulla via di ritorno si camminava in un corteo di gente che portava a casa il suo scatolone con il bottino.
A metà strada, il percorso passava in via Varè davanti alla chiesa parrocchiale ed all’oratorio, dove noi ragazzi eravamo di casa.

In mezzo alla strada si era piazzato il parroco, Don Egidio Trezzi, che invitava tutti, implorava tutti a ritornare e restituire tutto quanto avevamo conquistato.

Don Egidio era in mezzo alla strada con le braccia allargate, come un vigile quando ferma il traffico, e predicava ad alta voce.
Inutilmente. Don Egidio in quel momento aveva perso tutta la sua autorevolezza. Lui adesso era un signor nessuno.
Il flusso di gente passava sui marciapiedi guardando avanti, lo sguardo fisso nel vuoto.
Nessuno lo conosceva e salutava.
Nessuno, dico nessuno, lo cagava.
Lui, in quel momento, era uno spaventapasseri.
Arrivati poco dopo, in piazzale Lugano, ci sentivamo ormai a casa nostra e non temevamo più di poter essere rapinati.

Allora ci siamo fermati a curiosare dentro agli scatoloni.
Quello che aveva i palloncini, divertito ha cominciato a gonfiarli. Erano tutti di colore giallastro e non diventavano tondi.
Assumevano strane forme allungate.
I passanti occasionali ridevano divertiti, ma, specialmente le donne, ridevano in modo un po’ strano. Anche scuotendo la testa.
La percezione nostra ci diceva che stavamo dando spettacolo.
Allora come conseguenza, tutti noi a darci dentro a soffiare nei palloncini, lanciarli in aria e ridere con la gente ma senza sapere il perché.

Prima di arrivare a casa, un ragazzotto vecchio di qualche anno più di noi, ci spiegò bene o male cosa fossero i palloncini e alcuni dettagli sul loro utilizzo.
E fu così che tutti noi perdemmo l’innocenza.
Il venticinque aprile del 1945, giorno della liberazione nazionale.

Fu una storica lezione di educazione sessuale. Di quelle in uso all’epoca.

Saluti affettuosi a tutti gli amici

FRANCISCOFRANCO

sabato, gennaio 02, 2010

Riforma delle pensioni

Continua la telenovela infinita della riforma delle pensioni.
Saranno almeno trent'anni che le autorità europee ce lo chiedono.
Fate le riforme strutturali, prima fra tutte quella del sistema pensionistico !!!
Con loro i governatori della Banca d'Italia, Ciampi, Fazio ed ora Draghi.
E' un ritornello ossessionante. Mai ascoltato.
I nostri politici cianciano, cincischiano, dicono di si, che si, ma certo che si, ci vuole, è sacrosanta,
la riforma delle pensioni è sacrosanta noi tutti la vogliamo.
Basta che la faccia qualcun altro.
Chi se la sente di perdere così tanti voti !!!
Perchè i fessi dobbiamo essere proprio noi ?!!!
Il sistema pensionistico attuale ha creato una camicia di forza nel bilancio dello Stato.
Non ci sono più soldi per fare autostrade, ferrovie, metropolitane, ponti sullo Stretto, ecc. ecc.
Per creare cioè gli utensili destinati a cambiare il futuro dell'Italia.
A far arrivare i "tempi migliori".
Con il sistema pensionistico, creato da Mussolini negli anni trenta, si andava in pensione tutti a sessantanni. Senza privilegi di sorta.
I cattocomunisti, negli anni settanta, han pensato bene di creare le pensioni di anzianità.
Da un giorno all'altro, senza clamore, e senza proclamare di chi era il merito, si è iniziato ad andare a riposo a cinquant'anni.
Il bilancio dello Stato è andato subito in picchiata.
Adesso abbiamo 17 milioni di pensionati, contro una forza lavoro di 23 milioni.
Una parte di questi ultimi, 3,5 milioni, sono dipendenti pubblici, anche loro sulle spalle di pantalone il contribuente.
I rimanenti cittadini sono giovani a carico delle famiglie.
Faccio notare che 23 - 3,5 = 19,5 milioni di unità-forza-lavoro reale.
Mentre 17 + 3,5 = 20,5 milioni di persone al traino del mondo produttivo.
A fronte di una simile situazione, nel 1994, Berlusconi proclamò di voler fare una drastica riforma del sistema pensionistico, sullo stile di quanto fece Margaret Tatcher in Inghilterra, riforma quanto mai salvifica per il bilancio inglese.
Allora i cattocomunisti scatenarono tutto il potenziale di perniciosa demenza di cui sono in possesso, contro la volontà fascista e antidemocratica del "padrone delle televisioni".
Praticamente loro hanno voluto prendersi doppiamente il merito del disastro economico dell'Italia.
Non bastava loro di avere creato il disastro; lo hanno voluto anche difendere.
Cioè impedire che il sistema venisse riformato.
L'Italia nell'occasione della demolizione del primo governo Berlusconi ha perso l'ultimo tram per riacquistare credibilità internazionale, dignità, ed un'autonomia economica degna di uno stato non bancarottiero.
Gradirei se qualcuno volesse contestare queste mie affermazioni.
Ieri, tanto per cambiare, Fassino ha ripetuto, per la millesima volta, che il governo ha seriamente l'intenzione di mettere mano ad una riforma delle pensioni.
Dopo che sono scappati milioni di buoi, dico io.
E dopo che la Germania (come altri) ha gia stabilito da tempo un percorso a tappe che porterà i tedeschi ad andare in pensione a 76 anni.
Vedremo prossimamente dove porterà il coraggio e la determinazione di Piero Fassino.
Adesso i pensionati sono andati in piazza con le bandiere per chiedere l al Presidente del Coniglio l'aumento, della pensione.
Pare che metà dei 17 milioni di pensionati che abbiamo arrivino a prendere 500 euro al mese.
Chissà quanti di loro erano andati nel 94 a fare la Marcia su Roma della sinistra contro il Berlusca ?
A difendere il diritto di andare in pensione a cinquant'anni.
Chissà quanti di loro si ricordano delle consulenze avute dal sindacato che, fatti i conti diceva loro:
lei in pensione (a cinquant'anni) prende quasi come a lavorare.
Non vale la pena di continuare a lavorare.
Lasci libero il posto ai giovani e si goda la pensione !!!
Certo che anche il sindacato non poteva prevedere l'effetto dell'euro.
Ma prevedere che andando in pensione a cinquant'anni, e poi avendo la fortuna di campare fino a ottanta, si rischiava di vivere poi a caffelatte, questo si era prevedibilissimo, se la mia riserva di memoria non mi inganna.
Perchè anche l'inflazione della lira non scherzava davvero.
Pensa che consulenza che davano i sindacati ai lavoratori !!!
Adesso, il dare 1 (uno) euro al mese di aumento a tutti i pensionati vuol dire spendere 17 milioni di euro al mese, che fanno all'anno 17x13=221 (duecentoventuno) milioni di euro = 442 miliardi delle povere vecchie lire.
Se invece si volesse fare un vero aumento ai pensionati, diciamo 100 euro al mese, bisognerebbe spendere 22.100 (ventiduemilacento) milioni di euro, cioè piu di 22 miliardi di euro, cioè piu di metà della cifra messa in ballo con la contestatissima legge finansiaria.
Se qualcuno lo propone al Ministro Padoa-Venesia-Mestre-Sciopa, quello el sciopa veramente !!!
Ghe ven un colpo ch'el resta li seco come un palo dell'illuminasion !!!
Invece il Presidente del Coniglio rimane imperturbabile.
Adesso ha detto che a Gennaio si parlerà di riforma delle pensioni.
Si parlerà.
Abbiamo visto lo spettacolo penoso dei pensionati da 500 euro al mese, senza speranze, in piazza con le bandiere, a chiedere un adeguamento della loro miseria.
Adeguamento che non avverrà mai semplicemente perchè impossibile da realizzare. Un esercito così non è mai esistito.
Questo è un risultato classico della SINISTRA.
Quei poveretti prima si sono fatti convincere ad andare in piazza per difendersi, contro il despota Berlusconi, che voleva farli lavorare.
Loro volevano andare in pensione a cinquant'anni, cioè volevano farsi rottamare. Ci sono riusciti.
Sinistra e sindacati hanno aiutato a rottamarli, a decine di milioni
Questi poveracci adesso si accorgono di non avere più speranza se non quella di morire prima che i morsi della fame sopraggiungano inesorabili.
Nessuno ha il coraggio di dirglielo
L'Italia purtroppo era imparentata, (per fortuna alla lontana), con il sistema sovietitico, e questo ne è un retaggio.
Lo Stato deve provvedere a tutto
Quando non ce la fà, affonda tutto insieme.
Egualitariamente.
Implode come le Torri Gemelle.
Come l'Unione Sovietica
I consiglieri sindacali che li hanno convinti nel 94 a fare la Marcia su Roma dove sono ?
Adesso hanno cambiato il loro credo.
Sono diventati europeisti.
Adesso devono difendere il bilancio di Padoa-Venesia-Mestre-Scio.
Un esercito di milioni di rottamati.
L'istituto della previdenza sociale per tutti è stato qualcosa che venne concepito per garantire una vecchiaia serena, economicamente dignitosa, accettabile, per tutti, alla fine della vita lavorativa.
Durante gli anni sattanta (la data non viene celebrata !) nel pieno del parossismo sessantottino,
si decise che non era giusto aspettare l'età naturale di pensionamento.
D'altronde i ricchi padroni hanno sempre fatto la bella vita anche da giovani !!! Perchè i lavoratori dovevano aspettare la vecchiaia ?
Si potevano benissimo scaricare 10 anni prima sulle spalle dello Stato.
Il caso volle che la cosa piacesse anche agli industriali, impossibililitati a licenziare personale in esubero.
Fu di conseguenza un Inciucio Storico, mai formalizzato pubblicamente come il Compromesso Storico Moro-Berlinguer, ma molto più concreto e reale. Un inciucio cinico da parte di chi si rendeva conto delle conseguenze.
Probabilmente era parte integrante del Compromesso Storico.
Nel momento in cui vennero prese queste decisioni la sofferenza per il bilancio dello Stato era relativamente modesta.
Ma l'Inciucio Storico era una cambiale da pagare nel futuro.
Quando milioni e milioni di pensionati si sarebbero accumulati.
Ora siamo nel futuro. Abbiamo 17 milioni di pensionati.
Un aspetto che non è al centro delle discussioni.
E' troppo scomodo.
Meglio parlare del bollo auto, dei ticket, degli aumenti ingiustificati del prezzo delle cipolle.
17 milioni.
Un esercito straordinario !
Il più grande esercito nella storia italiana è stato quello della Prima Gierra Mondiale: 3,5 milioni di soldati.
Avessimo avuto 17 milioni di uomini potevamo marciare su Vienna in una settimana.
Al di là di ogni facile ironia, ora ci troviamo in una situazione dove la finalità dell'istituto previdenziale è stata tradita.
In Italia la più grande massa di poveri è di gran lunga costituita dai pensionati.
Non so a quanto ammonti un sussidio di disoccupazione ma penso che somigli molto alla pensione percepita dalla maggioranza dei 17 milioni di rottamati.
Oltretutto, beffardamante, questo è il risultato delle battaglie sostenute da quelli che (formalmente) sarebbero i difensori dei lavoratori





























































































50° anniversario di fondazione dell’Europa

Oggi dalla TV, alle celebrazioni del 50° anniversario di fondazione dell’Europa ho sentito, in una intervista al Presidente Napolitano, dichiarare la “mia” verità:
gli USA sono stati la levatrice dell’Europa Metafora usata nell’intervista
Questo non era mai stato detto in modo formale.
E’ sempre stata una mia ferma convinzione, avendo vissuto l’epoca dell’evento, che l’Europa sia stata riunita su “ordine” americano, ma in occasione di conversazioni con persone della mia stessa età ho percepito un senso di malessere nell’interlocutore.
Un sentimento di offesa verso quei degnissimi statisti protagonisti dell’evento.
Ma non era mica colpa di De Gasperi, Schumann e gli altri se in quel momento non comandavano loro !!!
L’Europa unita rappresentava un formidabile bastione contro il comunismo che minacciava di espandersi in tutto il continente europeo.
Nel continente conquistato dagli americani con le armi e con il sangue.
Nel continente dove gli USA comandavano politicamente e militarmente, per nostra immeritata fortuna.
In quell’Europa al di qua del “muro” affamata e logorata da reciproci risentimenti nazionalistici, eredità della guerra.
E’ chiaro che il linguaggio usato nell’intervista non è stato brutale quanto il mio.
Ma la sostanza del discorso è stata la medesima, senza infingimenti.
Poi l’intervistatrice, nel seguito del discorso, ha fatto parlare Napolitano di come la sinistra all’epoca abbia percepito l’evento dell’unificazione europea.
La domanda appariva coraggiosa in quanto Napolitano, all’epoca, militava nel Partito Comunista, che si era opposto con tutte le sue forze all’unificazione europea.
In realtà il coraggioso è stato Napolitano a fargliela fare, perché in simili occasioni le domande sono concordate.
Rispondendo alla domanda Napolitano è partito da eventi del 1970 (quando la burrasca era passata) raccontando di un paio di membri del partito che vennero eletti al Parlamento Europeo.
Volendo così affermare che l’europeismo era stato, alla fine, accettato dal Partito Comunista
Poi ha proseguito parlando del suo incontro con Alterio Spinelli, grande ideologo dell’europeismo.
Napolitano venne folgorato (sulla via di Damasco) da quell’incontro. Penso abbia voluto far capire che da quel momento lui divenne sostanzialmente un Socialdemocratico
Cosa, aggiungo io, che gli costò la ghettizzazione all’interno del partito, ed il conseguente “esilio politico” vissuto presso il Parlamento Europeo.
Volemosebbene italiani !!!
Franciscofranco