sabato, gennaio 02, 2010

Riforma delle pensioni

Continua la telenovela infinita della riforma delle pensioni.
Saranno almeno trent'anni che le autorità europee ce lo chiedono.
Fate le riforme strutturali, prima fra tutte quella del sistema pensionistico !!!
Con loro i governatori della Banca d'Italia, Ciampi, Fazio ed ora Draghi.
E' un ritornello ossessionante. Mai ascoltato.
I nostri politici cianciano, cincischiano, dicono di si, che si, ma certo che si, ci vuole, è sacrosanta,
la riforma delle pensioni è sacrosanta noi tutti la vogliamo.
Basta che la faccia qualcun altro.
Chi se la sente di perdere così tanti voti !!!
Perchè i fessi dobbiamo essere proprio noi ?!!!
Il sistema pensionistico attuale ha creato una camicia di forza nel bilancio dello Stato.
Non ci sono più soldi per fare autostrade, ferrovie, metropolitane, ponti sullo Stretto, ecc. ecc.
Per creare cioè gli utensili destinati a cambiare il futuro dell'Italia.
A far arrivare i "tempi migliori".
Con il sistema pensionistico, creato da Mussolini negli anni trenta, si andava in pensione tutti a sessantanni. Senza privilegi di sorta.
I cattocomunisti, negli anni settanta, han pensato bene di creare le pensioni di anzianità.
Da un giorno all'altro, senza clamore, e senza proclamare di chi era il merito, si è iniziato ad andare a riposo a cinquant'anni.
Il bilancio dello Stato è andato subito in picchiata.
Adesso abbiamo 17 milioni di pensionati, contro una forza lavoro di 23 milioni.
Una parte di questi ultimi, 3,5 milioni, sono dipendenti pubblici, anche loro sulle spalle di pantalone il contribuente.
I rimanenti cittadini sono giovani a carico delle famiglie.
Faccio notare che 23 - 3,5 = 19,5 milioni di unità-forza-lavoro reale.
Mentre 17 + 3,5 = 20,5 milioni di persone al traino del mondo produttivo.
A fronte di una simile situazione, nel 1994, Berlusconi proclamò di voler fare una drastica riforma del sistema pensionistico, sullo stile di quanto fece Margaret Tatcher in Inghilterra, riforma quanto mai salvifica per il bilancio inglese.
Allora i cattocomunisti scatenarono tutto il potenziale di perniciosa demenza di cui sono in possesso, contro la volontà fascista e antidemocratica del "padrone delle televisioni".
Praticamente loro hanno voluto prendersi doppiamente il merito del disastro economico dell'Italia.
Non bastava loro di avere creato il disastro; lo hanno voluto anche difendere.
Cioè impedire che il sistema venisse riformato.
L'Italia nell'occasione della demolizione del primo governo Berlusconi ha perso l'ultimo tram per riacquistare credibilità internazionale, dignità, ed un'autonomia economica degna di uno stato non bancarottiero.
Gradirei se qualcuno volesse contestare queste mie affermazioni.
Ieri, tanto per cambiare, Fassino ha ripetuto, per la millesima volta, che il governo ha seriamente l'intenzione di mettere mano ad una riforma delle pensioni.
Dopo che sono scappati milioni di buoi, dico io.
E dopo che la Germania (come altri) ha gia stabilito da tempo un percorso a tappe che porterà i tedeschi ad andare in pensione a 76 anni.
Vedremo prossimamente dove porterà il coraggio e la determinazione di Piero Fassino.
Adesso i pensionati sono andati in piazza con le bandiere per chiedere l al Presidente del Coniglio l'aumento, della pensione.
Pare che metà dei 17 milioni di pensionati che abbiamo arrivino a prendere 500 euro al mese.
Chissà quanti di loro erano andati nel 94 a fare la Marcia su Roma della sinistra contro il Berlusca ?
A difendere il diritto di andare in pensione a cinquant'anni.
Chissà quanti di loro si ricordano delle consulenze avute dal sindacato che, fatti i conti diceva loro:
lei in pensione (a cinquant'anni) prende quasi come a lavorare.
Non vale la pena di continuare a lavorare.
Lasci libero il posto ai giovani e si goda la pensione !!!
Certo che anche il sindacato non poteva prevedere l'effetto dell'euro.
Ma prevedere che andando in pensione a cinquant'anni, e poi avendo la fortuna di campare fino a ottanta, si rischiava di vivere poi a caffelatte, questo si era prevedibilissimo, se la mia riserva di memoria non mi inganna.
Perchè anche l'inflazione della lira non scherzava davvero.
Pensa che consulenza che davano i sindacati ai lavoratori !!!
Adesso, il dare 1 (uno) euro al mese di aumento a tutti i pensionati vuol dire spendere 17 milioni di euro al mese, che fanno all'anno 17x13=221 (duecentoventuno) milioni di euro = 442 miliardi delle povere vecchie lire.
Se invece si volesse fare un vero aumento ai pensionati, diciamo 100 euro al mese, bisognerebbe spendere 22.100 (ventiduemilacento) milioni di euro, cioè piu di 22 miliardi di euro, cioè piu di metà della cifra messa in ballo con la contestatissima legge finansiaria.
Se qualcuno lo propone al Ministro Padoa-Venesia-Mestre-Sciopa, quello el sciopa veramente !!!
Ghe ven un colpo ch'el resta li seco come un palo dell'illuminasion !!!
Invece il Presidente del Coniglio rimane imperturbabile.
Adesso ha detto che a Gennaio si parlerà di riforma delle pensioni.
Si parlerà.
Abbiamo visto lo spettacolo penoso dei pensionati da 500 euro al mese, senza speranze, in piazza con le bandiere, a chiedere un adeguamento della loro miseria.
Adeguamento che non avverrà mai semplicemente perchè impossibile da realizzare. Un esercito così non è mai esistito.
Questo è un risultato classico della SINISTRA.
Quei poveretti prima si sono fatti convincere ad andare in piazza per difendersi, contro il despota Berlusconi, che voleva farli lavorare.
Loro volevano andare in pensione a cinquant'anni, cioè volevano farsi rottamare. Ci sono riusciti.
Sinistra e sindacati hanno aiutato a rottamarli, a decine di milioni
Questi poveracci adesso si accorgono di non avere più speranza se non quella di morire prima che i morsi della fame sopraggiungano inesorabili.
Nessuno ha il coraggio di dirglielo
L'Italia purtroppo era imparentata, (per fortuna alla lontana), con il sistema sovietitico, e questo ne è un retaggio.
Lo Stato deve provvedere a tutto
Quando non ce la fà, affonda tutto insieme.
Egualitariamente.
Implode come le Torri Gemelle.
Come l'Unione Sovietica
I consiglieri sindacali che li hanno convinti nel 94 a fare la Marcia su Roma dove sono ?
Adesso hanno cambiato il loro credo.
Sono diventati europeisti.
Adesso devono difendere il bilancio di Padoa-Venesia-Mestre-Scio.
Un esercito di milioni di rottamati.
L'istituto della previdenza sociale per tutti è stato qualcosa che venne concepito per garantire una vecchiaia serena, economicamente dignitosa, accettabile, per tutti, alla fine della vita lavorativa.
Durante gli anni sattanta (la data non viene celebrata !) nel pieno del parossismo sessantottino,
si decise che non era giusto aspettare l'età naturale di pensionamento.
D'altronde i ricchi padroni hanno sempre fatto la bella vita anche da giovani !!! Perchè i lavoratori dovevano aspettare la vecchiaia ?
Si potevano benissimo scaricare 10 anni prima sulle spalle dello Stato.
Il caso volle che la cosa piacesse anche agli industriali, impossibililitati a licenziare personale in esubero.
Fu di conseguenza un Inciucio Storico, mai formalizzato pubblicamente come il Compromesso Storico Moro-Berlinguer, ma molto più concreto e reale. Un inciucio cinico da parte di chi si rendeva conto delle conseguenze.
Probabilmente era parte integrante del Compromesso Storico.
Nel momento in cui vennero prese queste decisioni la sofferenza per il bilancio dello Stato era relativamente modesta.
Ma l'Inciucio Storico era una cambiale da pagare nel futuro.
Quando milioni e milioni di pensionati si sarebbero accumulati.
Ora siamo nel futuro. Abbiamo 17 milioni di pensionati.
Un aspetto che non è al centro delle discussioni.
E' troppo scomodo.
Meglio parlare del bollo auto, dei ticket, degli aumenti ingiustificati del prezzo delle cipolle.
17 milioni.
Un esercito straordinario !
Il più grande esercito nella storia italiana è stato quello della Prima Gierra Mondiale: 3,5 milioni di soldati.
Avessimo avuto 17 milioni di uomini potevamo marciare su Vienna in una settimana.
Al di là di ogni facile ironia, ora ci troviamo in una situazione dove la finalità dell'istituto previdenziale è stata tradita.
In Italia la più grande massa di poveri è di gran lunga costituita dai pensionati.
Non so a quanto ammonti un sussidio di disoccupazione ma penso che somigli molto alla pensione percepita dalla maggioranza dei 17 milioni di rottamati.
Oltretutto, beffardamante, questo è il risultato delle battaglie sostenute da quelli che (formalmente) sarebbero i difensori dei lavoratori





























































































50° anniversario di fondazione dell’Europa

Oggi dalla TV, alle celebrazioni del 50° anniversario di fondazione dell’Europa ho sentito, in una intervista al Presidente Napolitano, dichiarare la “mia” verità:
gli USA sono stati la levatrice dell’Europa Metafora usata nell’intervista
Questo non era mai stato detto in modo formale.
E’ sempre stata una mia ferma convinzione, avendo vissuto l’epoca dell’evento, che l’Europa sia stata riunita su “ordine” americano, ma in occasione di conversazioni con persone della mia stessa età ho percepito un senso di malessere nell’interlocutore.
Un sentimento di offesa verso quei degnissimi statisti protagonisti dell’evento.
Ma non era mica colpa di De Gasperi, Schumann e gli altri se in quel momento non comandavano loro !!!
L’Europa unita rappresentava un formidabile bastione contro il comunismo che minacciava di espandersi in tutto il continente europeo.
Nel continente conquistato dagli americani con le armi e con il sangue.
Nel continente dove gli USA comandavano politicamente e militarmente, per nostra immeritata fortuna.
In quell’Europa al di qua del “muro” affamata e logorata da reciproci risentimenti nazionalistici, eredità della guerra.
E’ chiaro che il linguaggio usato nell’intervista non è stato brutale quanto il mio.
Ma la sostanza del discorso è stata la medesima, senza infingimenti.
Poi l’intervistatrice, nel seguito del discorso, ha fatto parlare Napolitano di come la sinistra all’epoca abbia percepito l’evento dell’unificazione europea.
La domanda appariva coraggiosa in quanto Napolitano, all’epoca, militava nel Partito Comunista, che si era opposto con tutte le sue forze all’unificazione europea.
In realtà il coraggioso è stato Napolitano a fargliela fare, perché in simili occasioni le domande sono concordate.
Rispondendo alla domanda Napolitano è partito da eventi del 1970 (quando la burrasca era passata) raccontando di un paio di membri del partito che vennero eletti al Parlamento Europeo.
Volendo così affermare che l’europeismo era stato, alla fine, accettato dal Partito Comunista
Poi ha proseguito parlando del suo incontro con Alterio Spinelli, grande ideologo dell’europeismo.
Napolitano venne folgorato (sulla via di Damasco) da quell’incontro. Penso abbia voluto far capire che da quel momento lui divenne sostanzialmente un Socialdemocratico
Cosa, aggiungo io, che gli costò la ghettizzazione all’interno del partito, ed il conseguente “esilio politico” vissuto presso il Parlamento Europeo.
Volemosebbene italiani !!!
Franciscofranco




















mercoledì, dicembre 02, 2009

Il non parlamento

Il parlamento italiano, con la Costituzione che abbiamo, serve solo a rallentare la vita del Paese.
Di conseguenza il governo escogita tutti i modi per saltarlo.
E’ inutile recriminare sulle quisquillie. Anche cambiare la legge elettorale lascia il tempo che trova.
Deputati e senatori sono schiavi delle due coalizioni di Governo e di Opposizione, in qualunque modo siano arrivati in parlamento.
In sostanza il problema è che ogni volta che si vota entra in gioco il destino del Governo.

Se il Governo va sotto parte subito la discussione se questa maggioranza ha il diritto di governare oppure no.
L’opposizione (dal 1946 a oggi) comincia subito a chiedere le dimissioni del Governo. E’ un diritto che gli da la Costituzione.
Questo aspetto rappresenta una interferenza continua di impedimento alla libertà di voto dei deputati e senatori.
Ogni volta, oltre all’argomento per cui si vota (che dovrebbe essere l’unico argomento) c’è in ballo la sopravvivenza del Governo.

E questo secondo aspetto prende il sopravvento sulla questione di cui si stà votando.
Nessuno può tradire la sua coalizione, a meno che sia un suicida politico e non glie ne importi più niente di stare in parlamento, cosa molto rara.

Allora cosa dobbiamo fare ???

Dobbiamo passare ad una Costituzione del tipo americano.
Negli USA il Presidente, che è anche Primo Ministro, viene eletto ogni quattro anni direttamente dal popolo.
Il Parlamento non ha diritto a cacciarlo via.
Nel mezzo di ogni quadriennio, sfasati di due anni rispetto al Presidente, gli elettori eleggono i deputati.
La composizione del Parlamento può anche risultare di segno politico contrario al Presidente, vale a dire può bocciare qualsiasi legge venga messa ai voti, ma il Presidente rimane dov’è.

In queste condizioni deputati e senatori hanno la vera libertà di voto. Si vota semplicemente per la legge in questione.
La Costituzione attuale, scritta nel 1946 da persone perseguitate dal fascismo, pensava solo ad evitare un ritorno del fascismo.
La velocità di decisione non era una virtù. Faceva solo paura. Ma era un’altra Italia. Si andava piedi oppure a velocità degli animali da tiro.
La Vespa e la Lambretta le hanno progettate quell’anno. La Topolino ghe l’aveven i sciuri, e la Balila ghe l’aveven i sciuras.
Il telefono non c’era ne in casa mia ne in casa tua. Nel mio cortile c’era uno che aveva la radio. Quelli che potevano andavano in vacanze in Brianza con i treni della Nord, ed arrivati là prendevano la purga perché avevano cambiato aria.

Oggi siamo nell’epoca dell’aviazione, della TV, di internet, del cellulare, del telelavoro. Purtroppo anche in Cina, India, ecc.
La tempestività nel prendere decisioni è divenuta fondamentale.
C’è da sperare che l’insieme dei nostri politici si svegli e decida di cambiare radicalmente la Costituzione.
I francesi, da cui l’avevamo copiata, l’hanno cambiata verso la fine degli anni cinquanta. Perché stavano andando a rotoli.
Hanno rischiato la guerra civile.
Hanno dato carta bianca per un anno a De Gaulle che ha provveduto al caso. Quella francese di oggi è una Costituzione che somiglia a quella americana.
Vedere i nostri parlamentari in TV quando fanno le dichiarazioni di voto in Parlamento è deprimente.

Il lavoro legislativo avviene per forza di cose nelle Commissioni Parlamentari dove siedono solo gli specialisti del settore specifico. E’ l’unico lavoro concreto del Parlamento.
Le proposte di voto, una volta approvate in Commissione, passano poi all’Aula per essere votate. Il loro destino è già segnato: passano solo se lo vuole la maggioranza.
L’opposizione lo sa, ma ha diritto alle dichiarazioni di voto e sempre le utilizza, consumando più tempo che può per rallentare l’azione di governo.
Inoltre, data la presenza della TV, il relatore trasforma la dichiarazione di voto in un comizio elettorale.
Quindi davanti al video vediamo riuniti i compagni di partito del relatore, attenti e pronti ad applaudire, mentre tutti gli altri in ordine sparso, fuori dai loro seggi a chiacchierare o leggere giornali. E’ una cosa penosa.

Io non farei più entrare le telecamere alla Camera ed al Senato.
Saluti carissimi da Franco

lunedì, novembre 09, 2009

Striscia la malizia nucleare

Dobbiamo discutere di problemi scientifici aperti da Greggio e Jachetti.

Un paio di sere fa hanno parlato in modo approfondito di energia nucleare.

Mica micio-micio-bau-bau nèèè !!!! Roba grossa !!!!

Un inviato speciale di “striscia” ha intervistato qualche “addetto al mestiere” del nucleare che ha fatto propaganda a favore dei Reattori di IV Generazione invitando il Governo a finanziare lo sviluppo di questi ultimi invece dei vecchi reattori di III Generazione sporchi brutti e cattivi, ma soprattutto vecchi.

Giusto perbacco !!!! Bisogna educare il popolo in queste cose complicate !!!!

L’esperto ha detto solamente che i reattori di Quarta Generazione sono più sicuri di quelli di Terza generazione..

Gli concedo il fatto che raccontare tutto il resto era molto più lungo e difficile.

E’ comunque discutibile dire che quelli nuovi, mai usati, saranno più sicuri di quelli usati per plurimi decenni senza incidenti, specialmente se questi ultimi sono in numero di cinquecento, sparsi in tutto il mondo.

Facendo il processo alle intenzioni dico che è stata nominata la questione non determinante ma che più interessa e colpisce la pubblica opinione, cioè la sicurezza.

Lo scopo è propagandistico e sfrutta la fobia italiana nata da Chernobyl. E’ sicuramente una “strisciata” dietro le quale ci sono interessi.

Chi ci sarà dietro questi interessi ???

Allora cominciamo a spiegare un poco cosa sono la terza e la quarta generazione.

Reattori di terza generazione

I Reattori di Terza Generazione sono gli unici attualmente esistenti a livello mondiale. Sia quelli in servizio che quelli in allestimento.

Cioè circa cinquecento macchine in tutto il mondo.

Evidentemente questi reattori appartengono tutti al vecchio mondo, anche se alcuni sono ancora in mano alla “levatrice”.

Cioè, il mondo, appena nato, è diventato vecchio.

Però quelli nuovi non esistono ancora. In altre parole i reattori sono diventati nonni, ma figli e nipoti non sono ancora nati.

Comunque questa terza generazione di nonni non ha mai avuto incidenti. Quello di Chernobyl apparteneva ad un altro universo, morto e sepolto.

Esperienze della quarta generazione

Il nuovo mondo nucleare, quello di Quarta Generazione, è allo studio di fattibilità.

La quarta generazione (futura), rispetto alla terza, avrebbe un grosso vantaggio: quello di riutilizzare in continuazione gli scarti.

Quindi niente o pochissime scorie, e combustibile pressoché infinito.

Sono reattori definiti autofertilizzanti

E’ una speranza, per ora solo una grande speranza.

C’è stato molti anni fa un progetto sperimentale di quarta generazione fatto dalla Francia e finanziato anche da Italia e Germania.

Si chiamava progetto Superphoenix.

E’ stato chiuso nel 1998 senza aver prodotto alcun progetto realizzabile. Ci hanno rinunciato.

Superphoenix ha solo indotto ad iniziare altri studi puntando su macchine più piccole.

Non conosco il quadro degli attuali partecipanti/finanziatori.

Le previsioni in termini di tempo parlano di 20-30 anni per arrivare ad un progetto fattibile industrialmente.

Sempre che si arrivi alla fattibilità. Non si dimentichi che siamo sempre nel campo della ricerca.

Cosa fare in Italia ???

Non è certamente il caso di rinunciare a partecipare a queste nuove esperienze.

Ma non è neanche il caso di scommetterci sopra abbandonando tutto il concreto esistente, mentre il resto del mondo lo adotta.

Una Nazione, l’Italia, che si è fermata e ha perso il treno del nucleare, adesso dovrebbe star ferma ed aspettare ancora come dicono a Striscia ???

E intanto continuare a finanziare la costruzione di centrali di terza generazione all’estero, come stiamo facendo adesso, senza fare niente in Italia ???

Rimanere cioè in balia degli altri a tempo indeterminato ???

A me sembrerebbe più pragmatico e saggio tenere i piedi in due scarpe, vale a dire partecipare alla ricerca sulla quarta Generazione

ma iniziare intanto ad installare centrali di tipo attuale visto che siamo già in grave ritardo.

In buona sostanza metterci alla pari degli altri senza peraltro rinunciare al futuro.

Gli amanti della energia solare ed eolica non si illudano. Queste fonti possono servire a risparmiare energia costosa ma non possono sostituire

Idraulica+Termica+Nucleare che garantiscono a tempo pieno la fornitura a tutta la nazione.

Solare ed eolico sono fonti intermittenti

Fine dei discorsi tecnico/pseudoscientifici.

Striscia-la malizia mi fa invece venire sospetti sulle intenzioni del Governo circa il programma nucleare.

Non è che per tragica mancanza di soldi anche il Governo abbia cambiato idea rispetto al programma nucleare annunciato ???

Non può darsi che le intenzioni superassero la disponibilità finanziaria ???

Potrebbe dire (il Governo) ma-chi-melo-fa-fare di dover fare la guerra contro tutti i rompiscatole sognatori anti-nuc e nel contempo anche i salti mortali per trovare i soldi che non ci sono ???

Non sarebbe allora più comodo andare dietro l’onda e togliere argomenti a tutti i pappagalli anti-nuc vivendo più rilassati con il bilancio ???

Mi pare che Craxi, a suo tempo, abbia ragionato così davanti all’umore cacasotto degli italiani dopo Chernobyl.

Gli italiani non vogliono il nucleare ??? Noi li accontentiamo, stiano pure senza. I soldi, se ci sono, li usiamo in altro modo.

A parziale riabilitazione di Craxi rispetto a tangentopoli bisogna dire che la montagna di debiti, che tuttora abbiamo, era stata creata prima di lui,

da sessantottini e governi compiacenti, incluso a pieno titolo il duo Berlinguer-Moro del governo di Unità Nazionale.

Affettuosi saluti a tutti gli amici

sabato, maggio 30, 2009

800 crape per kmq

Noi, Italia,
siamo un transatlantico in mezzo al mare, strapieno di viaggiatori paganti, riluttante ad imbarcare i disperati che incontra in mare.
Ultimamente ci siamo messi a begare con Malta perché i disperati trovati in una certa zona di mare, secondo le leggi vigenti della marineria, erano di competenza Maltese.
E’ vero, quei disperati, teoricamente sono appannaggio di Malta.

Ma il principio si applica ai naufraghi, quelli autentici, non alle fughe in massa dall’Africa su zattere suicide.

A Malta non ci sarebbe neanche il posto per seppellirli, anche volendolo fare.

Da noi c’è un po’ più posto, ma non per le dimensioni africane.
Ottocento milioni di africani sono troppi per i sessanta milioni di italiani, e soprattutto per i 300 mila kmq del nostro transatlantico.

L’ Europa, nel suo insieme, dovrebbe dare una regolata all’afflusso, senza con questo pretendere di farli arrivare tutti.
Semplicemente distribuire equamente in tutte le 27 nazioni europee la quota accettabile.
Invece, nonostante che noi siamo riconosciuti come i più grandi casinisti dei 27 soci, l’Europa è piu svanverata di noi.

Prima di tutto l’Europa dovrebbe fare una politica di agevolazione alle importazioni di prodotti agricoli africani in modo da far vivere gli africani a casa loro.
Invece l’Europa fa tutto il contrario: tasse all’importazione dall’Africa e aiuti economici agli agricoltori europei per battere la concorrenza.
Alla faccia della conclamata solidarietà, che In Francia chiamano Libertè, Egalitè, Fraternitè, tut par me e gnent par te.
I francesi sono i fondatori della civiltà europea. Cosi dicono loro.
Le grandi nazioni d’Europa, non fanno niente per arginare l’esodo dall’Africa.

I nostri politici si accapigliano usando un sacco di termini inutili. D’altra parte è il loro sport, se non il loro compito.
I buonisti vogliono spalancare le porte e tirano in ballo la xenofobia dagli avversari, cioè quella dei leghisti ottusi.
Poi, gli storiografi ricordano che anche noi emigravamo, andavamo in America, in Australia.
Questi qui hanno la vista lunga solo per guardare indietro. Magari hanno figli e nipoti ma dimenticano di guardare avanti.
Noi non siamo l’America e l’Australia, pianeti da colonizzare.

Quasi nessuno mette il dito nella piaga tutta italiana: comparati a tutti gli altri partner europei noi siamo in troppi rispetto al nostro territorio. Siamo troppo fitti.
E lo si nota quando bisogna fare qualcosa di necessario e non c’è un posto che vada bene.
Non c’è posto perché dappertutto c’è gente da infastidire. Non ci sono più spazi vuoti.

Se guardiamo alle statistiche in modo burocratico, cioè ottuso, la nostra densità di persone per Km quadrato somiglia a quella degli altri: In Italia sono 190 persone per kmq.
In Francia sono 109, in Germania 231, in Inghilterra 243, in Spagna 81.
Cosa vuoi che sia. Sono numeri che non spaventano.

Se invece guardiamo attentamente al nostro territorio pieno di montagne, e le statistiche dicono che
abbiamo solo il 23% di pianura, allora si capisce perché siamo pigiati.
Ricalcolata in questo modo la nostra densità abitativa reale arriva a oltre 800 persone a kmq.
E allora si capiscono un po’ meglio i nostri problemi.
Sfortunatamente gli immigrati non vanno a riempire i vuoti delle nostre valli, a dissodare le colline sugli Appennini, ecc.
No, vengono nella pianura padana a vivere come possono, facendo un po’ di tutto.

Con l’andazzo attuale di immigrati dall’Africa e dal mondo ex-comunista la città di Milano diventerà come Città del Messico. Una megalopoli invivibile.
Cambieranno i confini della città di Milano
A ovest ci sarà un quartiere, che per ragioni storiche si chiamerà Torino, mentre a est la metropolitana ad alta velocità avrà il capolinea a Verona.
Si andrà a pescare nel Po, solo se resisteranno le riserve d’acqua pedemontane della periferia nord, cioè i grandi Laghi.

I miei non sono ragionamenti da visionario.
La Brianza è già tutta cementificata e asfaltata. Quando piove un po’ di più l’acqua scende su Milano a 100 km/ora allagando Viale Zara in zona Niguarda, nonostante grandi lavori di idraulica siano stati realizzati a partire dagli anni sessanta (scolmatore del Seveso).

La nebbia è gia sparita da tempo per merito degli impianti di riscaldamento condominiali, che producono milioni di tonnellate di CO2, che però non resta in Regione. Va all’ammasso nel condominio Terra.

Le massime autorità dei Comuni di Milano e Torino hanno già avviato l’integrazione nel campo dei trasporti, dell’energia e dell’Università.
Bergamo è già un quartiere di Milano (chiedo scusa a quelli dell’Atalanta)
Ospita uno dei tre aeroporti di Milano, Orio al Serio, ed è raggiungibile da Sesto e Cinisello in quindici minuti, a 120 Km/ora su otto corsie autostradali. (Per andare a Porta Ticinese ci vuole mezzora).

L’autostrada Pedemontana di prossima costruzione è il raddoppio della A4 nell’area della megalopoli Milano.
E l’effetto dell’espansione urbanistica in direzione est-ovest di cui sto parlando.
La cementificazione segue l’orientamento dettato dalla Valle Padana.

Se qualcosa non aiuta gli africani a vivere in Africa noi siamo fatti.
Questo qualcosa può essere la Cina, che trasferisce industrie e maestranze appropriate in Africa.
Io faccio più che mai il tifo per i cinesi, in aiuto degli africani

Per il momento, la dove c’erano i colonialisti italiani, arrivati alla conquista con le loro atrocità, ma destinati a tenere in ordine le loro proprietà una volta acquisite, adesso comandano i pirati. Sono tornati i pirati.
La storia umana ha fatto retromarcia.
Arrischiamo di rimpiangere (noi con inglesi e francesi) i nostri generali di allora, Graziani e Badoglio.

Se si continua cosi succederà qualcosa anche da noi.
Gli esperimenti sugli animali dicono che quando questi sono obbligati a stare in spazi troppo stretti cominciano ad ammazzarsi tra loro.
La natura ricrea in qualche modo l’equilibrio.

Carissimi saluti a tutti da
Franciscofranco

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Franco,

ancora con gli immigrati! Cerca di enumerare tutti i vantaggi di accoglierli; te ne suggerisco qualcuno su cui lavorare:

- Come ricordava già Prodi, il loro ingresso in Italia evita il calo della popolazione non solo per il loro numero ma anche perché fanno più figli delle italiane troppo impegnate a mantenere il posto di lavoro! In altre parole possiamo avere “la botte piena e la moglie …impiegata”.

- Il loro sopraggiungere distoglie l’attenzione dall’emigrazione verso il nord dei meridionali che cominciano ad essere considerati più italiani di qualche anno fa: ad esempio, solo pochi adesso mi danno del “terrone” mentre quando raggiunsi la GTE non mi volevano dare un appartamento in fitto appena scoprivano il mio accento non toscano.

Fammi sapere se ti servono ulteriori spunti ma non penso: la tua fervida fantasia saprà rimpolpare il tutto.

Ciao, Lucio

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Franco mio caro,
mi inserisco nel dibattito raccontando la mia esperienza nel " civile " Trentino.
Proprio sabato scorso ho partecipato ad un pic-nic per far passare alcune ore spensierate
alle giovani extracomunitarie, quasi tutte ragazze madri o abbandonate non si sa da chi e dove
e ai loro bambini.

Provincia e parrocchie varie spendono milioni di euro per ristrutturare alloggi, arredare, dare accoglienza con personale
qualificato e quindi pagato più l'aiuto di volontarie che da decenni prima si occupavano all'interno dell'Opera Famiglia Materna
delle nostre ragazze madri o mamme in difficoltà con rispettivi bimbi, ora, in aggiunta, fanno da vice madre nei casi più disperati e disparati delle straniere.
Una mia considerazione: gli unici che durante la giornata sembravano integrarsi nel gruppo eterogeneo erano i bambini.
Seconda considerazione: dove troveranno mai alloggi così belli quando, finito il periodo di qualche anno considerato di emergenza, dovranno cercarsi da sole una soluzione?
Terza considerazione: le giovani famiglie complete di mamma, papà e bimbi, erano completamente assenti. Eppure ci sono ed erano state invitate. Sono forse gli uomini a rifiutare la compagnia di queste giovani non in "regola", anche loro discriminano?
Questa la mia recente esperienza.

Invece di parlarmi di extracomunitari, perchè non mi racconti per quale motivo il tuo orto a Foxi langue solitario?
Baci da noi tutti.
Stefania

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rispondo a Stefania

evviva i bambini che si integrano senza problemi. quanto all'assenza dei padri, non ne ho mai visti molti ai colloqui con gli insegnanti e forse i più presenti erano proprio gli stranieri, magari perchè le madri parlavano poco italiano, però c'erano.
sui lavori in pianura: certo se ci sono giustamente li prendono, però da alcuni anni, se cammini nelle montagne bergamasche incontri solo pastori extra-comunitari e al di là della poesia, quello del pastore è proprio un lavoro duro.
adesso poi che certi amici trentini, ci hanno anche mandato un so....................
ciao
Anna Brunialti
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Carissimi

Mi inondate di problemi extra-comunitari-plus-terruncielli
Non so più da che parte rigirarmi.
Se verranno a sapere che nel tri-dentino li trattano così bene gli afrikans invaderanno anche le valli oltre che la Padania.
Bisogna dirlo anche ai terruncielli che dormono all’umido !!!
Se c’è qualcuno che lavora come un negro sono …i boveri negri …e lo sappiamo. I disperati sono sempre quelli che sgobbano di più.
Pastori a parte, le strade, in pianura e in montagna, le asfaltano loro, gli afrikans.
Il problema è che il lavoro lo trovano al 90% in pianura.
Quando in Italia eravamo 30 milioni c’erano 6.000 residenti in Vallarsa che lavoravano come negri sui terrazzamenti.
Granoturco e vigna.
Adesso che siamo 60 milioni, in Vallarsa vivono in 1.200 e sono pensionati.
I terrazzamenti …prendono il sole.
Da parte mia, oltre a un terrunciello alto 2 metri, di nome Lucio, ho conosciuto diversi senegalesi.
Si è creata una colonia fuori dal super-markèt che frequento.
Stanno fuori dall’ingresso a vendere accendini e pistulad di svariato genere.
Io non compro niente ma offro loro sempre qualche moneta.
Loro stanno li qualche anno e poi cambiano. Spariscono e il posto lo prende un altro, sempre senegalese.
E con i senegalesi, man mano che arrivano, cerco di aumentare l’integrazione culturale italo-afrikans facendoli diventare interisti.
Al primo incontro li interrogo prima di dare loro la moneta.
Sei del Milan o dell’Inter ???
…a si, si, milan, inter, buono buono, tutti bello, … ha! ha! io mi piace !!!
…Tutti bello un’accidente !!!
… Mi devi dire quale preferisci, inter o milan ???
… a si si… milaninter, tanti gol, tanti tanti bello ….loro vincere..io sempre vedere !!!
….Preferisci il Milan ???
….si..aaa ??.. si.. milan bello, bello !!!
…..Allora niente Soldi !!!
….??????????...........
…..Dai, …dai prendi un euro, …ma se non tieni all’Inter niente soldi !!!
…..Bello inter, bello, bello …Ronaldo, Martins, Balottelli, bello bello inter !!!!
Poi a un ingresso dalla parte opposta del shopping center c’è il Negus.
Un vecchio negro ossuto che non va mai via. Avrà almeno 10 anni di anzianità di servizio.
Lui mette in terra un tappetino pieno di articoli vari, borselli, cappellini, portafogli, marsupio, pistulad del Giacomo, ecc.
Poi lui va dentro nel super-markèt e attraverso i vetri tiene d’occhio la sua vetrina.
Esce quando vede un potenziale cliente avvicinarsi tappeto volante dei pistulad.
Io ho comprato tante cosette da lui, tutte rigorosamente firmate da cinesi autentici.
Il Negus fa parte integrante del super-markèt.
Penso che alla fine gli daranno la pensione.
Un giorno c’era in zona una squadra di vigili urbani, alteri, capitanati con il giusto sussiego da un Ufficiale in uniforme..
Ho visto che la squadra ha fatto sgombrare il Negus, insieme al suo tappetino.
Ero preoccupato per lui.
Il giorno dopo l’ho trovato ancora li, col suo negozio da marciapiede, e mi sono sentito meglio.
Ho allora interrogato il Negus.
Ma ieri cosa è successo ??? Ti hanno sequestrato la roba ???
No no !!! Niente niente. Tutti bene, tutti bene !!!
E’ chiaro.
Una squadra di Vigili Urbani con un Comandante in uniforme non può tollerare il commercio illecito !!!
Ognuno si guadagna lo stipendio a modo suo,
vigili urbani,
ufficiali in uniforme
e regnanti africani.
Meglio di così !!!
Muchissimo besitos a todo el mundo !!!
Franciscofranco

sabato, maggio 16, 2009

La Ghisolfa


Ci sarebbero tante altre cose su cui discutere, ma non sempre se ne ha voglia.

Una cosettina leggera (per chi scrive) mi è rimasta sul gozzo qualche settimana fa. Roba da poco.

Ci sono dei nomadi che, cacciati via da qualche altra parte, sono andati a vivere in un ritaglio di terra a fianco del Ponte della Ghisolfa, a Villapizzone, dalla parte opposta alla Bovisa, mia amata patria.
In mezzo ci sono le rotaie dello Scalo Farini.
Ne parla il Corriere.
Il problema non è “di che cosa camperanno i nomadi/stanziali ?”
No !!!!!
Il problema è che fanno sfigurare il panorama, notoriamente zona turistica.
Parte una squadra di vigili urbani e li fa scappare.
Dopo un po’ di giorni altro articolo sul Corriere.
I nomadi scappati hanno attraversato il Ponte della Ghisolfa e si sono accasati di la dalle rotaie, alla Bovisa, in un grande edificio abbandonato dalle Poste Italiane, sempre a lato del ponte, in piazzale Lugano.

Il problema si ripete. I fuggiaschi da Villapizzone rovinano il panorama della Bovisa, altra zona paesaggistica.
Tanto più che abitano in uno spettrale squallido residuo di edificio moderno, annerito dai tubi di scappamento, che se Picasso fosse al mondo ne farebbe un quadro famoso da esporre nella sezione “Horror” del Louvre.
Bisogna cacciarli via, i nomado/stanziali.
Sono brutti da vedere. Stanno troppo male.
Nessuno invece accenna al fatto che si dovrebbe anche bombardare l’ex casermone/horror delle Poste Italiane,
per umanizzare un poco il look della Bovisa.

Ci sarebbero molte altre cose da dire sui nomadi ma bisognerebbe scrivere un libro.

Leggo in questi giorni che hanno “scoperto” intorno a Milano un centinaio di villette abusive costruite dai nomadi.
Bè, dico io, è una medaglia che ha il suo rovescio.
Se è male che si facciano case abusive è invece bene che gli zingari diventino stanziali.
Vuol dire che si integrano, vanno a lavorare, ed i loro figli vanno a scuola invece che a questuare.
Bisognerebbe trovare la chiave di volta per renderli tutti stanziali, ma se qualcuno mette il naso in quell’argomento si scotta.
Finisce nella lista degli xenofobi.

Quelli che invece non si sono ancora integrati nella cultura milanese sono i giovani cronisti del Corriere.
Questi neolaureati in Scienze della Comunicazione (penso io) saranno dei giovani “terruncielli” che non parlano più l’abbatantuonese come qualche generazione fa.
No, loro parlano e scrivono in un italiano forbito, televisivo, impeccabile, ma non hanno studiato la toponomastica storica di Milano, della quale peraltro scrivono.
Il Ponte della Ghisolfa è il nome che ho usato io in questo scritto, ma non loro.
Per loro quello è il Cavalcavia Bacula, come da cartelli stradali, piantine topografiche e navigatori satellitari.

Il Ponte della Ghisolfa è una delle icone di Milano, ma loro non lo sanno.
Forse ci vuole un Master !!!
Il nome Ponte della Ghisolfa non risulta sulle carte ma neanche i nomi dei quartieri di Milano risultano,
però vengono sempre nominati nelle cronache: Bovisa, Affori, Giambellino, Barona, ecc.

In letteratura
Il Ponte della Ghisolfa è il titolo di un famoso romanzo di Giovanni Testori.
Da questo scritto Luchino Visconti ha poi tratto un film: Rocco e i suoi Fratelli.
Vedere allegato Il Ponte della Ghisolfa.

Potrebbe bastare, ma c’è di più, molto di più !!!
il ponte della Ghisolfa era la pista dei fiulot de via Cantoni al numer vot.
Vedere allegati Carelot e Quand serum fiulot

Volevo mandare una protesta al Corriere ma poi è andata in cavalleria.

Ma possibile che in via Solferino non conoscono l’equivalenza Bacula = Ponte della Ghisolfa ?
Dormono e nessuno dice niente ?
E il Consiglio di Zona, votato dai milanesi e occupato dalla nomenclatura politica ?
E i Vigili Urbani ? E il Prevosto della Bovisa ?

Mi darò da fare perché venga data la qualifica di Patrimonio dell’Umanità al Ponte della Ghisolfa

Vostro fedelissimo
Franciscofranco

mercoledì, maggio 06, 2009

MARCHIONNE SERGIO

Sono totalmente affascinato da Sergio Marchionne.

Puo darsi che la mia immaginazione lo veda fuori dalla realtà. Un ragazzo italiano che cresce e studia in Canada.
Diventa avvocato prima e commercialista poi. Gli danno posti di prestigio in USA e in Europa in ambienti finanziari di alto livello.

Umberto Agnelli gli affida la FIAT, messa male, e lui in pochi anni la raddrizza. E’ una fabbrica, non una banca.
Adesso va a caccia di costruttori auto americani in odore di bancarotta. Cosa avrà lui da offrire che gli altri costruttori non hanno???

Anche Barak Obama è affascinato da Marchionne.
Ma la FIAT adesso è così brava ???
Ma è anche piena di debiti!!!
Penso che la possiedano più che altro le Banche.

Alle spalle di Barak Obama ci sono squadroni di consiglieri. Con lui c’è poco da bluffare, incantare serpenti.
Arrivo alle mie interpretazioni e conclusioni.
Sergio Marchionne è un uomo che ha dedicato la sua vita totalmente al lavoro.

Ha immolato corpo e anima al lavoro, alle sue doti personali. Ci ha creduto ciecamente.
Questo però non poteva bastare. Sono essenziali in aggiunta capacità intellettuali e umane:

- una visione lungimirante
- la capacità di scegliere i collaboratori (talent scout) e di motivarli.

Gli hanno affidato una FIAT dormiente, figlia di un ambiente tardo-monopolistico,
probabilmente ammalata di supponenza. Che Marchionne la tirasse fuori dall’inerzia.

Credo che il punto di svolta, dove Marchionne ha puntato e vinto, sia il centro ricerche della FIAT, che è andato a caccia del futuro dell’auto, attirando le attenzioni degli americani.

Americani dormienti per ragioni di opulenza: la benzina costa troppo poco in USA. Non c’è lo stimolo a scervellarsi.
I clienti comprano le auto comunque, anche se sono di 4700 (quattromilasettecento) centimetri cubi di cilindrata, come è capitato a me nel 1976, senza peraltro poterne conoscerne la cilindrata.
Dall’indagine che ho dovuto fare per venirne a capo è diventato chiaro che nessun venditore esibiva la cilindrata e nessun cliente la chiedeva.

Però, se battere gli americani su quel piano era troppo facile, battere gli europei, anch’essi in lizza, non poteva esserlo.
E qui arriviamo al dunque.
Io non sono in grado di comparare le ricerche FIAT a quelle degli altri prestigiosi costruttori.
Se però il binomio FIAT-Marchionne è vincente c’è poco da discutere. Ha potuto convincere gli americani che lui è sulla strada del futuro.
Da una conferenza a cui ho assistito ho potuto constatare che FIAT ha dedicato grandi sforzi a studiare il futuro dell’auto, dal breve-medio termine (vent’anni) al lungo termine (quarant’anni).

I termini del discorso sono estremamente complessi, e tutte le strade (che si intrecciano) vengono esplorate in attesa che si arrivi a delle scelte..
Gli studi tengono conto, da un lato dei grandi ostacoli:

- esaurimento del petrolio,
- problema ecologico (CO2 nell’atmosfera) specie con l’entrata nel mercato di qualche miliardo di nuovi utenti del terzo mondo. (in Cina oggi c’è un’auto ogni mille persone )

Da un altro lato le possibili soluzioni relative al tipo di energia da usare a bordo macchina, con tutte le possibili implicazioni nel reperimento, produzione, costi economici ed ecologici del combustibile:

- Gas,
- Biocombustibili,
- Idrogeno,
- Energia elettrica.

Tutti queste forme di energia sono in esplorazione per utilizzo in modo individuale o in combinazione ibrida tra loro.
Prospettive ancora tutte aperte.
Le probabili motorizzazioni di breve-medio termine sono con propulsori ibridi aperti a tutte le miscelazioni (tipi e percentuali di carburante) Presto saranno a due motori, uno a combustione e l’altro elettrico a recupero dell’energia di frenata.
Il futuro a lungo termine appare essere (per il momento) una scelta tra veicolo elettrico oppure a combustione di idrogeno.

La scelta (oppure le scelte) del tipo di energia, porterà alla realizzazione della rete stradale di rifornimento.
Realizzazione quanto mai impegnativa in investimenti e tempi di implementazione.
Se uno segue sui giornali l’avventura di Marchionne sente parlare solo di debiti, prestiti, banche sindacati, governi.
Di prospettive future dell’auto nessuno parla.
Gli editorialisti che approfondiscono gli argomenti sono illeggibili.
Parlano un linguaggio riservato agli addetti ai lavori dell’economia, come minimo bocconiani.

Tecnologia e aspetti dell’auto futura non trovano spazio.
Nessuno menziona il fatto che Marchionne è in fuga, e nessuno dice tanto meno il perché.
Come ha fatto Marchionne ad andare in fuga ???
I sindacati parlano di difesa dei posti di lavoro e basta.
I posti di oggi, che se non cambi strada domani non ci sono più. Squallidi burocrati suicidi.

I politici parlano di non si sà che cosa. Pensano ai voti che non vogliono perdere, oggi.
…Del doman non v’è certezza….

Franciscofranco